Riforma elettorale: magi accusano, è peggio della legge truffa

• Pubblicato il • 4 min
Riforma elettorale: magi accusano, è peggio della legge truffa

Le liste bloccate e le pluricandidature entrano al centro del confronto politico sul nuovo impianto elettorale, oggetto di un percorso parlamentare che prevede la votazione della Camera in prima lettura e il successivo passaggio al Senato. Riccardo Magi, segretario di +Europa, presenta alla stampa un fac-simile della scheda elettorale collegata alla legge voluta dal centrodestra, ricollegandosi alle modifiche introdotte durante i lavori parlamentari in Commissione Affari Costituzionali a Montecitorio.

legge elettorale “bis”: liste bloccate e pluricandidature fino a cinque

Magi mette in evidenza i punti ritenuti più critici del cosiddetto “Melonellum” modificato, che assume la denominazione “bis” per effetto degli interventi effettuati durante i lavori in Commissione. Il segretario descrive la scheda elettorale come un elenco in cui i cittadini trovano un insieme di nomi “decine e decine”, senza possibilità di esercitare scelte personali. Il meccanismo viene ricondotto a una combinazione tra liste bloccate e fino a cinque pluricandidature.

trascinamento automatico dei candidati e assenza di scelta diretta

Al cuore della contestazione, secondo la ricostruzione di Magi, c’è l’idea che i nomi presenti nella scheda vengano considerati tutti eleggibili “per trascinamento”, includendo un elemento che non comparirebbe nell’elenco dei candidati. Il punto viene collegato al designato a fare il presidente del Consiglio: questa figura sarebbe determinante per il meccanismo complessivo, mentre l’esercizio del voto risulterebbe, per Magi, privo di reale selezione da parte dei cittadini.

effetti sulla rappresentanza: “capo e i suoi” al posto delle scelte dei cittadini

Nel descrivere il funzionamento della nuova legge, Magi afferma che l’impianto produrrebbe la presenza “di capo e i suoi” e “di capa e i suoi”, mentre non vi sarebbero, secondo la sua lettura, persone elette perché scelte dai cittadini. La critica si concentra sulla rappresentazione politica risultante dal sistema prospettato dalla norma, facendo riferimento a una logica in cui l’indicazione elettorale non avrebbe un impatto diretto sulla selezione individuale.

critiche costituzionali e confronto con la legge truffa del 1953

La contestazione assume una dimensione più ampia quando Magi definisce la legge una misura lesiva, indicandola come uno “sfregio alla Costituzione”. Il segretario ricorre anche a un riferimento storico collegato alle opposizioni “di Almirante alla legge truffa del 1953”, sostenendo che l’attuale normativa elettorale, nella sua valutazione, sarebbe peggiore rispetto a quella stagione del passato.

raccolta firme e regole differenziate: chi deve raccoglierle e chi no

Accanto alle questioni sulla scheda e sulla rappresentanza, Magi richiama un ulteriore nodo: la disciplina relativa alla raccolta delle firme per partecipare alle prossime elezioni politiche. Secondo la ricostruzione riportata, la norma stabilirebbe quali partiti debbano raccogliere firme e quali ne siano esentati.

criterio contestato: “simpatia politica” e differenze tra “Noi Moderati” e +Europa

Magi denuncia una distinzione basata su un criterio che definisce legato a “simpatia politica”. Viene citato il caso di “Noi Moderati”, indicato come formazione che alle ultime elezioni avrebbe raccolto lo 0,9% e che, di conseguenza, non dovrebbe raccogliere firme. Al contrario, +Europa, indicata con il 2,9%, secondo quanto riferito dovrebbe invece raccogliere le firme con l’obiettivo di dimostrare di non essere una “lista civetta”.

proposta con SPID respinta: rischio abusi e replica su abusi reali

Magi riferisce che era stata avanzata la possibilità di raccogliere le firme tramite SPID. La risposta indicata, attribuita alla ministra Casellati, sarebbe stata negativa per via del rischio di abusi. Magi contesta l’impostazione, qualificando le affermazioni come “vergognose” e richiamando l’uso quotidiano dei servizi digitali nella gestione di atti e rapporti con istituzioni: la tesi evidenzia che milioni di cittadini svolgono operazioni con SPID tramite interlocuzioni con INPS e ASL e interazioni con l’Agenzia delle entrate senza che emergano abusi diffusi.

abusi, secondo Magi, legati alla raccolta cartacea

La replica di Magi attribuisce il problema agli abusi associati alla raccolta delle firme cartacea, sostenendo che la proposta basata su SPID sarebbe stata respinta mentre sarebbe stata costruita, secondo la sua lettura, una disciplina mirata “per gli amici” e per punire gli oppositori politici. Il segretario conclude con un giudizio definendo l’impianto come “uno schifo”.

figure politiche citate: Magi, Casellati, Almirante

Nel contenuto confluiscono diverse figure istituzionali e politiche richiamate nel racconto critico sul sistema elettorale.

  • Riccardo Magi
  • Casellati
  • Almirante
Categorie: PoliticaCronaca

Per te