Post di meloni sul caso roggero chi commette reati non può essere risarcito basta paradossi
La vicenda del gioielliere torna al centro del dibattito politico e istituzionale dopo l’azione del Quirinale e il richiamo del Presidente della Repubblica al ministro della giustizia. A distanza di poche ore dalla convocazione al Quirinale del ministro Carlo Nordio, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni interviene pubblicamente, concentrando l’attenzione sul tema dei risarcimenti e sulla necessità di porre fine a una lettura ritenuta “paradossale”.
richiamo del quirinale e istruttoria per la grazia
Il punto di svolta istituzionale riguarda l’avvio dell’istruttoria annunciato dal ministro della giustizia in merito a un provvedimento di clemenza a favore del gioielliere coinvolto in una vicenda del 2021. Secondo quanto riportato, l’episodio riguarda l’assassinio di due ladri e il ferimento di un terzo con colpi esplosi alle spalle.
Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella avrebbe richiamato il ministro della giustizia ricordando che la concessione della grazia può essere disposta solo dal Presidente della Repubblica, e non tramite altri canali istituzionali. Ne emerge una sottolineatura netta sulla competenza attribuita all’atto di clemenza.
intervento di giorgia meloni su risarcimenti e ddl sicurezza
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni affida a un post sui social il proprio intervento, collocandolo temporalmente in un momento ravvicinato alla convocazione al Quirinale del ministro Carlo Nordio. Nel testo, l’attenzione è posta sul principio secondo cui chi subisce un danno durante una condotta illecita non avrebbe titolo a ottenere un risarcimento.
Meloni utilizza un passaggio formulato come contestazione dei “paradossi”, sostenendo che chi aggredisce e si difende non dovrebbe essere chiamato a risarcire. La presidente del Consiglio aggiunge che, con l’ultimo ddl Sicurezza, verrebbe introdotta una regola orientata al “buon senso”: chi subisce un danno mentre sta commettendo un reato non potrebbe chiedere alcun risarcimento, né potrebbero farlo i familiari.
Il messaggio finale ribadisce un’idea di tutela dello Stato verso le persone considerate “perbene”, contrapponendola alla pretesa di chi viola la legge: in sintesi, non verrebbe riconosciuto un diritto al risarcimento a chi si trova dalla parte delle condotte criminali, mentre la difesa della parte offesa resterebbe il perno del ragionamento.
raccolta firme fratelli d’italia per un provvedimento di clemenza
Nel quadro politico, non risulta un richiamo diretto a una richiesta di grazia formulata esplicitamente in relazione alla singola vicenda del gioielliere. Al contrario, Fratelli d’Italia, insieme agli altri partiti di maggioranza, avrebbe avviato una raccolta firme finalizzata a chiedere un provvedimento di clemenza per il commerciante.
risarcimenti già disposti nella condanna definitiva
Sul piano giudiziario, il tema dei risarcimenti risulta già collegato alla sentenza. Nella decisione che aveva condannato il gioielliere a 14 anni e nove mesi di reclusione, confermata dalla Corte di Cassazione, era stato stabilito il pagamento delle provvisionali immediatamente esecutive per un totale di 480mila euro.
La cifra, determinata nei precedenti gradi di giudizio come anticipo sul risarcimento dei danni, diventerebbe ora definitiva insieme alla condanna del gioielliere. La dinamica è descritta come collegata anche alla definitiva cornice sanzionatoria relativa al procedimento nei confronti del gioielliere di Gallo di Grinzane, nel Cuneese.
quantificazione del risarcimento rimessa al giudice civile
La quantificazione del risarcimento, oltre alle provvisionali già definite, sarebbe demandata al giudice civile, in base a quanto indicato nella ricostruzione dei passaggi successivi.
