Presunto mandante dell’attentato a Ranucci valter lavitola la compravendita dei senatori e il ricatto a berlusconi

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Presunto mandante dell’attentato a Ranucci valter lavitola la compravendita dei senatori e il ricatto a berlusconi

La figura di Valter Lavitola, imprenditore ed ex giornalista-editore, attraversa una sequenza di procedimenti giudiziari che intrecciano latitanza, accuse di corruzione e truffe con l’ombra di un presunto coinvolgimento in episodi di rilievo nazionale. Tra le contestazioni più significative emergono la condanna per tentata estorsione, il contenzioso sui fondi pubblici legati all’editoria e le ulteriori indagini legate a un attentato avvenuto a Roma. Nel quadro processuale, i dettagli relativi a perquisizioni e a ulteriori ordinanze cautelari confermano l’intensità e la pluralità dei filoni.

valter lavitola indagato per l’attentato a sigfrido ranucci a roma

Nel procedimento relativo all’attentato a Sigfrido Ranucci, avvenuto nell’ottobre scorso a Roma, Valter Lavitola risulta indagato. Le informazioni disponibili indicano che l’imprenditore sarebbe stato oggetto di una perquisizione condotta dai carabinieri del Nucleo Investigativo di Roma e Frascati, su mandato dei pm della Dda. Le risultanze raccolte delineerebbero Lavitola come mandante dell’attentato, nell’ambito degli elementi investigativi emersi.

precedenti giudiziari: latitanza e arresto in italia

La vicenda giudiziaria di Lavitola comprende anche la fase della latitanza nel 2011. A partire dal settembre 2011, il GIP avrebbe emesso un mandato di cattura. Lavitola risultò irreperibile e rimase latitante per circa otto mesi. Successivamente, nell’ottobre dello stesso anno, la Procura di Bari avrebbe chiesto il suo arresto.

Il 16 aprile 2012 Lavitola fece rientro in Italia e si consegnò alle autorità. L’arresto avvenne nel carcere di Poggioreale, segnando il passaggio alla fase in cui ulteriori indagini avrebbero ampliato la portata delle contestazioni.

finanziamenti pubblici e accuse: truffa all’editoria e restituzione dei fondi

Uno dei nodi centrali riguarda le accuse connesse alla gestione dei contributi pubblici. La Procura di Napoli lo ha indagato insieme a Gianpaolo Tarantini per una presunta tentata estorsione ai danni di Silvio Berlusconi. Nel contempo, è stato descritto il suo ruolo di intermediario in affari internazionali, circostanza che avrebbe portato alla sospensione dall’Ordine dei giornalisti del Lazio e all’emissione di nuove ordinanze di custodia cautelare.

truffa ai danni dello stato sui fondi all’editoria

La seconda ordinanza di custodia cautelare riguarda la truffa ai danni dello Stato sui fondi all’editoria. L’accusa sostiene che Lavitola, insieme ad altri, avrebbe organizzato un sistema che consentì al quotidiano “L’Avanti!” di ottenere indebitamente circa 23,2 milioni di euro di contributi pubblici nel periodo 1997-2009. Il 9 novembre 2012 Lavitola patteggiò una pena di 3 anni e 8 mesi.

Successivamente, l’11 marzo 2015 la Corte dei conti del Lazio condannò Lavitola e Sergio De Gregorio a restituire allo Stato circa 23,2 milioni di euro, considerati indebitamente percepiti come finanziamenti pubblici all’editoria. Nel medesimo periodo, l’8 luglio 2015 l’ex giornalista fu condannato a tre anni di carcere per concorso in corruzione, collegato alla cosiddetta “compravendita dei senatori”.

corruzione internazionale in panama e appalti

Un ulteriore filone riguarda la corruzione internazionale contestata in relazione al Panama. L’accusa indica che Valter Lavitola sarebbe stato mediatore nel pagamento di tangenti a esponenti del governo panamense, tra cui il presidente Ricardo Martinelli, con l’obiettivo di favorire l’assegnazione di un appalto del valore di 176 milioni di dollari relativo alla costruzione di carceri.

L’impianto accusatorio ipotizza anche pagamenti in nero e l’esistenza di un contratto di consulenza con Finmeccanica, indicato come copertura della sua attività nel Paese.

tentata estorsione a silvio berlusconi: richieste e procedimenti

Il procedimento per tentata estorsione ai danni di Silvio Berlusconi trova un ulteriore sviluppo nella condanna del 4 marzo 2013, adottata con rito abbreviato. La pena inflitta a Lavitola fu di 2 anni e 8 mesi. Secondo quanto riportato, la contestazione si fonda sulla richiesta di cinque milioni di euro per evitare la divulgazione di informazioni riguardanti l’inchiesta barese relativa al cosiddetto “caso escort”.

Nel gennaio 2013, la posizione sarebbe stata archiviata nell’indagine relativa a presunte tangenti per una commessa di fregate in Brasile collegata a Finmeccanica. Nel corso del 2014, però, gli sarebbero stati inflitti ulteriori tre anni di reclusione al termine del processo per la tentata estorsione ai vertici di Impregilo, veicolata attraverso una telefonata attribuita al premier Silvio Berlusconi.

arresti domiciliari nel 2016 dopo la detenzione

Nel marzo 2016, dopo circa quattro anni di detenzione, Lavitola lasciò il carcere di Secondigliano. Il passaggio successivo fu il collocamento agli arresti domiciliari, nell’ambito delle procedure relative alle condanne per tentata estorsione e per la truffa dei fondi destinati all’editoria.

docutmenti, montecarlo e legami societari nell’inchiesta

Un ulteriore elemento riconducibile all’ampio quadro di contestazioni riguarda un documento pubblicato nel settembre 2010 dal quotidiano “L’Avanti!”, diretto da Valter Lavitola. Il testo, indicato come documento ufficiale dello Stato caraibico di Saint Lucia e poi rilanciato da altri quotidiani, sosteneva che il reale proprietario della società offshore costituita sull’isola fosse Giancarlo Tulliani. La società sarebbe stata creata per celare l’identità dell’acquirente dell’appartamento nel Palais Milton, al civico 14 di Boulevard Princesse Charlotte, a Montecarlo, acquistato a un prezzo ritenuto inferiore al valore di mercato.

Secondo quanto riportato, Giancarlo Tulliani sarebbe risultato cognato dell’allora presidente della Camera Gianfranco Fini, ex leader di Alleanza Nazionale e successivamente fondatore di Futuro e Libertà (FLI). Il documento, redatto dal ministro della Giustizia di Saint Lucia con cui Lavitola avrebbe avuto stretti rapporti personali, sarebbe stato pubblicato proprio dal quotidiano diretto da Lavitola, anziché restare riservato.

personaggi e figure citate nei procedimenti

  • Valter Lavitola
  • Sigfrido Ranucci
  • Silvio Berlusconi
  • Gianpaolo Tarantini
  • Ricardo Martinelli
  • Giancarlo Tulliani
  • Gianfranco Fini
  • Sergio De Gregorio
  • Gianfranco Fini
La compravendita dei senatori, la casa di Montecarlo, il ricatto a Berlusconi: chi è Valter Lavitola | la scheda
Napoli, a Lavitola 2 anni e 8 mesi per tentata estorsione a Berlusconi
Categorie: PoliticaCronaca

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