Fiorella Mannoia guerra in Ucraina conviene a tutti mantenerla accesa
La riflessione di Fiorella Mannoia, raccolta durante la Gaberiana a Firenze e condotta da Andrea Scanzi, affronta con toni diretti l’attualità di guerra e polarizzazione politica in Europa. Il confronto prende le mosse dal ricordo di un periodo giudicato distante e arriva a descrivere una realtà che, secondo la cantante, continua a riaccendersi alimentata da interessi enormi, fino a coinvolgere anche scenari oltre i confini europei.
fiorella mannoia e la guerra nel cuore dell’europa
Mannoia afferma di non avere mai immaginato di risentire parlare di guerra, descrivendola come un conflitto che non accenna a finire e che, a suo avviso, viene mantenuto vivo perché conviene a troppi. La lettura fornita insiste sul peso degli interessi economici, ritenuti sproporzionati rispetto alla comprensione comune.
Nel passaggio successivo Scanzi richiama un’esperienza riportata da diverse persone: da tre generazioni diverse emerge la frase secondo cui sarebbe il momento più brutto vissuto nella propria vita. Tra gli esempi citati da Scanzi figurano Francesco Guccini, Enzo Iacchetti e Luciano Ligabue.
soldati strappati dalle case e richiamo alle canzoni di piero
Secondo Mannoia, alla propria età si ritrova oggi di fronte a una situazione considerata inaccettabile. La cantante parla del destino di ragazzi russi e ucraini, descritti come strappati dalle case e mandati al fronte con una logica paragonata alla carne da macello evocata nella canzone La guerra di Piero. Il riferimento non resta confinato a un’idea astratta: la cantante dichiara di non riuscire a immaginare una dinamica del genere.
Nel suo ragionamento vengono poi richiamati anche l’andamento della situazione in Medio Oriente e un’ulteriore preoccupazione legata alla figura dell’“uomo arancione”, indicata come causa di una devastazione del mondo. A questa prospettiva si aggiunge un riferimento a un rigurgito nazi-fascista percepito come un ritorno sotto gli occhi di tutti, motivo di allarme perché, secondo Mannoia, non sarebbe solo italiano.
ascesa del fascismo e abbassamento dell’asticella politica
Alla domanda di Scanzi su quale sia il riferimento all’Italia, la cantante sostiene che ciò che una volta rappresentava un tabù oggi non lo sarebbe più. Nella narrazione presentata compaiono mani alzate, inni al fascismo e inni al Duce. L’impressione descritta è che prima si pensasse che fossero pochi, “quattro gatti”, e che poi il potere sarebbe passato a chi era più determinato. Mannoia collega questo timore a un ulteriore abbassamento dell’asticella.
Il discorso prosegue con la critica all’idea di una competizione verso l’estremismo: viene affermato che, con l’avvento del generale citato nel dialogo, si starebbe cercando di capire chi sia più a destra dell’altro. In questa cornice, la cantante parla di un momento pericoloso, spiegato anche dal fatto che si arriverebbe a fare guerra tra di loro perché l’obiettivo diventerebbe più difficile da collocare, con conseguenze che, secondo Mannoia, rendono più visibile la semina di odio.
processo per la divulgazione dell’odio secondo fiorella mannoia
Mannoia lega la propria preoccupazione a un’azione concreta di diffusione dell’ostilità, sostenendo che chi promuove odio dovrebbe essere processato anche per la divulgazione di odio. La centralità del tema viene ribadita come elemento capace di alimentare tensioni e derive.
critica al governo di centrodestra tra sicurezza e armi
Nel confronto con il tema del centrodestra e del governo di cui si parla nel dialogo, Mannoia dichiara di provare sarcasmo verso la linea adottata. Sottolinea che, dopo quattro o cinque anni al governo e senza opposizione percepita come incisiva, i risultati non sarebbero all’altezza delle promesse sulla sicurezza. Secondo la cantante, nel tempo sarebbero stati approvati i ddl e le leggi desiderate, ma la situazione resterebbe sostanzialmente invariata.
Nel ragionamento vengono posti interrogativi su colpa e assenza di risultati, con un’affermazione netta sulla durata del governo definito il più longevo della storia. Mannoia aggiunge che gli stipendi sarebbero rimasti “sempre lì”, mentre il quadro politico avrebbe mostrato una disponibilità totale rispetto alle richieste associate alla figura indicata come “arancione”. Il passaggio include anche l’accusa di aver comprato armi e di avere dato fondi per l’acquisto di materiale bellico.
5,5% del pil per armi e scuola senza educazione sessuo-affettiva
Un punto centrale della critica è il riferimento al 5,5% del PIL destinato ad acquistare armi, accompagnato dall’argomento che, in futuro, il nutrimento promesso sarebbe equiparato ai proiettili. Mannoia porta poi l’attenzione sul tema educativo, affermando che l’educazione sessuo-affettiva non sarebbe stata considerata, mentre l’insegnamento di competenze legate a drone e fucile sarebbe invece considerato accettabile.
unione europea e scontro tra divisioni e corsa agli armamenti
La critica si estende all’Unione europea, che per Mannoia avrebbe difficoltà operative e politiche. Viene posta una domanda sul tempo necessario per costruire un esercito europeo, sulle figure che potrebbero comandarlo e sulla reale autonomia decisionale. Nell’argomentazione si afferma che, nella pratica, il comando sarebbe riconducibile agli Stati Uniti d’America.
Nel quadro di riferimento, la cantante cita esempi di divisione interna: l’Europa sarebbe ancora frammentata in logiche che richiamano dispute su prodotti e abitudini, come il riferimento a parmigiano e formaggi, o il modo di parlare tra stati durante partite di calcio. Il risultato, secondo Mannoia, sarebbe la mancanza dell’Europa che era stata sperata, con l’assenza di un sistema definito uguale e con scarsi progressi su strumenti comuni.
Il ragionamento include anche il tema di circuiti non realizzati: non sarebbe stato creato un circuito di carte di credito europee, né un circuito di banche pienamente integrato. La conclusione del passaggio ribadisce la percezione che i discorsi si concentrino principalmente su armi, senza affrontare una visione più ampia.
ospiti e protagonisti citati nel confronto
- Fiorella Mannoia
- Andrea Scanzi
- Francesco Guccini
- Enzo Iacchetti
- Luciano Ligabue