Mappa della mafia lombarda tra politici e manager la Sentenza Hydra
Le motivazioni di una sentenza recente descrivono con precisione un “capitale relazionale” costruito dal cosiddetto nuovo sistema mafioso lombardo. Nel quadro ricostruito dal giudice Emanuele Mancini emergerebbe una capacità di penetrazione dell’associazione mafiosa in ambiti imprenditoriali, istituzionali e para-istituzionali, sostenuta da rapporti improntati a connivenza, collaborazione e contiguità.
Le relazioni descritte non si limitano alle sfera criminale: la narrazione giudiziaria include connessioni con il mondo della politica e con figure che operano in contesti pubblici e organizzazioni strategiche, delineando una rete che avrebbe rafforzato la proiezione esterna del sodalizio.
capitale relazionale del consorzio mafioso: penetrazione tra imprese e istituzioni
Nel testo delle motivazioni, la ricostruzione attribuisce al sodalizio una elevata capacità di penetrazione verso settori imprenditoriali e istituzionali. Vengono evidenziate relazioni pericolose, definite come connivenza e collaborazione con soggetti riconducibili a segmenti economici e amministrativi.
La sentenza richiama contatti con settori strategici che includerebbero forze di polizia, funzionari dell’amministrazione finanziaria e personale sanitario presente in strutture pubbliche e private.
Questa “contiguità compiacente” viene collegata, oltre a condotte illecite penalmente non provate, a una duplice funzione: consolidare la forza sociale interna al gruppo e, verso l’esterno, misurare e aumentare la capacità di permeare tessuto economico e sociale del territorio locale e nazionale.
contatti con il mondo politico: sostegno, intermediazione e accesso privilegiato
Nel quadro ricostruito, trovano spazio i rapporti con esponenti politici a livello nazionale e locale. La sentenza evidenzia che tali relazioni avrebbero rafforzato la proiezione esterna del sodalizio e avrebbero agevolato strategie di espansione territoriale e imprenditoriale.
parlamentari e amministratori locali: scambio di utilità e vantaggi
Vengono indicati contatti diretti o mediati con parlamentari, amministratori locali e candidati a cariche elettive. La documentazione descrive la capacità dell’organizzazione di offrire sostegno, intermediazione e utilità di varia natura ottenendo in cambio disponibilità o accesso privilegiato a contesti decisionali rilevanti.
Le motivazioni richiamano anche la promessa di vantaggi economici o elettorali ai rappresentanti della politica, con l’obiettivo di ottenere ulteriori benefici economici e sociali.
conversazioni e riferimenti politici: nomi e dinamiche ricostruite
Le motivazioni riportano conversazioni considerate altamente significative che coinvolgerebbero Gioacchino Amico e Raimondo Orlando in relazione con Carmela Bucalo e Paola Frassinetti, entrambe deputate del gruppo parlamentare di Fratelli d’Italia. Nel racconto compaiono anche le collaboratrici Alice Murgia e Alessandra Gazzelloni, indicate come non indagate.
Nel testo viene riportato quanto riferito da Amico, intercettato con Giancarlo Vestiti, in merito a un viaggio a Roma e a un’attività collegata a contratti di sanificazione.
La sentenza segnala inoltre che il nome di Amico sarebbe stato speso dalla stessa Bucalo, che lo avrebbe girato a un avvocato per la gestione di una questione personale. Accanto a ciò, viene citato un riferimento alla gestione di mense, servizio di pulizia e manutenzione del verde presso alcune Rsa lombarde, con l’indicazione di una conoscenza con il Senatore di Fratelli d’Italia Mario Mantovani.
Grande Nord, amministrazioni locali e candidature 2021
Nel quadro emergono anche contatti documentati con Monica Rizzi, ex assessore regionale della Lega, indicata come non indagata e fondatrice del Grande Nord. Le motivazioni descrivono che Rizzi avrebbe favorito i rapporti tra Amico e Silvia Botticchio, anch’essa indicata come non indagata, candidata sindaco per il Comune di Ossimo nelle elezioni del 2021.
politica locale e affidamenti: esempi nel comune di vigevano e oltre
Le motivazioni estendono la ricostruzione dalla sfera parlamentare a quella degli enti locali, con un riferimento al Comune di Vigevano e ai rapporti tra esponenti del consorzio e politici locali.
demetrio tripodi e amministratori di vigevano: rapporti costanti e funzionali
Viene citato Demetrio Tripodi insieme a politici locali del Comune di Vigevano: in particolare Antonello Galliani (vicesindaco) e Nicola Scardillo (assessore). Per Galliani, le motivazioni riportano che, tramite il monitoraggio dell’utenza in uso a Tripodi, risulterebbero rapporti costanti e reiterati, non riconducibili a natura meramente istituzionale, ma ritenuti funzionali al perseguimento degli interessi economico-imprenditoriali del gruppo. Galliani risulta allo stato non indagato.
Per Scardillo, Tripodi avrebbe mantenuto contatti regolari al fine di ottenere affidamenti di lavori edili, sia privati sia pubblici, attraverso aziende formalmente intestate a prestanome ma considerate controllate dal gruppo criminale. Scardillo risulta non indagato e già assessore alla Sicurezza.
garanzia di voti e candidatura 2023: carate brianza
La rete relazionale del consorzio include anche Luca Faraone, non indagato, candidato alle elezioni comunali del 2023 nel Comune di Carate Brianza nella lista di Fratelli d’Italia. Le motivazioni attribuiscono al gruppo facente capo a Crea un’attività di movimento finalizzata a garantirgli i voti necessari all’elezione.
Nel testo compare inoltre una raccomandazione relativa alla quantità di voti: il boss Santo Crea si sarebbe espresso affinché la raccolta non risultasse eccessiva, così da evitare sospetti e mantenere un comportamento ritenuto “corretto” nell’esito elettorale.
manager pubblici e gestione strategica: sodalizio e ortomercato
La ricostruzione delle motivazioni include la presenza di manager pubblici nella rete relazionale. Tra i riferimenti indicati, compare la collaborazione tra Giancarlo Vestiti e Stefano Zani, quest’ultimo indicato come non indagato, già direttore generale di Sogemi, società partecipata dal Comune di Milano per la gestione dell’Ortomercato e dei mercati annonari.
rapporti con l’ambito ortomercato: contatti e prospettive di servizi
Le motivazioni descrivono che, anche dopo l’arresto di Vestiti, l’interesse del gruppo proseguirebbe tramite contatti con Giorgio Gnoli, indicato come non indagato, referente del consorzio Ageas e subappaltatore di So.Ge.Mi. Nel dicembre 2020 si riporterebbe che Gioacchino Amico prospettava l’avvio di servizi di pulizie/facchinaggio e ulteriori attività presso Sogemi dall’anno successivo.
Nel materiale riportato, Amico indica anche la trattativa e la chiusura dei rapporti con Sogemi riguardo a Ortomercato e mercato ittico, collegandone la gestione a un “caro amico” con problemi con la giustizia.
La sentenza, nel complesso, presenta la rete come una “cassaforte” relazionale, rilevata in modo parziale dalle motivazioni giudiziarie, evidenziando un intreccio tra relazioni economiche, istituzionali e strategiche.
figure citate nelle motivazioni: i nominativi nel contesto della rete
- Emanuele Mancini
- Filippo Crea
- Gioacchino Amico
- Raimondo Orlando
- Carmela Bucalo
- Paola Frassinetti
- Alice Murgia
- Alessandra Gazzelloni
- Giancarlo Vestiti
- Mario Mantovani
- Monica Rizzi
- Silvia Botticchio
- Demetrio Tripodi
- Antonello Galliani
- Nicola Scardillo
- Luca Faraone
- Santo Crea
- Stefano Zani
- Giorgio Gnoli
