Spritz nel cortile della scuola in memoria di annalisa durante oltraggio alla legalità

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Spritz nel cortile della scuola in memoria di annalisa durante oltraggio alla legalità

Un presidio di legalità e di memoria viene descritto come oggetto di offese e di oltraggi nel rione Forcella, a Napoli. Il quartiere, situato nel cuore dei Decumani e a pochi passi dal Duomo, viene presentato come una zona in cui la prossimità simbolica al centro storico convive con una condizione che appare, nei fatti, simile a quella di una periferia. Nei racconti legati al controllo del territorio emergono riferimenti a dinamiche camorristiche, con Forcella indicata come un fortino storicamente associato alla famiglia-clan Giuliano, poi soppiantata da nuovi gruppi camorristici secondo quanto ricostruito da inchieste.

La narrazione richiama l’episodio che ha segnato profondamente il rione: l’omicidio di Annalisa Durante, 14 anni, vittima innocente durante un conflitto a fuoco il 27 marzo 2004. A distanza di tempo, vengono richiamate le iniziative nate per trasformare quel dolore in riscatto sociale, contrapponendole a una realtà considerata incoerente con gli obiettivi di memoria e legalità.

forcella e la memoria di annalisa durante: da simbolo di riscatto a spazio messo in discussione

Nel racconto si inserisce la creazione, all’interno di un ex cinema abbandonato, dello spazio comunale di Piazza Forcella, descritto come una struttura policulturale dedicata proprio alla memoria di Annalisa Durante. In quello spazio risulta attiva una biblioteca e, nel corso dell’anno, si svolgono attività culturali e di inclusione.

Accanto alla biblioteca viene citato anche il recupero e la riattivazione, a pochi mesi dall’omicidio, dell’asilo nido, presentato come simbolo del riscatto sociale del quartiere. Proprio questo elemento, secondo la prospettiva del testo, oggi sarebbe vilipeso: nei vicoli descritti come luogo di iniziative rapide e numerose, l’attenzione sarebbe orientata soprattutto ad attrarre turisti, con una gestione che si sostiene possa risultare non coerente rispetto al ruolo dell’area educativa e della memoria intitolata alla 14enne.

via vicaria vecchia e l’asilo intitolato: occupazioni e interferenze segnalate

Il testo colloca i fatti in via Vicaria Vecchia, 5, in prossimità dell’edificio in cui Annalisa Durante avrebbe perso la vita. Accanto all’asilo nido comunale, viene descritta la nascita di una spritzeria. L’impatto viene riportato come progressivo e legato all’uso di spazi esterni: si afferma che il locale, “alla chetichella”, avrebbe invaso e occupato il cortile esterno della scuola con la presenza di tavoli e sedie.

Un altro passaggio evidenzia il modo in cui sarebbe stata coperta la scritta “Scuola Annalisa Durante”, sostituita da decorazioni come filari di bandiere e festoni. La segnalazione prosegue con un ulteriore elemento: la sera, sul cancello d’ingresso del plesso scolastico, verrebbe montato un maxi schermo per permettere ai clienti di seguire le partite dei mondiali di calcio.

autorizzazioni e controlli: interrogativi su legalità e interventi

Il testo pone interrogativi sulla legittimità dell’occupazione e sul ruolo delle istituzioni nel prevenire o interrompere quanto descritto. Viene specificato che, in caso di autorizzazione, gli uffici comunali avrebbero concesso l’uso di uno spazio all’interno di una struttura che sarebbe un presidio di legalità e un simbolo di memoria. In caso contrario, viene avanzata la possibilità che l’occupazione sia abusiva e che nessuno intervenga.

Il tema si estende anche ai controlli operativi: viene richiamata l’assenza di una richiesta di chiarimenti da parte della polizia municipale durante iniziative pubbliche nel rione. La narrazione collega la necessità di una legalità misurabile e concreta al ruolo dell’assessore del Comune di Napoli alla Legalità, indicato come Antonio De Iesu, già ex Questore di Napoli.

altra segnalazione: locale nell’area della chiesa delle crocelle ai mannesi

La stessa logica viene associata a un ulteriore episodio, descritto nell’area d’ingresso della chiesa delle Crocelle ai Mannesi. Anche in quel contesto il testo segnala un locale presente nello spazio d’ingresso, richiamando l’idea che la legalità non debba restare confinata a cerimonie o ricorrenze, ma essere pratica quotidiana.

abusivismo diffuso e degrado: il business illecito indicato nei vicoli di forcella

La denuncia prosegue con una descrizione della persistenza di attività illegali. Viene riportata la presenza di banchetti, spesso affollati, destinati alla vendita di sigarette di contrabbando, indicato come un tratto distintivo di quei vicoli. Non viene tralasciata la vendita di profumi “pezzotto” e la ricostruzione della filiera come un sistema organizzato: dal produttore fino al venditore.

Il testo descrive confezioni di profumi di diverse marche vendute a una cifra di 30 euro e, in diverse occasioni, l’abbinamento con campionari di occhiali e borse griffate, sempre definiti come falsi. A completare l’elenco di attività commerciali descritte come diffuse, vengono citati negozietti che propongono oggettistica come calamite e, tra i prodotti, viene menzionata la presenza di busti di Totò e San Gennaro, cornicelli portafortuna e magliette di Maradona.

attività commerciali e gestione: fitti e dinamiche di rotazione

Il testo collega alcune attività a cittadini del Bangladesh, riportando come, secondo la narrazione, paghino in media fitti superiori a mille euro. Viene anche richiamato un meccanismo di rapida sostituzione: si afferma che, in caso di chiusura di un’attività, altre attività arriverebbero prontamente a rilevarla, con un esempio riportato in relazione a via Chiaia e con l’affermazione di averne contate più di una in una distanza molto breve.

Ne seguono domande sul possibile assetto economico e sulle responsabilità: viene chiesto “cosa c’è dietro” e, soprattutto, “chi” gestisca tali fenomeni.

27 marzo 2004 e dignità della strada: richiesta di memoria e legalità concrete

Il testo riconduce il quadro generale alla data della tragedia, ribadendo che il punto in cui il 27 marzo 2004 si consumò l’episodio legato alla morte di Annalisa Durante dovrebbe rappresentare un presidio permanente di memoria e di legalità. La narrazione richiama l’idea che il sangue innocente, descritto come ancora presente sui basoli di pietra vesuviana, renda la zona una sorta di “casbah” in cui abusivismo, illegalità diffusa e degrado sarebbero diventati la normalità.

La chiusura dell’impostazione sostiene che restituire dignità alla strada significhi rispettare davvero la memoria di Annalisa Durante e dare concretezza alle promesse pronunciate dopo la sua morte.

Personaggi citati:

  • Annalisa Durante
  • Antonio De Iesu
  • Salvatore Giuliano
  • Totò
  • San Gennaro
  • Maradona
Una spritzeria nel cortile della scuola in memoria di Annalisa Durante: un oltraggio alla legalità
Spritz nel cortile della scuola in memoria di annalisa durante oltraggio alla legalità
Spritz nel cortile della scuola in memoria di annalisa durante oltraggio alla legalità
Categorie: PoliticaCronaca

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