Roggero pena spropositata alla grazia cosa ha detto meloni

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Roggero  pena spropositata alla grazia cosa ha detto meloni

Giorgia Meloni è tornata sul caso Mario Roggero, affrontando il tema della responsabilità penale e dei margini di valutazione quando entrano in gioco dolore, trauma, stress e paura. Nel corso di un colloquio riportato dal Corriere della Sera, la presidente del Consiglio ha sollevato dubbi sulla possibilità di stabilire con precisione lo stato mentale di una persona nel momento di un’aggressione, mettendo al centro anche il tema della proporzionalità delle pene e l’operatività della grazia.

meloni e caso roggero: dubbi su capacità di intendere e contesto di paura

Nel riferirsi alla vicenda del gioielliere condannato in via definitiva a 14 anni e 9 mesi di carcere per aver ucciso due rapinatori e averne ferito un terzo, Meloni ha posto una domanda diretta: “chi è in grado di giudicare il dolore, il trauma, lo stress e la paura di quest’uomo?”. Secondo la presidente del Consiglio, chi esprime giudizi senza il beneficio del dubbio dovrebbe porsi ulteriori interrogativi.

Al centro dell’intervento compare un altro passaggio: “ma siamo sicuri che in quel momento fosse capace di intendere?”. Meloni ha contestato la possibilità di distinguere con criteri netti il momento in cui si è percepita una minaccia e quello in cui il pericolo è cessato, sottolineando l’impossibilità di misurare con strumenti o codici quando una situazione critica si conclude, “quantomeno per un uomo simile”.

aggressione, adrenalina e percezione: meloni richiama la risposta del cervello

La presidente del Consiglio ha richiamato la dinamica psicofisica tipica delle aggressioni: il cervello e il fisico entrano in modalità “combattimento”. In questo quadro, Meloni ha ricordato che esiste un’ampia letteratura capace di spiegare come l’adrenalina modifichi sensi, corpo e percezione. Il ragionamento proposto riguarda anche l’eventualità di ripetute situazioni di pericolo: una persona aggredita, secondo la visione espressa, può trovarsi in condizioni psicologiche e fisiche che rendono difficile una ricostruzione lineare dei momenti.

modalità “combattimento” e difficoltà di distinguere i tempi del pericolo

Meloni ha affermato che è un errore credere in una separazione netta tra la fase di pericolo e il momento esatto in cui il pericolo cessa. La logica evocata si basa sul fatto che, durante l’aggressione, la risposta dell’organismo può alterare la capacità di lettura della situazione, fenomeno che, come indicato, può coinvolgere anche persone che si occupano di sicurezza nella vita quotidiana e, a maggior ragione, un cittadino comune.

proporzionalità delle pene: meloni mette in discussione la durata della condanna

Oltre al tema della capacità di intendere nel momento critico, Meloni ha affrontato il principio di proporzionalità delle pene. Sul punto ha affermato che non si possono stabilire otto anni per i pedofili o meno di 10 anni per stupri di gruppo, per poi arrivare a una condanna “a morire in carcere” per il gioielliere. In questa ricostruzione, l’elemento centrale diventa un problema di proporzionalità rispetto alle pene previste per altri reati.

grazia e ministro nordio: meloni conferma la richiesta di attivazione

La presidente del Consiglio ha poi chiarito la propria posizione sulla grazia. Meloni ha spiegato che è stata lei a indicare al ministro della Giustizia, Carlo Nordio, di attivarsi per istruire una pratica. Secondo quanto riportato, Meloni avrebbe detto di procedere senza esitazioni, “bisogna chiamare le cose con il loro nome”.

prerogativa del quirinale e ruolo del guardasigilli nel procedimento

Nel dettaglio, Meloni ha distinto tra potere decisionale e fase istruttoria. Ha ricordato che la prerogativa di concedere la grazia appartiene esclusivamente al Quirinale, aggiungendo però che questo non impedisce al Guardasigilli di istruire il procedimento. L’impostazione presentata mantiene quindi separati i ruoli istituzionali: istruzione da una parte, concessione dall’altra.

personaggi e figure citate nel contesto del caso roggero

Nel racconto dei passaggi attribuiti a Meloni compaiono alcune figure istituzionali e nominativi collegati alla vicenda e alle posizioni espresse in relazione al tema della grazia.

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