Murale dedicato ad Abderrahim Fakir a Roma, l’artista: scioccato come dopo la morte di George Floyd
Un murale torna a riaccendere il dibattito su giustizia, responsabilità e intervento delle forze dell’ordine. Nella cornice del quartiere romano del Tufello, lo street artist Harry Greb ha realizzato una nuova opera che porta memoria e denuncia, collocata simbolicamente nello stesso spazio che, fino a pochi mesi prima, ospitava un murale dedicato a Stefano Cucchi.
Il lavoro nasce come risposta emotiva e insieme come riflessione pubblica a partire da un caso specifico: la morte di Abderrahim Fakir a Bologna, avvenuta mentre due poliziotti lo immobilizzavano. Nel commentare l’opera, Greb racconta di aver rivissuto sensazioni già provate anni prima, legate alla morte di George Floyd a Minneapolis.
L’artista sottolinea la continuità tra esperienze diverse, descrivendo un parallelismo tra ciò che, secondo la sua lettura, non sarebbe cambiato. La reazione è netta anche sul piano operativo: viene definito assurdo che chi dovrebbe difendere e aiutare i cittadini metta a rischio la propria vita, restando fermo senza intervenire.
murale di harry greb nel tufello: memoria e denuncia
L’opera è situata nel quartiere romano del Tufello ed è stata eseguita su un muro scelto con intenzione simbolica. La realizzazione avviene nello stesso punto dove in precedenza era presente un murale dedicato a Stefano Cucchi, richiamando una continuità visiva che collega vicende diverse attraverso un filo comune di attenzione pubblica.
Il murale mantiene al centro la figura di Abderrahim Fakir, morto a Bologna durante l’immobilizzazione effettuata da due poliziotti. La scelta del soggetto e del contesto rafforza l’idea che l’atto artistico funzioni come memoria, ma anche come segnalazione su responsabilità e modalità di intervento.
harry greb e le reazioni al caso di bologna
Nel racconto dell’autore, il murale si collega a un’esperienza precedente. Greb dichiara di essere rimasto scioccato e indignato sei anni fa per la morte di George Floyd a Minneapolis e afferma di rivivere sensazioni analoghe anche in Italia, davanti alla vicenda di Abderrahim Fakir.
La critica dell’artista riguarda in modo diretto il comportamento delle persone chiamate a intervenire. L’intervento viene considerato incomprensibile: chi dovrebbe difendere e aiutare viene descritto come soggetto che, invece, mette a repentaglio la vita dei cittadini e rimane senza intervenire.
simboli nello stesso muro: dal murale di stefano cucchi al nuovo lavoro
Il murale di Greb nel Tufello assume un valore ulteriore grazie alla collocazione. Il progetto è stato realizzato simbolicamente sullo stesso muro dove fino a pochi mesi prima si trovava il murale dedicato a Stefano Cucchi. Questo passaggio da un’opera all’altra mantiene visibile il legame tra storie differenti, trasformando lo spazio urbano in una sequenza di richiami alla coscienza collettiva.
Personaggi citati:
- Harry Greb
- Abderrahim Fakir
- George Floyd
- Stefano Cucchi