Stato c’è, esercito in città non escluso: il discorso di meloni in prefettura a palermo

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Stato c’è, esercito in città non escluso: il discorso di meloni in prefettura a palermo

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni, nel corso della partecipazione al Comitato per l’ordine e la sicurezza in Prefettura insieme al ministro Piantedosi, ha ribadito la linea dello Stato contro la criminalità organizzata e ha indicato la necessità di intensificare controllo e presidio nei quartieri più esposti. Il messaggio è stato accompagnato da riferimenti al contesto cittadino recente e alla volontà di rendere più efficace l’azione sul territorio, con attenzione anche a strumenti straordinari e, se necessario, a possibili interventi normativi.

Giorgia Meloni al Comitato per l’ordine e la sicurezza a Palermo

Meloni ha collegato la strategia contro le mafie al beneficio per la collettività, sottolineando che la ricchezza sottratta alla criminalità organizzata torna alle famiglie e contribuisce ad alleviare problemi sociali. Nel suo intervento ha evidenziato l’impegno dello Stato nel colpire la criminalità organizzata, richiamando la necessità di perseverare e adattarsi, perché le mafie cambiano, individuano spazi e sviluppano nuovi strumenti capaci di condizionare il tessuto produttivo.

La premier ha affermato che, a Palermo, lo Stato “c’è” e intende essere presente “con determinazione”, ponendo l’accento sull’esigenza di onorare la memoria di chi ha sacrificato la vita per il territorio. Le parole hanno incluso anche un passaggio sul significato della giornata, definita importante all’interno di una settimana di particolare rilievo, legata al 34esimo anniversario della strage di via D’Amelio, che uccise il giudice Paolo Borsellino e cinque uomini della sua scorta.

Obiettivo: operazione straordinaria di controllo e presidio fisso

Nel delineare i prossimi passi, Meloni ha indicato come priorità la definizione di soluzioni a breve per un’operazione straordinaria di controllo e presidio fisso del territorio. Il riferimento è stato ai quartieri più a rischio, citando in modo esplicito lo Zen, “ma non solo”.

Per garantire un presidio stabile, la presidente del Consiglio ha richiamato la possibilità di coinvolgere le Forze di polizia, lasciando aperta anche l’ipotesi di un contributo ulteriore attraverso il coinvolgimento dei militari e dell’Esercito in operazioni congiunte. Nel ragionamento svolto, Meloni ha specificato che, qualora si rendesse necessario, si potrà intervenire sulle norme che disciplinano Strade sicure.

Lo Stato “non lascia le persone sole” e risponde alla violenza

Un passaggio centrale dell’intervento è stato il carattere di chiarezza rivolto al territorio: “lo Stato c’è” e non lascia le persone sole. Meloni ha posto l’accento sulla capacità di agire con determinazione e di trasformare l’obiettivo del Comitato in interventi concreti, così da contrastare chi tenta di riportare la città indietro o di intimidire chi lavora in modo onesto.

La premier ha inoltre affermato che chi prova a terrorizzare il tessuto produttivo e sociale incontrerà uno Stato pronto a reagire e a colpire. Il ragionamento si è sviluppato richiamando la necessità di mantenere alta la guardia e di continuare a intervenire sulle organizzazioni criminali nei loro interessi economici, nelle strutture e nella capacità di intimidazione.

Operazione contro la banda dei kalashnikov e 22 fermi

Meloni ha rivolto un ringraziamento alla magistratura e alle Forze dell’ordine per l’operazione contro la banda dei kalashnikov, ricordando che l’attività ha portato a 22 fermi. Il contesto richiamato ha riguardato eventi recenti a Palermo, con riferimenti a raffiche di kalashinkov, taniche di benzina e intimidazioni, immagini che, secondo quanto riportato, non si vedevano da tempo e che non vengono considerate accettabili.

La presidente del Consiglio ha legato la risposta istituzionale al principio di continuità: lo Stato, nelle sue funzioni, continua a operare per rafforzare gli strumenti investigativi e a sostenere il lavoro delle istituzioni impegnate su questo fronte.

Messaggio di continuità civile e determinazione istituzionale

Nel corso della sua esposizione, Meloni ha richiamato il ruolo storico della città e il contributo di Palermo all’identità e alla coscienza civile della nazione. Il ragionamento ha evidenziato la capacità dello Stato di non arretrare nei momenti difficili e di non indietreggiare davanti alla violenza mafiosa, ribadendo l’intenzione di raccogliere e rilanciare quel messaggio con la stessa determinazione anche nel presente, senza limitarlo alla celebrazione degli eroi del passato.

La linea di intervento si è quindi concentrata sull’urgenza di rendere l’azione più incisiva: presidio dei quartieri, rafforzamento degli strumenti investigativi e attenzione alla possibilità di utilizzare, se necessario, anche strumenti e assetti operativi differenti per garantire un controllo effettivo del territorio.

figure istituzionali citate

  • Giorgia Meloni
  • ministro Piantedosi
  • Paolo Borsellino
Categorie: PoliticaCronaca

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