Ostia ribellione contro gli stabilimenti balneari: il racconto litorale romano

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Ostia ribellione contro gli stabilimenti balneari: il racconto  litorale romano

Il litorale di Ostia sta cambiando volto: dove per decenni gli stabilimenti balneari hanno definito un confine netto tra strada e spiaggia, prende forma un progetto orientato a più accesso libero, meno concessioni e nuovi passaggi pubblici. A raccontare l’evoluzione è un reportage che descrive una “rivoluzione” legata alla richiesta di restituire alla collettività un tratto di costa percepito sempre più come bene comune.

ostia e accesso al mare: abbattimenti, spiagge libere e nuovi varchi

Il cambiamento si vede lungo il lungomare grazie a uno spazio rimasto scoperto dopo l’abbattimento di un beach club riconoscibile per la presenza di un ristorante, pavimenti in marmo, colonne bianche e cabine sulla spiaggia. Oggi restano ampie scalinate che un tempo accompagnavano i clienti e che ora conducono direttamente verso sabbia libera e mare. È da questo elemento, descritto come simbolo dell’operazione, che il reportage collega la trasformazione locale a una sfida più ampia al modello degli stabilimenti.

Il racconto mette al centro l’accusa rivolta a quel sistema: secondo i critici avrebbe trasformato porzioni di costa pubblica in spazi a pagamento, con file di ombrelloni e accessi ritenuti spesso limitati. In risposta, il Comune di Roma avvia interventi pensati per riaprire il litorale ai cittadini.

tobia zevi e l’obiettivo di cambiare la gestione del litorale

Nel reportage compare Tobia Zevi, responsabile delle spiagge del Comune di Roma. Camminando sull’arenile, viene indicato come, dopo lunghi anni, i cittadini possano tornare a prendere il sole gratuitamente. Zevi descrive il mare come un simbolo che, in passato, sarebbe stato legato a potere e arroganza, sottolineando la volontà di modificare la situazione.

Secondo quanto riportato, Zevi afferma anche di voler proseguire con interventi più incisivi: nel contesto della trasformazione, sostiene che, se dipendesse da lui, si sarebbe arrivati persino a rimuovere anche la scalinata.

ridisegno del litorale a roma: più spiaggia libera e meno stabilimenti

Il progetto del Comune punta a un ridisegno radicale del litorale di Ostia. Il reportage attribuisce al sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, l’indicazione di un aumento della spiaggia libera: dai 1,2 chilometri attuali fino a 6,5 chilometri. L’obiettivo viene collegato alla quota complessiva della costa della Capitale, indicata in 11,3 chilometri, sottolineando che si tratterebbe di una quota superiore alla metà.

Parallelamente, il Comune mira a ridurre il numero degli stabilimenti: da oltre 70 a 35. La strategia include anche la creazione di nuovi varchi pubblici nel muro ogni 300 metri. Inoltre, viene riportato che agli stabilimenti sarebbe stato chiesto di abbattere alcune cabine, in modo da consentire ai cittadini di vedere il mare dalla strada.

contestazione del modello: numeri, prezzi e richiesta di accesso più libero

Il reportage collega la trasformazione di Ostia a un contesto nazionale in cui cresce il malcontento verso un sistema nato nel dopoguerra e consolidato durante il boom economico degli anni Cinquanta, quando gli stabilimenti divennero parte integrante del turismo di massa. Oggi, il modello viene messo in discussione, soprattutto per il rapporto tra disponibilità di costa e spazi a pagamento.

Secondo quanto riferito, Legambiente sostiene che gli stabilimenti occupano fino al 43% delle spiagge italiane, con punte del 70% in Emilia-Romagna. Nel racconto emerge anche un aumento percepito dei costi: i prezzi degli stabilimenti, nel periodo indicato, sarebbero cresciuti del 24% negli ultimi cinque anni. Il malcontento sarebbe alimentato soprattutto dalle posizioni dei giovani, più contrari a pagare l’accesso e più orientati a chiedere coste aperte e fruizione più libera.

interventi in altre regioni italiane: puglia e liguria

Il reportage allarga lo sguardo oltre Ostia, citando iniziative regionali e comunali. In Puglia, viene ricordato che il presidente della Regione, Antonio Decaro, avrebbe fatto discutere proponendo che i clienti degli stabilimenti potessero portare il proprio cibo. Nella stessa cornice, la Regione avrebbe stanziato 3 milioni di euro per riqualificare 56 spiagge libere.

In Liguria, a Spotorno, il sindaco Mattia Fiorini avrebbe aumentato la quota di spiaggia libera dal 18% al 40% del litorale, facendo emergere una protesta da parte dei gestori. Nel racconto viene riportata la replica del sindaco a seguito di una contestazione legata al mercato immobiliare: i proprietari degli stabilimenti avrebbero fatto circolare la voce secondo cui i prezzi delle case locali sarebbero crollati, ma Fiorini sostiene che non sarebbe vero.

personalità citate nel contesto delle misure e delle dichiarazioni

  • tobia zevi
  • roberto gualtieri
  • antonio decaro
  • mattia fiorini
Categorie: PoliticaCronaca

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