Erdogan e pistole al vertice Nato: Meloni porta tutto in Italia, cosa fanno gli altri leader
Slovakya Devlet Başkanı Peter Pellegrini, Cumhurbaşkanı Erdoğan’ın hediye ettiği tabancayı inceleyerek basın mensuplarına tanıttı. pic.twitter.com/PhmmXccbhL
— Gündem 7x24 (@gundem7x24) July 9, 2026
Un regalo che ha fatto subito discutere e che continua a rimbalzare tra i governi: il presidente turco Recep Tayyip Erdogan avrebbe consegnato una pistola .357 ai leader presenti al vertice Nato di Ankara. La vicenda, seguita dalle spiegazioni fornite dai diretti interessati e dai media, riguarda come presidenti e primi ministri hanno gestito il dono una volta rientrati nei rispettivi paesi.
pistola .357 di Erdogan al vertice Nato di Ankara
Il presidente turco Erdogan avrebbe regalato una pistola a tutti i leader presenti al vertice Nato ospitato ad Ankara. Nel racconto che emerge tra le diverse capitali, il punto centrale riguarda il passaggio dall’uscita dell’arma dalla Turchia fino alla gestione successiva sul territorio nazionale, seguendo regole e procedure differenti da paese a paese.
gestione in italia della pistola donata da Erdogan
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni avrebbe portato l’arma in Italia. Secondo quanto riferiscono fonti governative all’agenzia Adnkronos, l’operazione si sarebbe svolta secondo le procedure previste: la pistola sarebbe stata presa in carico da personale autorizzato a maneggiare armi e, al rientro nel paese, sarebbero state avviate le pratiche per denunciarne il possesso.
L’arma sarebbe stata poi registrata a Palazzo Chigi, come avviene per i doni ricevuti dal premier, entrando nella disponibilità della Presidenza attraverso un iter di protocollazione paragonabile a quello di ogni altro omaggio. La possibilità di trasporto sarebbe stata resa possibile dal documento fornito da Erdogan per l’uscita dell’arma dal territorio turco.
pistola Gumusay .357 Magnum e dettagli del dono
Il presidente lituano Gitanas Nauseda ha condiviso immagini del regalo. Il modello indicato sarebbe una Gumusay .357 Magnum, descritta come un raro modello con sei proiettili prodotto dall’azienda turca MKE negli anni ’90. L’arma sarebbe stata consegnata in una custodia di legno, accompagnata da bandiera turca e logo della Nato.
Sulla scatola sarebbe presente la frase, sia in turco sia in inglese, “Gumusay, il primo revolver prodotto nel nostro paese”.
spiegazioni e scelte dei leader: controlli, trasferimenti e destinazione
Il premier britannico Keir Starmer, nel volo di ritorno a Londra, avrebbe riferito che Erdogan avrebbe allegato anche una nota che avrebbe previsto l’esenzione dai controlli doganali sulle esportazioni turche. Starmer avrebbe però scelto di lasciare la pistola in Turchia, motivando la decisione con l’illegittimità dell’introduzione nel Regno Unito.
Il presidente slovacco Peter Pellegrini, secondo i video diffusi sui social, avrebbe invece aperto la scatola e mostrato l’arma ai giornalisti durante il viaggio di rientro.
Nel quadro delle differenze normative tra paesi, il premier belga Bart De Wever avrebbe realizzato di aver ricevuto una pistola solo al ritorno a Bruxelles. In Belgio, il dono sarebbe stato affidato alla polizia.
gestione doganale e custodia in vari paesi
Per la Polonia, un collaboratore del presidente Karol Nawrocki avrebbe spiegato a Radio RMF FM che, dopo il via libera delle autorità doganali a Varsavia, la pistola sarebbe stata custodita in un luogo appropriato. La dichiarazione riportata include l’indicazione che nessuno la userà per sparare.
Scelte diverse emergerebbero da Paesi Bassi e Svezia: i regali, per il momento, sarebbero stati affidati alle ambasciate ad Ankara.
destinazione finale: musei e esposizioni
Per il futuro dell’arma, la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen avrebbe con ogni probabilità in programma di consegnarla a un museo militare. In Grecia la pistola dovrebbe finire esposta nel museo della guerra di Atene. In Canada, il primo ministro Mark Carney avrebbe commentato la vicenda con ironia, facendo riferimento allo “sciroppo d’acero” come a un regalo apparso “un po’ misero”.
Carney, durante il soggiorno ad Ankara, non si sarebbe reso conto di aver ricevuto una pistola e avrebbe voluto tranquillizzare i canadesi: “tengono le armi alla larga da me”. La .357, per quanto riportato, dovrebbe essere consegnata a un museo.
leader coinvolti nel racconto
- Recep Tayyip Erdogan
- Giorgia Meloni
- Gitanas Nauseda
- Peter Pellegrini
- Keir Starmer
- Bart De Wever
- Ursula von der Leyen
- Mark Carney
- Karol Nawrocki