Report amministratori: come creare, interpretare e usare per migliorare la gestione
Le intimidazioni rivolte ad amministratori locali e figure pubbliche continuano a estendersi, coinvolgendo sindaci, assessori, consiglieri comunali e municipali, amministratori regionali e dipendenti pubblici. Il quadro, aggiornato attraverso il report annuale “Amministratori sotto tiro” di Avviso Pubblico – Enti locali e regioni contro le mafie, evidenzia numeri in diminuzione sul totale nazionale nel 2025, ma con variazioni significative tra territori e con una distribuzione che resta ampia e radicata.
intimidazioni ad amministratori locali: dati 2025 e confronto con il 2024
Nel 2025 risultano registrati 309 atti intimidatori, 19 in meno rispetto al 2024, con episodi di minaccia e violenza diretti contro amministratori locali. La maggior parte dei casi si concentra nei comuni con meno di 20mila abitanti, pari al 57%. Il monitoraggio segnala inoltre il livello più basso in 16 anni di osservazione del fenomeno.
Nonostante il calo sul numero complessivo di atti, cresce il coinvolgimento territoriale: sale a 215 il numero dei comuni interessati e a 72 quello delle province, con un incremento del +4% rispetto al 2024. Tra le aree maggiormente colpite emerge un picco in provincia di Napoli, con 16 casi.
puglia in testa: andamento regionale e aree più colpite
Per livello regionale, la Puglia torna al primo posto dopo 13 anni, con 51 casi e un incremento del +24%. A seguire si collocano Campania con 37, Sicilia con 35 e Calabria con 32, territori che registrano comunque una riduzione delle minacce rispetto all’anno precedente.
Nel Centro-Nord, crescono gli episodi in Lombardia, dove si rileva un aumento del 58%: la regione raggiunge 30 casi e risulta la più colpita dell’area. Seguono Veneto e Lazio con 22 casi. Risultano con numeri estremamente contenuti Trentino Alto Adige e Molise, registrati come le sole regioni con immunità nel censimento considerato.
intimidazioni dirette e colpire beni o familiari
Sul complesso degli episodi censiti, l’84% delle intimidazioni risulta di tipo diretto. Le restanti prendono di mira beni e mezzi dell’amministrazione oppure parenti degli amministratori coinvolti.
strumenti usati e target: incendi, scritti, social e minacce
La tipologia di intimidazione più frequente resta l’incendio, pari al 19,5%. Seguono gli scritti intimidatori con il 17%, i post sui social network con il 15% e le minacce verbali o telefoniche con un altro 15%. Il report evidenzia anche un lieve decremento del -2% delle minacce rivolte ad amministratrici, rispetto ai dati dell’anno precedente.
In questo perimetro vengono richiamati episodi legati alla sfera personale e simbolica. Tra i casi citati compaiono la sindaca di Mirandola (provincia di Modena), che nel 2024 aveva ricevuto in campagna elettorale una foto con un’immagine a testa in giù e nell’anno successivo ha ricevuto una lettera minatoria recapitata in comune. È menzionata anche una collega di Montalto di Castro (Viterbo) che ha ricevuto la testa di un uccello a corredo di un ulteriore anonimo scritto. Un altro caso segnalato riguarda Lagonegro, dove due consigliere di opposizione vengono minacciate dopo aver denunciato presunte irregolarità urbanistiche relative a immobili di proprietà di esponenti della maggioranza.
origine delle intimidazioni: cittadini, estremisti e disagio sociale
Dal report emerge che il 26% delle intimidazioni proviene da comuni cittadini. Tra questi atti, il 39% nasce dal malcontento generato da una scelta amministrativa ritenuta sgradita. Vengono citati esempi concreti: il taglio di 17 alberi per la costruzione di una rotatoria a Besana in Brianza (Monza), la posa di un’antenna a Saltrio (Varese) con uno schiaffo subìto dal sindaco, e l’abbattimento di alcuni cinghiali a Minervino Murge (Bat), con arresto del proprietario per detenzione illegale di armi e minaccia a pubblico ufficiale.
La componente degli episodi riferibili a estremisti raggiunge il 19%, con una descrizione di simboli inneggianti sia all’anarchia sia al fascismo. Un ulteriore 19% è ricondotto a situazioni di disagio sociale.
territorio e mafie storiche: distribuzione nazionale dei casi
Secondo il report, superano quota 6mila le intimidazioni registrate da Avviso Pubblico in 16 anni di monitoraggio. Le aree da cui provengono le quattro mafie storiche – Sicilia, Calabria, Campania e Puglia – ne raccolgono da sole il 57%.
episodi più eclatanti in puglia e approfondimento in lombardia
Il report compendia le vicende considerate più eclatanti avvenute nell’anno scorso in Puglia. Tra i casi indicati figurano: le minacce continuate al sindaco di Lequile (Lecce); le auto di due consiglieri comunali di San Giovanni Rotondo (Foggia) incendiate a 24 ore di distanza; la testa d’agnello recapitata a un candidato alle amministrative di Carapelle (Foggia). Sono citati inoltre gli incendi della villa del vicecomandante della polizia locale e dell’auto di un consigliere comunale a Terlizzi (Bari); i mezzi dei servizi ambientali incendiati a Grottaglie (Ta); le auto della polizia locale incendiate a Oria (Brindisi); e le auto di un funzionario comunale di Margherita di Savoia e di un agente della polizia locale di San Ferdinando (Bat).
La sezione dedicata alla Lombardia richiama anche la cornice giudiziaria legata alla sentenza milanese del processo Hydra, con riferimento alla decisione di gennaio 2026 che descrive l’esistenza sul territorio di un’alleanza criminale con la compresenza di ’ndrangheta, cosa nostra e camorra. Nel contesto regionale vengono segnalati: la carcassa di un uccello appesa a testa in giù sul cancello dell’abitazione del primo cittadino di Segrate (Milano); l’incendio dell’auto dell’assessore ai servizi sociali di Lissone (Mb); e il danneggiamento/incendio di alcuni veicoli della polizia locale di Colico (Lecco). Sono presenti anche episodi come gli insulti al sindaco di Madignano (Cremona), le gomme squarciate dell’auto del sindaco anti-spaccio di Canonica d’Adda (Bergamo) e l’arresto del cittadino che minacciava di dar fuoco al municipio a Borgo Mantovano (Mantova).
andamento stagionale e casi citati durante le campagne elettorali
Il monitoraggio individua una tendenza che risulta più evidente nei mesi primaverili, da marzo a giugno, periodi spesso associati alle campagne elettorali in vista di elezioni regionali e/o amministrative. Nel report viene riportato un esempio a Ceglie Messapica (Brindisi), dove a inizio 2026 un candidato riceve una lettera anonima dal contenuto palesemente minatorio e decide di ritirarsi dalla corsa per la fascia tricolore.
Vengono inoltre menzionati casi in Venezia con biglietti di insulti attaccati sul comitato dell’attuale sindaco Marco Venturini, oltre a riferimenti in Messina e Pontboset (Valle d’Aosta) nella stessa cornice di intimidazioni collegate al confronto politico locale.
appendice europea e indicatori sulla sicurezza degli amministratori
Un’appendice del report, curata da Andrea Carboni, analizza anche il fenomeno a livello europeo tramite dati raccolti dalla ONG americana ACLED su tipologie specifiche di intimidazione. Nei dati considerati, l’Italia risulta al primo posto con un divario rispetto a Francia, Grecia e Germania. Il quadro descritto evidenzia un peggioramento delle condizioni di lavoro e sicurezza degli amministratori locali nell’ambito europeo.
personaggi citati nei casi riportati
- Claudio Forleo
- Giulia Migneco
- Pierpaolo Romani
- Andrea Carboni
- Marco Venturini (sindaco di Venezia)
- sindaca di Mirandola (provincia di Modena)
- sindaco di Segrate (Milano)
- assessore ai servizi sociali di Lissone (Mb)
