Camera approva proposta bipartisan liberi di scegliere: cosa prevede
La Camera dei deputati ha approvato all’unanimità la proposta di legge “Misure per la protezione e l’assistenza dei minorenni e degli adulti di riferimento nei contesti di criminalità organizzata”, nota come “Liberi di scegliere”. Il provvedimento, sostenuto da un’impostazione bipartisan, introduce strumenti specifici per tutelare i giovani figli di famiglie mafiose e, più in generale, donne e genitori che intendano allontanarsi dal contesto della criminalità organizzata. Il testo passa ora all’esame del Senato.
Il cuore della misura nasce da una sperimentazione sviluppata sul piano giudiziario. La prassi è stata promossa dal tribunale per i minorenni di Reggio Calabria su impulso dell’allora presidente Roberto Di Bella, con successive adesioni da parte di altri tribunali. Da tali esperienze è maturato il progetto “Liberi di scegliere”, sfociato in un protocollo d’intesa siglato per la prima volta nel 2017 e più volte rinnovato e integrato.
liberi di scegliere: approvazione alla camera e passaggio al senato
La proposta è stata approvata a Montecitorio con 209 voti favorevoli, in un quadro di consenso unanime. La definizione normativa punta a colmare un’area scoperta nell’attuale sistema di protezione per chi decide di staccarsi dai contesti mafiosi senza ricadere nelle figure previste dalla legge per collaboratori e testimoni.
Con l’approdo alla Camera, il testo avvia l’iter parlamentare verso il Senato, dove ne verrà valutata l’applicazione e il recepimento delle misure delineate. L’impostazione di protezione e assistenza mira a sostenere i percorsi di allontanamento, preservando i minori e garantendo accompagnamento anche agli adulti di riferimento coinvolti.
liberi di scegliere: origine del progetto e protocollo operativo
La struttura del progetto si fonda su una rete di attori e su un percorso costruito progressivamente. Una tappa significativa è rappresentata dall’ultima versione del protocollo, sottoscritta nel 2020: hanno aderito la Presidenza del Consiglio dei Ministri, diversi ministeri, Dna e Cei, insieme al Tribunale per i Minorenni di Reggio Calabria, alla procura per i minorenni del medesimo capoluogo, alla procura ordinaria e a Libera.
L’assunto operativo alla base del progetto riconosce il ruolo delle famiglie dentro i contesti criminali di tipo mafioso nel condizionare i figli. Da qui deriva l’esigenza di tutelare i minori attraverso provvedimenti che prevedono limitazione o decadenza della responsabilità genitoriale, affiancati da interventi rieducativi. L’obiettivo è inserire i minori in una rete di supporto in grado di fornire alternative concrete, tramite sostegni educativi, psicologici, logistici, scolastici, economici e lavorativi.
protezione legale per chi si allontana: colmare la zona grigia
Il progetto muove da un punto specifico: chi decide di allontanarsi dal contesto di criminalità organizzata, al momento, non rientra pienamente nelle due categorie centrali previste dall’ordinamento. Non rientra nella figura del collaboratore di giustizia, che rompe il legame riportando informazioni alle autorità, né nella figura del testimone di giustizia, estraneo agli ambienti malavitosi che collabora alle indagini fornendo dati su reati o crimini a cui ha assistito.
Ne deriva una zona grigia: chi si allontana volontariamente non accede alle tutele che invece risultano collegate a queste due figure, come cambio d’identità o accesso a un luogo sicuro. La proposta di legge approvata alla Camera interviene proprio su questa lacuna, estendendo il meccanismo di protezione a chi sceglie di allontanarsi senza fornire informazioni alle autorità.
interventi in dichiarazioni di voto: colosimo e rando sulla finalità del provvedimento
Nel corso delle dichiarazioni di voto, la deputata Chiara Colosimo, presidente della Commissione parlamentare Antimafia e prima firmataria al Senato, ha sottolineato il principio per cui la criminalità organizzata non può perpetuarsi attraverso la continuità familiare. Il ragionamento espresso collega la scelta di libertà dei minori al superamento della presunta invincibilità della criminalità organizzata.
Colosimo ha evidenziato anche l’orientamento della legge come misura dedicata a specifiche storie. Il riferimento ha richiamato la condizione di Vincenzo, presentato come un “piccolo collaboratore di giustizia” ma qualificato come vittima di nove anni, e la storia di Luce, che ha portato via i figli da un marito poi condannato al 41 bis. La parlamentare ha collegato la norma alle donne che si ribellano e ai figli coinvolti in percorsi di rottura dei legami.
La stessa Colosimo ha definito l’impianto come un passo utile per rendere l’Antimafia coerente con l’evoluzione dei tempi, descrivendo l’introduzione di una nuova misura di prevenzione e indicando una stima legata ai dati del protocollo Liberi di scegliere: in un anno sarebbe possibile sottrarre alla criminalità organizzata 400 tra bambini e ragazzi.
grammatica repubblicana e diritto alla speranza: prospettiva di enza rando
Enza Rando ha affermato che la giornata assume un valore dedicato ai destinatari della misura. Il suo intervento richiama un percorso costruito in condivisione fin dall’avvio della legislatura, con contributi da parte di diversi parlamentari e con l’indicazione di un fondamento comune: il diritto alla speranza e la possibilità per i bambini di tornare a vivere la propria età in un contesto sostenuto dallo Stato, attraverso formazione culturale sulla legalità e sulla Costituzione.
Rando ha inoltre messo in evidenza la dimensione rivolta alle donne. Il quadro proposto richiama la circostanza in cui molte donne siano state uccise per aver tagliato i legami attraverso una forma di testimonianza culturale. Il riferimento collega l’impostazione della proposta alla spinta della legge Rognoni-La Torre, indicata come modello orientato, in quel caso, a un profilo patrimoniale della mafia. L’aggancio culturale e la prospettiva di prevenzione e contrasto vengono presentati come un’evoluzione: guardare oggi alla mafia anche sotto l’aspetto culturale e della gestione della fragilità per rafforzare la prevenzione.
libera e rete di supporto: volontariato, ce i e accompagnamento riservato
L’associazione Libera, attiva dai primi provvedimenti nel 2012, ha contribuito a rendere operativa l’ipotesi di Liberi di scegliere quando l’assenza di un dispositivo legislativo non permetteva di accompagnare le persone coinvolte sul piano economico e istituzionale. Il lavoro di rete ha reso possibile l’attivazione di misure di sostegno in parallelo alla costruzione di un quadro normativo.
francesca rispoli: risorse civiche e accoglienza nelle case
Francesca Rispoli, presidente dell’associazione, ha evidenziato come il volontariato e le realtà di base abbiano avuto un ruolo determinante. L’indicazione centrale riguarda responsabilità operative assunte nell’accoglienza di ragazzi e madri nelle proprie case. L’attività è stata descritta come autofinanziata, con il supporto di altre realtà, tra cui in particolare la Cei, che per due anni avrebbe fornito un sostegno rilevante anche sul piano economico.
Rispoli ha espresso apprezzamento per la proposta di legge per il meccanismo di tutela che innesca, indicando comunque un principio operativo: cambiamenti di tale portata non si realizzano soltanto tramite atti burocratici. Le persone richiedono sostegno su più fronti, attraverso reti civiche e sociali capaci di garantire un accompagnamento nella massima riservatezza. Vengono richiamate relazioni quotidiane descritte come ordinarie in altri contesti, ma rese straordinarie in situazioni delicate: ad esempio la presenza di qualcuno che vada a prendere i figli a scuola o che offra un’occasione semplice come uscire a mangiare una pizza senza timore di domande invadenti.
La prospettiva conclusiva sottolinea l’importanza di uno sforzo congiunto: l’associazione dichiara la disponibilità a continuare il proprio contributo, indicando al contempo la necessità di un rafforzamento della copertura istituzionale.
persone citate nel testo e ruoli nel percorso
Le figure presenti nel quadro descritto partecipano, con ruoli differenti, alla costruzione del progetto e alla definizione delle motivazioni del provvedimento.
- Roberto Di Bella
- Chiara Colosimo
- Enza Rando
- Vincenzo (nome di fantasia)
- Luce (nome di fantasia)
- Francesca Rispoli
