Minacce di morte e offese consigliere pd di genova kaabour denuncia gli hater dopo i post della lega

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Minacce di morte e offese consigliere pd di genova kaabour denuncia gli hater dopo i post della lega

Un intervento del 30 giugno finito in rete ha innescato una nuova ondata di attacchi sui social nei confronti di Simohamed Kaabour, consigliere comunale del Pd delegato alle relazioni internazionali a Genova. Dopo che il contenuto è stato rilanciato da pagine e rappresentanti della Lega, centinaia di persone risultano già individuate: da parte di Kaabour e dei suoi avvocati vengono annunciate querele e azioni civili verso gli autori dei messaggi più gravi.

messaggi di odio contro Simohamed Kaabour e rilanci social della Lega

Nei confronti di Kaabour sono stati segnalati messaggi con toni apertamente minacciosi e offensivi, riportati come esempi tra i contenuti più pesanti: “Un musulmano da eliminare”, “va pestato a sangue” e “ti sgozzo halal”. La diffusione sarebbe partita dal rimbalzo dell’intervento sulle piattaforme social, con un passaggio successivo dalla ricondivisione del materiale da parte di soggetti riconducibili alla Lega e da alcuni suoi esponenti.

Kaabour sostiene che la dinamica si sia sviluppata tramite una reinterpretazione coordinata del suo intervento: secondo la sua ricostruzione, la Lega avrebbe postato la faccia, il nome e il cognome, spostando la questione dal piano politico a quello legato alla religione.

volumi dei commenti, minacce private e identificazioni degli autori

I legali del consigliere hanno contato oltre 20.000 commenti sotto i post leghisti, descritti come “quasi tutti insulti”. Oltre alla mole di commenti pubblici, sarebbero arrivate anche minacce inviate in privato e ricondivisioni su altre pagine. Il quadro delineato dagli avvocati indica un’escalation tipica delle dinamiche social descritte come “shit storm”.

La prosecuzione del lavoro legale risulta impostata anche sull’analisi delle responsabilità e sull’individuazione delle persone coinvolte: si parla di diverse centinaia di soggetti già identificati con nome e cognome, in vista delle iniziative giudiziarie annunciate.

mozione contro razzismo e xenofobia: il riferimento all’anniversario della rivolta del 1960

Il contesto dell’intervento richiamato sarebbe collegato al dibattito in Consiglio comunale, durante il confronto su una mozione contro razzismo e xenofobia. Rispondendo alla capogruppo leghista Paola Bordilli, Kaabour avrebbe richiamato l’anniversario della rivolta genovese del 1960 contro il congresso del Movimento sociale italiano.

Nel corso del suo intervento, Kaabour avrebbe aggiunto che anche “razzisti e islamofobi” dovrebbero tornare “nelle fogne”. Il video, dopo la diffusione, sarebbe stato ripubblicato dalla pagina della Lega e da esponenti del partito, con particolare menzione di Silvia Sardone, oltre ad altri soggetti.

polemiche sulla citazione di piazzale Loreto e sullo spostamento dello scontro

Tra gli elementi che avrebbero alimentato le reazioni anche della destra radicale, secondo la ricostruzione riportata, rientra la citazione di piazzale Loreto come possibile esito drammatico legato ai crimini del ventennio fascista. Kaabour afferma che, nel rimbalzo mediatico, lo scontro sarebbe stato spostato dalla politica alla sua origine e alla sua religione.

La contestazione principale formulata da Kaabour riguarda il modo in cui la sua presenza sarebbe stata trattata: sostiene che non sia possibile “liquidare la vita di 20.000 genovesi musulmani” tramite un’espressione descritta come stereotipata e razzista.

azioni legali e richieste di risarcimento per i commenti

Secondo Alessio Ciavarino, che segue l’azione civile, la portata sarebbe “lesiva e minacciosa” e ritenuta rilevante. Viene indicata la possibilità di richieste di risarcimento comprese tra 1.000 e 25.000 euro per singolo commento, con importi variabili in base a gravità e diffusione.

Francesco Palli, avvocato penalista, aggiunge che la tutela riguarderà anche l’incolumità del consigliere, dopo “attacchi mirati e violenti”. Kaabour definisce i social come una sorta di “zona franca”, richiamando l’effetto dell’esposizione di nome, volto e appartenenza religiosa quando le pagine non moderano i contenuti.

avvio di iniziative civili e penali e individuazione degli autori

Nei giorni indicati, proseguirebbero le attività per l’individuazione degli autori dei contenuti e l’avvio delle azioni civili e penali comunicate in conferenza stampa. L’impianto della tutela, come descritto, punta a contestare tanto i messaggi più gravi quanto le dinamiche di gestione delle pagine in cui i contenuti vengono condivisi.

Personaggi e figure coinvolte citate nel racconto:

  • Simohamed Kaabour
  • Paola Bordilli
  • Silvia Sardone
  • Alessio Ciavarino
  • Francesco Palli
Categorie: PoliticaCronaca

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