Silvestri attacca meloni con le ginocchiere: scoppia la polemica
Un acceso confronto parlamentare ha acceso polemiche dopo le comunicazioni di Giorgia Meloni in vista del Consiglio europeo. Al centro dello scontro è finita una replica del deputato Francesco Silvestri (M5s), che ha accusato la premier di non aver assunto una posizione adeguata verso Netanyahu e Trump, mentre secondo lui si sarebbe limitata a dare un’immagine più comoda della situazione. La discussione ha poi assunto rapidamente una connotazione legata al tema del rispetto delle donne, con reazioni a catena tra maggioranza e opposizioni.
polemiche in aula dopo le comunicazioni di giorgia meloni
Nel dibattito successivo agli interventi di Giorgia Meloni, il deputato Francesco Silvestri ha contestato la premier sostenendo che non si sarebbe “raddrizzata la schiena” nei confronti di Netanyahu e Trump, ma avrebbe “semplicemente indossato delle ginocchiere per stare più comoda”. La replica diretta della presidente del Consiglio ha trasformato il passaggio in un confronto politico e culturale.
La risposta di Meloni ha posto l’accento sul tema del linguaggio e sul rispetto. La premier ha affermato che il punto sarebbe non solo l’uso di formule, ma anche la capacità di riconoscere il percorso di una donna giunta al vertice senza “favoritismi” o “scorciatoie”. In questa cornice ha indicato come elemento di fastidio l’arrivo della prima donna presidente del Consiglio dalla destra, ritenuto non accettato dagli avversari politici.
repliche e proteste: parole interpretate come attacco sessista
Le frasi di Silvestri hanno suscitato proteste nella maggioranza e, parallelamente, hanno raccolto anche solidarietà tra le opposizioni. Un ruolo rilevante è stato attribuito all’intervento della vicepresidente della Camera Anna Ascani, che ha scelto di chiedere scusa all’Aula.
annascani scuse in aula e promessa di verifica sul senso delle parole
Secondo quanto riportato, Anna Ascani ha dichiarato: se avesse colto nelle parole di Silvestri un significato poi descritto, sarebbe intervenuta. Ha poi aggiunto che valuterà il collega per chiarire quanto accaduto e ha espresso le proprie scuse per l’interpretazione che era maturata, affermando di non aver compreso quel senso e di essersi di conseguenza sbagliata.
risposta di silvestri: no strumentalizzazioni e difesa del contesto politico
Intercettato nel Transatlantico, Silvestri ha chiesto esplicitamente di non strumentalizzare le sue parole. Ha collegato l’espressione usata a una lettura politica: secondo lui, sarebbero evidenti i quattro anni di atteggiamento del governo verso Trump e la politica attribuita a Netanyahu, richiamando così l’“arcano” che avrebbe spiegato la scelta dell’immagine.
Nel merito, Silvestri ha contestato l’interpretazione che l’accusa politica sarebbe stata trasformata in un atteggiamento considerato sessista, affermando che, in caso contrario, si tratterebbe di malafede finalizzata a coprire la sua verità. Ha inoltre aggiunto che la critica sarebbe arrivata senza una conoscenza della sua storia politica e del Movimento 5 Stelle, richiamando la propria identità anche nel modo con cui sarebbe pronunciato il suo cognome.
intervento di laura boldrini: grammatica, subordinazione e uso delle istanze femministe
La discussione non si è fermata alla replica iniziale. A intervenire è stata anche Laura Boldrini, che ha contestato l’uso delle istanze femministe da parte della premier, descrivendolo come “a proprio uso e consumo”. Boldrini ha dichiarato di aver manifestato insofferenza quando, durante la discussione, un collega di Fratelli d’Italia continuava a rivolgersi a Meloni con l’espressione “signor presidente”. Secondo Boldrini, il fatto sarebbe ridicolo e contrario alla grammatica italiana nel riferirsi a una donna.
Boldrini ha collegato anche l’altro passaggio sulle “ginocchiere” alla questione della subordinazione politica. Ha definito deprecabile l’idea di “indossare le ginocchiere” per rappresentare la subordinazione a un uomo, aggiungendo che la frase sarebbe poi stata chiarita dallo stesso Silvestri. Nel concludere, ha sostenuto che la difesa delle donne passerebbe da molteplici aspetti.
calenda e fratelli d’italia: richieste di chiarimento e ipotesi di istruttoria
Tra le altre reazioni, Carlo Calenda ha preso le distanze da quanto accaduto, affermando che, anche da parte delle opposizioni, ci si trova lontani e indignati per le parole pronunciate alla Camera su “ginocchiere o non ginocchiere”.
calenda: indignazione condivisa su linguaggio e contenuti
Il punto sottolineato da Calenda riguarda la distanza dal merito del confronto sulla metafora delle “ginocchiere” e la conseguente indignazione per ciò che sarebbe stato detto in Aula.
fratelli d’italia: richiesta di istruttoria e intervento di paolo trancassini
Fratelli d’Italia ha avanzato una richiesta formale: “si apra un’istruttoria”. A farne menzione è stato Paolo Trancassini, che ha definito “vergognoso” il riferimento a una presunta postura da assumere davanti a un uomo, sostenendo che il messaggio rivolto a una donna sarebbe riconducibile all’idea di dover “mettere le ginocchiere” invece di “alzare la testa”. Trancassini ha poi auspicato un intervento della presidenza per verificare quanto accaduto.
In risposta, è stato riportato che il presidente Lorenzo Fontana ha dichiarato: “Verificheremo assolutamente”.
personalità coinvolte nella polemica
- Francesco Silvestri (M5s)
- Giorgia Meloni
- Anna Ascani
- Laura Boldrini
- Carlo Calenda
- Paolo Trancassini
- Lorenzo Fontana
