Camorra a castellammare: vicinanza contro ruotolo e pd

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Camorra a castellammare: vicinanza contro ruotolo e pd

Lo scioglimento per camorra che coinvolge Castellammare di Stabia, disposto dal consiglio dei ministri il 14 luglio e giunto come secondo evento in soli quattro anni, si intreccia con più filoni di tensione politica, contrasti interni e ricostruzioni divergenti. Accanto alle valutazioni sulla tenuta degli strumenti di legge, emergono fratture nel Partito Democratico e una rottura personale che coinvolge due figure di primo piano del giornalismo nazionale. Sullo sfondo resta la questione della legalità e del metodo con cui le amministrazioni vengono chiamate a rispondere alle infiltrazioni criminali.

castellammare di stabia sciolta per camorra: seconda volta in quattro anni

La decisione di sciogliere il comune di Castellammare di Stabia è stata assunta dal consiglio dei ministri il 14 luglio. L’evento si colloca in una sequenza breve: si tratta della seconda volta consecutiva. La prima era stata legata a una giunta di centrodestra; l’ultima investe un’amministrazione guidata dal centrosinistra. Secondo le dichiarazioni raccolte, la lettura politica insiste sul fatto che la criminalità organizzata non avrebbe un orientamento vincolato ai colori politici, puntando invece a consenso, relazioni e spazi di influenza.

commissione d’accesso e rottura della strategia di legalità

Nel racconto che accompagna la fine della giunta Vicinanza, un ruolo centrale è affidato alla figura di Sandro Ruotolo, indicato come capolista del Partito Democratico alle amministrative del 2024 e inviato con il compito di fare da garante per la legalità, in un contesto collegato anche alle elezioni europee.

Ruotolo risulta descritto come primo a compiere passaggi pubblici: dimissioni da consigliere comunale, richiesta di invio della commissione d’accesso e invocazione affinché il Pd staccasse la spina alla giunta. Il punto di svolta viene ricondotto alla convinzione maturata osservando la composizione della maggioranza, con il fatto che alcuni consiglieri eletti in liste civiche avrebbero avuto collegamenti con esponenti legati al clan citato nella ricostruzione.

Nel quadro dei motivi che avrebbero condotto alla commissione d’accesso, viene richiamata anche un’occasione pubblica legata a un evento sportivo: la festa per i play off della Juve Stabia sarebbe stata influenzata dalla presenza, sul palco, di tre persone con precedenti penali. Dalla ricostruzione emerge inoltre l’attesa delle motivazioni dello scioglimento: la previsione è che possano chiarire il contenuto delle valutazioni.

ruotolo: fine della giunta come ferita e non inevitabilità dello scioglimento

Dopo l’annuncio della conclusione della giunta, Ruotolo esprime un giudizio fortemente critico sul piano istituzionale, definendo lo scioglimento una ferita profonda per la città e per le istituzioni democratiche. Nel suo ragionamento viene sottolineato che si tratterebbe della seconda volta consecutiva, con amministrazioni di segno diverso, a rafforzare l’idea che la criminalità organizzata cerchi spazio indipendentemente dall’appartenenza politica.

Secondo quanto riportato, Ruotolo afferma che la misura non sarebbe stata inevitabile. Nel giugno 2024 dichiara di essere stato candidato e poi eletto consigliere comunale del Pd perché la priorità sarebbe stata la legalità, con l’obiettivo di contrastare le infiltrazioni della camorra nelle istituzioni e di mantenere alta l’attenzione pubblica sui temi di legalità.

Ruotolo collega la propria scelta a un passaggio formale: dimissioni il 2 gennaio, descritte come decisione sofferta ma necessaria. La motivazione indicata è la convinzione che quell’amministrazione non avrebbe rappresentato più un argine adeguato rispetto alle pressioni della criminalità organizzata. Sul piano emotivo, viene riportato che non sarebbe stata indicata alcuna soddisfazione per l’esito, ma la conferma di preoccupazioni già espresse.

Nel seguito, viene ribadito un nesso tra legalità e selezione delle candidature: senza selezione rigorosa, senza partiti radicati nei territori e senza il coraggio di rompere con clientele e sistemi di potere, la camorra avrebbe ancora modo di trovare spazio. Ruotolo conclude con una posizione orientata alla necessità di una classe dirigente in grado di mettere la legalità davanti a qualsiasi convenienza politica, sostenendo che da quel momento non sarebbe più possibile dichiarare di non aver visto o compreso i segnali.

vicinanza: conferenza stampa e contestazione delle responsabilità

Il sindaco indicato come Vicinanza, dopo alcune ore dall’annuncio dello scioglimento, convoca una conferenza stampa nella mattinata del 15 luglio per rispondere punto su punto. Nel racconto, la replica mira a inquadrare Castellammare come un caso nazionale e a sostenere che la normativa attuale non sarebbe sufficiente a fronte del contesto criminale esistente anche al di fuori dell’area tradizionalmente indicata come rischio.

Tra le informazioni richiamate da Vicinanza, viene citata una dichiarazione attribuita a Wanda Ferro, sottosegretario all’Interno, in una riunione in Prefettura a Napoli il 19 giugno 2026. La tesi di fondo presentata è che nel vuoto politico la camorra diverrebbe più forte e che l’incapacità politica avrebbe favorito la criminalità organizzata negli anni precedenti.

Vicinanza cita anche risultati e interventi: il risanamento urbano viene presentato come una sconfitta dei clan, con il riferimento a tre beni confiscati restituiti alla cittadinanza, tra cui la casa di un capoclan trasformata in centro giovanile. La ricostruzione prosegue con l’affondo contro Ruotolo, ritenuto portatore di una dinamica politica che avrebbe consentito alla camorra di creare una nicchia.

vicinanza contro ruotolo: liste, civismo e responsabilità interne al pd

La polemica tra le parti è incentrata anche su chi avrebbe contribuito alla costruzione delle liste e sull’impostazione adottata nelle dinamiche locali del Pd. Vicinanza sostiene che esisterebbe chi trarrebbe vantaggio dalla presenza della camorra, perché ne deriverebbe una nicchia politica. In tale cornice, viene contestato il cosiddetto “civismo criminogeno” citato nel dibattito, con l’affermazione che molte delle liste sarebbero state già presenti nei tavoli del Pd.

Nel dettaglio, Vicinanza attribuisce a un commissario del Pd stabiese, indicato come Francesco Dinacci (oggi segretario del Pd di Napoli nella ricostruzione), il ruolo di predisporre le liste a Castellammare. Al contempo viene affermato che non sarebbe stato lui a farlo e che la formazione di molte liste sarebbe stata legata anche a consiglieri regionali. Da qui l’esortazione a non scaricare sulla città il peso di uno scontro politico.

dimissioni anticipate e legge 143 del tuel: la risposta sulle scelte di ruotolo

Alla domanda se si sarebbe potuto considerare utile anticipare le dimissioni, Vicinanza risponde che una scelta di quel tipo sarebbe apparsa come un atto di politica politicante e risulterebbe incomprensibile per i cittadini. Secondo la ricostruzione riportata, la decisione di dimettersi non avrebbe fermato il lavoro della commissione d’accesso, fatto collegato a quanto accaduto in un altro caso richiamato nella conversazione politica: Torre Annunziata.

Nel merito dell’evento citato legato alla Juve Stabia, Vicinanza afferma che sarebbe stato giusto festeggiare in Villa Comunale e precisa che i tre personaggi richiamati non sarebbero stati in scaletta, sostenendo che avrebbero forzato le transenne e che non sarebbero arrivati sul palco. Viene ribadito che l’ordine pubblico non sarebbe di competenza del sindaco e dello staff, richiamando il ruolo delle forze di polizia nel bloccare eventuali attività illegali.

Un ulteriore passaggio riguarda l’interpretazione delle conseguenze politiche della normativa: viene citato l’articolo 143 del Tuel e richiamato il caso Marano, indicato come sciolto cinque volte. La posizione presentata è che il centrosinistra dovrebbe affrontare il problema alla radice, perché in assenza di fiducia nella selezione delle candidature la “gente per bene” potrebbe non candidarsi e potrebbe aumentare l’astensione dal voto. Vicinanza aggiunge inoltre che, se l’alleanza con le civiche fosse stata ritenuta sbagliata, Ruotolo avrebbe potuto scegliere di non candidarsi, sostenendo che gli avvisi ex post assumerebbero il carattere di propaganda.

successi rivendicati: mare libero e mare gratis

Nella chiusura, Vicinanza richiama un risultato descritto come tra i principali successi: la restituzione agli stabiesi del mare prospiciente la Villa Comunale. Il merito viene attribuito a Regione Campania e a Gori, indicate come soggetti che avrebbero bonificato il fiume Sarno. Viene ricordato che il sindaco avrebbe firmato il 5 agosto 2024 la revoca del divieto.

La rivendicazione politica riguarda la scelta di sinistra di lasciare spiaggia libera e mare gratis. Nel richiamo finale viene evidenziato che, secondo la ricostruzione, alcuni dirigenti nazionali avrebbero potuto essere più favorevoli a una gestione diversa, legata alla presenza di concessionari balneari.

figure coinvolte nella ricostruzione

  • Luigi Vicinanza
  • Sandro Ruotolo
  • Elly Schlein
  • Carlo De Benedetti
  • Wanda Ferro
  • Francesco Dinacci
Castellammare di Stabia, sciolto il comune per camorra per la seconda volta. L’epilogo del duello Vicinanza-Ruotolo: “Città vittima di uno scontro nel Pd”
Categorie: PoliticaCronaca

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