Terremoto in venezuelа, ricostruzione e aiuti israeliani: caracas dopo 17 anni di crisi diplomatica

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Terremoto in venezuelа, ricostruzione e aiuti israeliani: caracas dopo 17 anni di crisi diplomatica

La ricostruzione di Caracas e della zona di La Guaira dopo il terremoto si intreccia con una presenza israeliana strutturata e già operativa. Lo sviluppo del progetto prende forma nella cornice della Gran misión Venezuela renace, avviata il 7 luglio dalla presidente Delcy Rodríguez, mentre la fase tecnica viene affidata alla missione delle Idf (Israeli defence forces) presente a Caracas.

gran misión venezuela renace e missione tecnica idf a caracas

Il progetto attuativo israeliano, intitolato project for the reconstruction of the future, è stato definito da un gruppo di 32 uomini coordinati dal brigadiere generale Elad Edri. L’impostazione è stata recepita formalmente da Rodríguez l’8 luglio in un incontro a Palazzo di Miraflores, a cui hanno partecipato Edri e il ministro israeliano degli Esteri Gideon Sa’ar collegato da remoto.

Al termine del vertice, il ministero degli Esteri israeliano ha esteso per due settimane la permanenza della delegazione nel Paese. L’estensione sarebbe avvenuta “su richiesta” di Rodríguez, con l’obiettivo di avviare “l’implementazione del Piano di ricostruzione elaborato da esperti israeliani”.

Rodríguez ha inoltre ribadito che Tel Aviv avrebbe messo a disposizione un gruppo “altamente preparato e professionista” con un compito di supporto tecnico per valutare la stabilità delle città.

piano di ricostruzione: censimento edifici, macerie e infrastrutture

Secondo la ricostruzione complessiva del piano, è previsto il censimento di 1.300 edifici residenziali a Caracas e La Guaira. Le strutture verrebbero classificate in tre categorie: rosso, giallo e verde, in base al livello di rischio e all’abitabilità.

Nel perimetro operativo rientrano anche la rimozione di macerie per 1,2 milioni di tonnellate e l’impiego di firme come Xtend e SmartAid. In particolare:

  • Xtend fornisce droni.
  • SmartAid fornisce impianti di potabilizzazione dell’acqua ed energia elettrica per gli ospedali.

L’operazione risulta sostenuta dagli Stati Uniti, indicati come pronti ad attingere dagli otto miliardi di dollari di entrate petrolifere bloccate a New York.

critiche e accuse: fattori sionisti, mossad e contestazioni pubbliche

Le reazioni critiche si concentrano sulla presenza israeliana e sulla cornice politica legata alla ricostruzione. La Piattaforma internazionale della causa palestinese nel Paese ha denunciato l’esistenza di “fattori sionisti in Venezuela” e ha contestato la presenza di uomini presentati come pacifici, associandoli a una ricostruzione finalizzata a ottenere controllo e danni, richiamando analogie con la situazione in Palestina.

Un passaggio centrale delle contestazioni riguarda anche la figura del generale Elad Edri. In base alle critiche riportate, Edri avrebbe sostenuto una linea collegata alle guerre preventive di Benjamin Netanyahu, con riferimento a un cambio di dottrina: dalla difesa passiva a una strategia di rimozione proattiva delle minacce.

denunce su intelligence e contatti: Erika Ortega e Carlos Eduardo Piña

Fonti governative denunciano la presenza di elementi del Mossad a braccetto con l’intelligence di Caracas. L’attivista Erika Ortega riferisce di aver ricevuto “minacce e chiamate” da contatti registrati in Florida. Il racconto collega tali episodi a una denuncia sulla presenza di agenti sionisti nell’Università centrale del Venezuela.

La critica attribuisce al sionismo un ruolo distruttivo in un contesto internazionale e sostiene che tale matrice non possa essere alla base della ricostruzione. La stessa alleanza viene contestata anche dall’analista politico Carlos Eduardo Piña, che su Al Jazeera descrive l’iniziativa come “una strategia” legata alla sopravvivenza politica e non a convinzioni autonome, mirando a compiacere Washington.

riavvicinamento caracas-tel aviv: dal greggio alla missione idf

Il riavvicinamento Caracas-Tel Aviv non risulterebbe legato esclusivamente al terremoto. Sarebbe iniziato nel mese di febbraio con l’arrivo di 200mila barili di greggio portati dalla nave Poliegos al porto di Haifa, dove ha sede la petrolchimica Bazan Group. Questo episodio viene descritto come il primo gesto di distensione tra i due Paesi dopo 17 anni di rottura diplomatica.

La rottura è collegata al 15 gennaio 2009, quando l’allora presidente Hugo Chávez Frías interruppe le relazioni con Israele in risposta all’operazione Cast Lead su Gaza. Nella sequenza storica viene riportato anche l’evento dell’abbordaggio israeliano sulla nave Mavi Marmara, associato alla morte di dieci attivisti, con condanna della comunità internazionale.

isaac cohen e il coordinamento verso tel aviv

Dal racconto emerge che la gestione dei rapporti tra i due Paesi sarebbe passata attraverso Isaac Cohen, indicato come rabbino capo e interlocutore con l’amministrazione Rodríguez. Rodríguez, in un passaggio del 3 luglio, avrebbe ringraziato Cohen per il coordinamento che avrebbe permesso di allacciare contatti col governo israeliano e portare un team di esperti in Venezuela.

Cohen, nato a Tangeri e di origine sefardita, attraverso l’Associazione israeliana del Venezuela avrebbe sostenuto l’arrivo della missione tecnica Idf garantendo ospitalità, trasporti, interprete, sicurezza e cibo kosher.

figure citate nella ricostruzione: ruoli e riferimenti principali

  • Delcy Rodríguez
  • Elad Edri
  • Gideon Sa’ar
  • Nicolás Maduro
  • Xtend
  • SmartAid
  • Benjamin Netanyahu
  • Erika Ortega
  • Carlos Eduardo Piña
  • Hugo Chávez Frías
  • Isaac Cohen
  • James Cohen
  • Mossad
  • Israeli defence forces (Idf)
  • Onu
  • Piattaforma internazionale della causa palestinese
Terremoto in Venezuela, la ricostruzione è firmata Israele: così Caracas si affida alle Idf dopo 17 anni di crisi diplomatica
Categorie: PoliticaCronaca

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