Anm e scuola della magistratura ai ferri corti: verbali censurati e trasparenza a rischio democrazia

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Anm e scuola della magistratura ai ferri corti: verbali censurati e trasparenza a rischio democrazia

Un incontro teso e riservato ha acceso lo scontro tra l’Associazione nazionale magistrati e la Scuola superiore della magistratura. Mercoledì pomeriggio, l’appuntamento tra il sindacato dei giudici e la Scuola, guidata da Mauro Paladini (indicato come figura di riferimento vicino a Palazzo Chigi), è durato un paio d’ore ed è avvenuto con un confronto non registrato e non pubblico. Per l’Associazione e per la Scuola si tratta della prima occasione, nell’arco dei tre lustri di vita della stessa istituzione, in cui si arriva a un confronto diretto, ma il punto focale del dissenso resta uno: la trasparenza, in particolare attorno ai verbali delle sedute che hanno accompagnato il cambio al vertice.

associazione nazionale magistrati e scuola superiore della magistratura: tensione sui verbali

La frizione trova origine nella posizione critica assunta dall’Anm nell’assemblea generale del 16 maggio. In quell’occasione era stata avanzata una richiesta esplicita di pubblicazione dei verbali relativi alle sedute che hanno portato al cambio al vertice dell’istituzione. Il nodo riguarda la mancata conferma dell’ex presidente della Consulta, Silvana Sciarra, decisione collegata al periodo successivo all’originaria durata.

La Scuola, secondo la ricostruzione che alimenta il conflitto, svolge un ruolo essenziale nella formazione di tutte le toghe italiane, sia in ingresso sia in servizio. Per questo i verbali diventano un punto di lettura strategico: la loro pubblicità, nell’ottica dell’Anm, potrebbe offrire elementi utili a comprendere orientamenti e scelte, anche rispetto a temi già al centro di scontro interpretativo con il governo, come migranti, fine vita, intercettazioni e futuro dei gip.

verbali dell’elezione di paladini con omissis: richiesta e risposta

La contestazione entra nel dettaglio sul materiale richiesto. I verbali sono stati effettivamente inviati ai circa 200 magistrati che ne avevano fatto domanda, ma risultano coperti da omissis per interi passaggi. È proprio questo elemento a innescare la tensione nell’incontro, che, sul piano comunicativo, viene attenuato dalla nota ufficiale dell’Anm: l’associazione parla di criticità e indica che le risposte ottenute non avrebbero ancora permesso di superare le perplessità.

La difesa della Scuola ruota attorno alla gestione del presidente Mauro Paladini. Da parte sua, la posizione viene descritta come improntata a un atteggiamento di replica immediata, con argomenti che rimandano a una lettura secondo cui la richiesta dei verbali e la loro diffusione non sarebbero pratiche recenti, ma contestate in base alla coerenza con il passato.

la questione dei precedenti: “né chiesti né diffusi”

Secondo quanto riportato, sotto i tre precedenti presidenti—indicati come Valerio Onida, Gaetano Silvestri e Giorgio Lattanzi—non sarebbe emersa una prassi simile: i verbali delle sedute non sarebbero stati richiestidiffusi. Paladini si sarebbe quindi concentrato sul motivo per cui, soltanto ora, la richiesta diventa così centrale, sostenendo che la tempistica farebbe pensare a un comportamento già orientato rispetto a ciò che accade nella Scuola sotto la sua gestione.

Nel confronto, l’Anm e vari esponenti ribadiscono l’eccezionalità del momento, ricordando che negli anni passati non si sarebbe verificato un evento paragonabile alla mancata conferma del presidente alla scadenza dei primi due anni. Vengono inoltre richiamate voci di pressioni legate a consiglieri nominati in blocco dal Guardasigilli Carlo Nordio, ricollegate all’ipotesi di un orientamento anche dei corsi.

mancata trasparenza e motivazioni sulla pubblicazione con omissis

Il confronto si concentra, in maniera decisiva, sul simbolo della conduzione contestata: i verbali. Paladini viene descritto come figura legata a contesti culturali e organizzativi, con riferimenti al Centro studi Rosario Livatino e al coinvolgimento in iniziative come il Comitato Sì riforma, associato alla presenza di Alessandro Sallusti.

Alle insistenti richieste di chiarimento sul perché i verbali siano stati inviati con omissis, la risposta indicata risulta articolata su due direttrici. Da un lato, viene citato il timore—attribuito a osservazioni espresse in sede di chiarimento—that, in caso di possibili iniziative legali, i soggetti citati non sarebbero stati adeguatamente coperti sul piano giuridico. Dall’altro lato, viene richiamata una motivazione formale: sarebbe stata avanzata addirittura una richiesta al Garante della privacy per verificare se la diffusione potesse arrecare un nocumento alle persone che avrebbero espresso il proprio parere.

il paradosso: segreto totale su decisioni e scelte

Da questa ricostruzione emerge un punto critico sottolineato da più voci: l’interpretazione secondo cui la Scuola dovrebbe essere coperta dal segreto più totale anche rispetto alle decisioni adottate. L’idea che sarebbe stato preferibile negare del tutto la consegna dei verbali, anziché inviarli con omissis, viene presentata come una considerazione emersa nel confronto. La risposta fornita, secondo la ricostruzione, non avrebbe invece offerto elementi decisivi: una chiusura caratterizzata come un atteggiamento prudente o di limitata apertura.

Nel merito, viene contestato anche il presunto motivo legato alla diffusione: si sostiene che la pubblicazione non avrebbe prodotto necessariamente elementi nuovi, poiché la stessa ex presidente Silvana Sciarra avrebbe già chiarito di non avere preoccupazioni sulla diffusione dei contenuti. Resta quindi indicato un elemento centrale: le ragioni effettive della mancata riconferma sarebbero rimaste misteriose, con un riferimento a un verbale del 18 marzo indicato come possibile contenitore, senza però che se ne chiariscano i contenuti.

silvana sciara e gestione paladini: il motivo politico della mancata riconferma

La chiusura del confronto viene descritta come un punto di stallo in cui ciascuna parte resta sulle proprie posizioni. Nel racconto ricostruito, l’elemento di lettura più esplicito è collegato alla scelta della Scuola sotto Paladini e al modo in cui, in base alla maggioranza, la Scuola avrebbe un assetto orientato verso un indirizzo ritenuto vicino a Palazzo Chigi. Il messaggio conclusivo è che, con la gestione indicata, la Scuola non lavorerebbe per la trasparenza e risulterebbe sostanzialmente indifferente alle posizioni dell’Anm.

In questa cornice si afferma che Palazzo Chigi gradirebbe una Scuola con trazione di destra, traducendosi, nella lettura del conflitto, nell’assenza di spazio per Silvana Sciarra. L’incontro si chiude, ma la tensione resta: i verbali e la loro gestione restano il cuore della contesa.

Personaggi citati:

  • Mauro Paladini
  • Alfredo Mantovano
  • Silvana Sciarra
  • Valerio Onida
  • Gaetano Silvestri
  • Giorgio Lattanzi
  • Carlo Nordio
  • Alessandro Sallusti
L’Anm ai ferri corti con la Scuola della magistratura: “Una vergogna i verbali censurati, senza trasparenza muore la democrazia”
Categorie: PoliticaCronaca

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