Padiglione russo alla biennale politica italiana contro bruxelles

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Padiglione russo alla biennale politica italiana contro bruxelles

Una raccomandazione della Commissione europea sulla revoca dei finanziamenti diretti alla Biennale di Venezia ha acceso un intenso confronto politico, riportando al centro due nodi cruciali: autonomia culturale e rispetto delle sanzioni internazionali. La vicenda, innescata da una decisione legata alla riapertura del padiglione russo, ha prodotto reazioni immediate da più fronti istituzionali e politici, mentre la Fondazione veneziana ha contestato anche le modalità di comunicazione adottate da Bruxelles.

raccomandazione commissione europea: stop al finanziamento biennale

La vicepresidente esecutiva della Commissione europea, Henna Virkkunen, ha annunciato la raccomandazione all’Agenzia per l’istruzione e la cultura di interrompere il finanziamento comunitario previsto per il triennio: due milioni di euro. L’indicazione è stata resa nota attraverso i canali social della Commissione, inaugurando subito una fase di tensione istituzionale.

La sanzione viene collegata alla riapertura del padiglione russo all’esposizione internazionale. Tale riapertura è stata decisa a marzo dal presidente della Biennale, Pietrangelo Buttafuoco, nonostante la chiusura del 2022, anno in cui ha avuto inizio l’invasione dell’Ucraina. Nella ricostruzione della Commissione, la cultura finanziata con risorse pubbliche europee dovrebbe promuovere valori democratici, considerati non pienamente rispettati in Russia.

risposta della biennale: comunicazione appresa dai canali social

La Biennale di Venezia ha replicato in tempi rapidi evidenziando come la notizia sia stata appresa tramite piattaforme social e non attraverso i canali tecnici preposti. Nella nota diramata in serata, la Fondazione veneziana ha indicato di aver fornito risposta a tutte le richieste di chiarimento inviate dall’Europa e di attendere una comunicazione formale per valutare eventuali passi legali.

La posizione della Biennale precisa inoltre che i programmi in corso risulterebbero finanziati solo marginalmente dal contributo in oggetto, ridimensionando l’impatto economico della misura paventata.

reazioni politiche: zaia parla di ostilità istituzionale

Nel corso della giornata successiva, l’attenzione si è spostata sul fronte politico. L’intervento della Lega ha riguardato la richiesta di un’azione da parte del governo italiano finalizzata a coprire interamente le risorse eventualmente venute meno. Bruxelles è stata descritta come portatrice di un diktat nei confronti di una realtà presentata come legata alla storia e alla libertà dell’arte.

Indomani, Luca Zaia, ex governatore veneto ed esponente istituzionale del Veneto, ha rilanciato definendo la decisione un atto di “ostilità istituzionale” contro una delle istituzioni culturali più prestigiose al mondo. Zaia ha rivolto un appello diretto al governo per mettere in campo una controffensiva politica a tutela dell’autonomia della Biennale, sostenendo che la questione non si ridurrebbe al solo aspetto economico ma toccherebbe il principio della libertà culturale.

Secondo Zaia, colpire lo spazio di dialogo significherebbe uno sgambetto alla diplomazia. È stata richiamata anche l’idea che gli artisti non siano “soldati” e che l’ultima edizione della mostra non sarebbe stata una vetrina propagandistica, bensì un luogo di confronto libero. Zaia ha espresso sostegno pieno a Pietrangelo Buttafuoco.

movimento 5 stelle: ricatto e intimidazione politica

Sul versante delle opposizioni, il senatore del Movimento 5 Stelle Luca Pirondini ha inquadrato la vicenda come un’intimidazione politica vergognosa volta a piegare l’autonomia della Biennale. Pirondini ha rivolto un attacco alla Presidenza del Consiglio, chiedendo a Giorgia Meloni di dimostrare la propria natura sovranista difendendo un’istituzione considerata simbolo del patrimonio culturale nazionale.

La critica del M5s si è concentrata sulla natura del provvedimento di Bruxelles, definito un ricatto che l’Italia non potrebbe accettare. È stata richiamata la necessità di proteggere lo spessore culturale del Paese dalle pressioni esterne, descritte come collegate a logiche estranee al valore artistico delle manifestazioni veneziane.

principali figure citate nella vicenda

  • Henna Virkkunen
  • Pietrangelo Buttafuoco
  • Luca Zaia
  • Luca Pirondini
  • Giorgia Meloni
Padiglione russo alla Biennale: Zaia, Lega e M5s contro Bruxelles per la revoca dei fondi: “Meloni intervenga”
Categorie: PoliticaCronaca

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