Vannacci è solo l’effetto la causa sta nel sistema: il ruolo del Pd

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Vannacci è solo l’effetto la causa sta nel sistema: il ruolo del Pd

Il Paese attraversa una fase critica che viene descritta come tra le peggiori degli ultimi ottant’anni, sospinta da una combinazione di difficoltà istituzionali e culturali. La situazione viene collegata all’operato di un “governo” considerato fascista e anticostituzionale, insieme alla presenza di un ceto politico ritenuto, nel complesso, subalterno ai dogmi del cosiddetto pensiero unico neoliberista, connotato come atlantista e sionista. In questa cornice, si afferma che il quadro politico-finanziario stia determinando una svendita degli interessi nazionali a favore del capitale finanziario internazionale.

declino politico e influenze neoliberiste, atlantiste e sioniste

Il ragionamento centrale individua una dipendenza strutturale dal “verbo” neoliberista, descritta come tale da rendere difficile la concezione di un indirizzo capace di tutelare gli interessi della cittadinanza rispetto a quelli degli speculatori. Si sostiene che le scelte politiche correnti, avanzando la logica dell’interesse degli investitori e delle élite, comportino conseguenze visibili sul territorio: città e aree vengono indicate come sempre meno vivibili, mentre il cambiamento climatico viene presentato come ulteriore prodotto del sistema capitalistico dominante.

All’interno di questa lettura, viene evidenziato anche un ruolo attribuito al negazionismo delle classi “dirigenti”, citando figure associate a tale impostazione: Trump e Salvini, oltre a riferimenti “ancora più in basso” a ulteriori rappresentanti. Il quadro complessivo viene collegato a un sistema definito come “infetto”, nato dall’interazione tra capitalismo e sistema politico italiano, capace di produrre effetti politico-sociali di lungo periodo.

vannaccismo come effetto di un sistema più ampio

Nel testo viene citato il fenomeno del vannaccismo come esempio di dinamiche emergenti. La prospettiva presentata attribuisce a tale fenomeno un valore di surrogato per una parte del mondo maschile italiano, indicato come in crisi materiale e ideologica. La soluzione sostitutiva viene descritta come un finto recupero di un’identità escludente, che intenderebbe eliminare o marginalizzare specifiche categorie sociali.

La descrizione collega inoltre Vannacci a una possibile rientrata nei ranghi di un indirizzo politico associato a Meloni, interpretando tale movimento come un ulteriore segnale dell’origine profonda del fenomeno. Viene ribadito che la questione sarebbe soprattutto effetto e non causa, mentre la causa viene attribuita a un assetto più generale, caratterizzato da una cornice largamente bipartisan.

cause strutturali: delega estera e scelte autoreferenziali

La spiegazione proposta individua come snodi determinanti la negazione di dignità e autonomia nei settori considerati strategici: politica estera, area militare e macroeconomia. In questa cornice viene indicato che la determinazione della macroeconomia spetta esclusivamente a Washington, oppure a Kiev e Tel Aviv, e ancora a Bruxelles per altre aree di decisione.

Da questa impostazione sarebbe derivata la convenienza di scelte considerate autoreferenziali nei campi che il sistema occidentale dominante consentirebbe ai governi locali di amministrare come “vassalli”. Ne conseguirebbero, secondo la ricostruzione, ricadute dirette sulla vita pubblica: si parla di corruzione, propensione a favorire le mafie in forme molteplici, e di una violazione sistematica dei diritti civili, politici, economici, sociali, culturali e ambientali dei cittadini italiani.

Per comprendere la portata di tali dinamiche viene citata la lettura quotidiana del Fatto, definito “benemerito”, insieme all’affermazione che figure di potere vorrebbero mettere a tacere quel giornale “con ogni mezzo”.

Pd e alleanze: parte del problema secondo la ricostruzione

La soluzione auspicata non viene collocata all’interno dello stesso sistema identificato come causa della decadenza. In questa prospettiva, il Pd viene presentato come parte integrante della problematica. Viene inoltre menzionato l’avvio di una riproposizione di Matteo Renzi in una coalizione definita “alternativa”. Il testo sostiene che la presenza di “zavorre” o “mine vaganti” interne potrebbe rendere difficile lo spostamento reale del potere politico, descritto come necessario a rimuovere Meloni e gli “accoliti” collegati.

Ne deriva una conclusione: Pd e i suoi “soci vecchi e nuovi” sarebbero parte del problema, non della soluzione. La sfida vera viene individuata nella costruzione di uno schieramento alternativo, inteso come non minoritario e non identitario, capace di incidere sul livello di partecipazione elettorale, includendo gli astensionisti e chi si limita a un voto definito “utile” ma giudicato non realmente tale.

alternativa politica: rigetto di neoliberismo, atlantismo e sionismo

La proposta di cambiamento viene descritta come basata sul rigetto senza se e senza ma di neoliberismo, atlantismo e sionismo. Parallelamente, viene indicata la necessità di affermare in modo esplicito democrazia e diritti umani in tutte le loro dimensioni, presentati come elementi che per concretizzarsi richiedono la rottura con il mondo capitalistico occidentale in rapido declino.

In questa impostazione, l’Italia viene considerata chiamata a inserirsi con piena autonomia nei nuovi equilibri definiti come multipolari, emergenti dall’agonia attribuita al vecchio ordine imperialista e neocoloniale. La prospettiva considera anche l’orizzonte del rischio di una guerra mondiale catastrofica come pericolo presente nel passaggio tra sistemi.

agorà a roma e antifascismo in chiave antirazzista, antisionista e antimperialista

Un passaggio considerato rilevante viene identificato in una riunione di Agorà tenutasi a Roma in un giorno di sabato. L’evento viene descritto come un passo avanti nella direzione della costruzione di una forza politica capace di farsi carico del compito storico indicato senza restare confinata a una logica ristretta o meramente identitaria.

Si richiede poi che il progetto converga rapidamente con altre forze politiche, sociali e culturali, per realizzare un approccio comune definito unitario. La cornice prevede il recupero e la valorizzazione dei momenti più “gloriosi e significativi” della storia nazionale, con l’indicazione di mettere al centro l’antifascismo da declinare in antirazzismo, antisionismo e antimperialismo.

figure citate nel testo

  • Trump
  • Salvini
  • Vannacci
  • Meloni
  • Matteo Renzi
Vannacci è solo l’effetto: la causa sta nel sistema. Di cui anche il Pd è parte integrante
Categorie: PoliticaCronaca

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