Filippo mazzei medico toscano che ispirò la frase sull uguaglianza nella dichiarazione d indipendenza degli usa
Il 4 luglio 1776 segna l’avvio di una nuova fase storica per il Nordamerica: alla Convenzione di Filadelfia, nello Stato della Pennsylvania, 56 rappresentanti provenienti da 13 colonie britanniche si riunirono e firmarono un documento che sarebbe diventato il simbolo della nascita degli Stati Uniti d’America. Il percorso verso l’indipendenza si chiuse dopo anni di guerra, con il riconoscimento formale di re Giorgio III tramite il Trattato di Parigi nel 1783.
In questa cornice si inserisce la figura di Filippo Mazzei, medico e viaggiatore toscano nato nel 1730 a Poggio a Caiano (oggi in provincia di Prato). Il suo contributo alla rivoluzione americana è legato a idee, relazioni personali e scambi culturali che attraversarono l’Atlantico, coinvolgendo alcuni dei protagonisti politici fondamentali del nuovo Paese.
dichiarazione d’indipendenza degli stati uniti: nascita e riconoscimento
La firma del documento avvenne il 4 luglio 1776 a Filadelfia: i rappresentanti delle colonie lo sottoscrissero con l’intento di sancire l’indipendenza. La decisione maturò dopo un anno di guerra tra le colonie e la Gran Bretagna, conflitto che si concluse soltanto nel 1783. In quell’anno, Giorgio III riconobbe l’indipendenza degli Stati Uniti tramite il Trattato di Parigi.
filippo mazzei: collegamento tra rivoluzione americana e idee europee
Filippo Mazzei ebbe un ruolo descritto come decisivo, seppur non sempre pienamente riconosciuto. Viene presentato come una figura capace di mettere in circolo ideologia e costumi dell’America in Europa, molto prima dell’epoca associata a Tocqueville. Secondo quanto riportato, frequentò e conobbe i primi cinque presidenti americani: George Washington, Thomas Jefferson, John Adams, James Madison e James Monroe.
Un elemento centrale riguarda l’influenza attribuita alle sue idee: i testi di Mazzei, legati alla contestazione dell’“intollerabile dominazione inglese” e fondati su libertà ed eguaglianza, sarebbero stati pubblicati su libretti e poi tradotti in inglese dallo stesso Jefferson. In seguito, tali ideali avrebbero lasciato tracce anche nella Dichiarazione d’Indipendenza.
principio di eguaglianza nella dichiarazione: origini e collegamenti
La celebre formulazione sull’uguaglianza nella Dichiarazione d’Indipendenza viene riportata come segue: “Noi sosteniamo che queste verità sono di per sé evidenti, che tutti gli uomini sono creati uguali, che sono dotati dal loro Creatore di certi diritti inalienabili, che tra questi vi sono la Vita, la Libertà e la ricerca della Felicità”.
dichiarazione dei diritti della virginia e ruolo di mazzei
Il testo viene collegato alla “Dichiarazione dei diritti della Virginia”, che a sua volta si sarebbe ispirata a tesi attribuite a Mazzei già pubblicate sulla stampa locale. In particolare, emerge un passaggio che sostiene la necessità dell’eguaglianza per formare un governo libero: “Tutti gli uomini sono per natura egualmente liberi e indipendenti. Quest’eguaglianza è necessaria per costituire un governo libero. Bisogna che ognuno sia uguale all’altro nel diritto naturale”.
richiami successivi: kennedy e martin luther king
La paternità del principio “tutti gli uomini sono creati uguali” viene indicata come riconosciuta anche da John Fitzgerald Kennedy. Nel volume A Nation of Immigrants (pubblicato nel 1958), si affermerebbe che la grande dottrina presente nella Dichiarazione d’Indipendenza da Thomas Jefferson sarebbe stata parafrasata dagli scritti di Philip Mazzei, descritto come patriota italiano e amico di Jefferson.
Un richiamo analogo sarebbe rintracciabile anche in un discorso attribuito a Martin Luther King, I have a dream, datato 28 agosto 1963. Pur senza citarlo direttamente, il testo riportato riproduce l’idea del credo della nazione: “Io sogno che un giorno questa nazione si leverà in piedi e vivrà fino in fondo il senso autentico del suo credo: ‘Noi riteniamo queste verità autoevidenti, che tutti gli uomini sono stati creati uguali'”.
cosa fece mazzei negli stati uniti: studi, viaggi e scelta della rivoluzione
Il racconto della presenza di Mazzei negli Stati Uniti inizia con il percorso formativo e con i trasferimenti. Dopo gli studi a Prato e Firenze, si sarebbe spostato prima a Smirne (in Turchia) e poi a Londra. A Londra, avrebbe avuto contatti con circoli da cui avrebbe conosciuto Benjamin Franklin e Thomas Adams, indicati come futuri protagonisti della rivoluzione americana.
Nel 1773 Mazzei si sarebbe trasferito in Virginia, dove viveva Jefferson. Con Jefferson si sarebbe sviluppato un rapporto inizialmente commerciale, seguito da un sodalizio intellettuale destinato a durare circa 40 anni. Una volta divenuto cittadino della Virginia, avrebbe scelto di partecipare alla guerra d’indipendenza già nelle prime ore del conflitto.
mazzei come ambasciatore: missioni in europa e attività di supporto militare
Nel 1778 Mazzei sarebbe stato inviato da Jefferson e Madison in Europa. L’obiettivo era cercare prestiti, acquistare e ottenere materiali e strumenti utili alla nascente nazione. Il testo specifica anche l’aspetto legato ad armi e informazioni politiche e militari: contrabbandare armi e raccogliere informazioni considerate determinanti.
da medico a figura diplomatica: descrizione di un percorso complesso
La ricostruzione del profilo personale attribuisce a Mazzei una personalità definita complessa, legata a una famiglia di commercianti e proprietari di terreni. Il racconto lo descrive come spinto dall’avventura e dal desiderio di conoscere il mondo, ampliando anche interessi sociali fino a entrare in contatto con giovani coinvolti nell’idea di libertà delle colonie britanniche.
In queste discussioni viene collocata la nascita dell’amicizia con Jefferson. Tra i temi collegati, oltre al richiamo alla libertà e all’eguaglianza, viene citato il diritto a perseguire la felicità. L’attività descritta include anche un ruolo di ambasciatore delle istanze americane in Europa e un tentativo di coinvolgere Pietro Leopoldo, Granduca di Toscana, in un rapporto commerciale con la Virginia. Il testo riferisce che il granduca non avrebbe mostrato intenzione di inimicarsi i poteri europei.
visione politica e rapporti internazionali
Nel tentativo di riassumere l’eredità di Mazzei, viene indicato un approccio moderno ai temi della democrazia, con un riferimento alla separazione dei poteri e alla perseveranza su obiettivi di tipo ideale. Il percorso viene collegato anche al contesto europeo: si evidenzia il tentativo di evitare che la Rivoluzione francese sfociasse nel terrore. Il racconto menziona inoltre una collaborazione con Stanislao di Polonia, presentato come sovrano considerato democratico, e la partecipazione a movimenti capaci di cambiare il volto del mondo.
busti di mazzei e jefferson: scambio storico-artistico verso gli stati uniti
Dal 1990 a San Giuliano Terme, vicino a Pisa, opera un circolo culturale intitolato a Filippo Mazzei, dove ogni anno, il 4 luglio, viene celebrata l’Indipendenza degli Stati Uniti. In passato, il circolo avrebbe avviato un contatto con il DAR (Daughters of American Revolution), un’associazione di donne discendenti di patrioti americani.
Da tale relazione, nasce uno scambio storico-artistico: lo scultore italiano Luciano Massari, che opera a Carrara, ha realizzato due busti in marmo raffiguranti Thomas Jefferson e Filippo Mazzei. Le opere sono destinate a partire per gli Stati Uniti, dove verranno esposte a Washington presso la sede del DAR a partire dal 17 settembre, accompagnate da una mostra di documenti che testimonia l’amicizia tra Mazzei e Jefferson.
La permanenza dei busti sarebbe distinta: il busto di Mazzei resterebbe negli Stati Uniti, in una sede ancora da definire, mentre quello di Jefferson tornerebbe in Italia, destinato a un’esposizione presso una sede istituzionale da annunciare.
figure collegate alla narrazione mazzei-jefferson
- Filippo Mazzei
- George Washington
- Thomas Jefferson
- John Adams
- James Madison
- James Monroe
- Giorgio III
- Benjamin Franklin
- Thomas Adams
- Pietro Leopoldo
- Stanislao di Polonia
- Luciano Massari
- John Fitzgerald Kennedy
- Martin Luther King
