Salvatore borsellino meloni smetta di dire di ispirarsi a suo fratello
Visualizza questo post su Instagram
Una ricorrenza che riaccende la memoria e, insieme, un confronto acceso sul contrasto alla criminalità organizzata. Salvatore Borsellino, fratello del giudice ucciso nella strage di via D’Amelio, interviene criticando le scelte del governo e rivolgendosi direttamente alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Nel giorno che precede il 34esimo anniversario della morte, le parole si concentrano su misure giudiziarie definite decisive e sul loro presunto smantellamento.
salvatore borsellino critica il governo e la premier giorgia meloni
Salvatore Borsellino afferma che non può che inviare un messaggio per chiedere di smettere di richiamarsi alla figura di Paolo Borsellino quando, secondo quanto sostiene, l’azione dell’esecutivo porterebbe al disfacimento di strumenti lasciati da Giovanni Falcone e Paolo Borsellino alla magistratura. Il punto centrale dell’intervento riguarda la continuità delle misure: Borsellino sostiene che il governo avrebbe distrutto sistematicamente i mezzi pensati per combattere la mafia.
decreto falcone, misure contro la mafia e presunto smantellamento
Nel suo racconto, Salvatore Borsellino collega una serie di strumenti al periodo in cui vennero ricondotti al cosiddetto decreto Falcone. L’elenco delle misure citate comprende 41 bis, ergastolo ostativo, leggi sui collaboratori di giustizia e intercettazioni. Secondo le sue parole, tali elementi avrebbero fatto parte di un impianto che sarebbe stato spazzato via.
La conseguenza, per come viene descritta, si rifletterebbe nelle condizioni detentive: Palermo sarebbe indicata come piena di ergastolani usciti dalla galera senza aver collaborato con la giustizia, mantenendo dal carcere la gestione della cosiddetta famiglia mafiosa.
borsellino: borsa di paolo borsellino come corpo di reato
Un ulteriore passaggio riguarda l’uso politico di elementi legati alla memoria. Salvatore Borsellino sostiene che chi mostra la borsa di Paolo Borsellino, contenente l’agenda, eserciti un gesto che secondo lui costituirebbe un corpo di reato. L’affermazione si collega al fatto che, sempre secondo quanto riportato, la borsa sarebbe stata esibita in Parlamento.
fiaccolata in via d’amelio e contestazioni sul palco
Nel racconto di Salvatore Borsellino emergono anche aspetti legati alla partecipazione pubblica. L’intervento sostiene che Fratelli d’Italia avrebbe tentato di sottrargli il suolo pubblico di via D’Amelio e di utilizzare il palco.
Secondo le sue parole, il tentativo sarebbe stato bloccato e l’accesso in via D’Amelio sarebbe stato garantito. Viene inoltre ricordato che, da tempo, l’entrata per la fiaccolata sarebbe consentita perché gran parte dei palermitani partecipanti, come dichiarato, non conosce l’organizzazione dell’iniziativa e sarebbe quindi sfruttata da alcuni politici. Nel medesimo contesto, viene riferito che in un’occasione si sarebbero esibiti simboli fascisti. Borsellino conclude osservando che il fratello Paolo era una persona di destra, ma una destra che, secondo la sua definizione, oggi in Italia non esisterebbe.
nomi citati: protagonisti e riferimenti presenti nelle dichiarazioni
- Salvatore Borsellino
- Giorgia Meloni
- Paolo Borsellino
- Giovanni Falcone
