Paolo Berlusconi incontrò Baiardo e lo mise alla porta per difendere Silvio

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Paolo Berlusconi incontrò Baiardo e lo mise alla porta per difendere Silvio

Un passaggio cruciale nel processo Baiardo arriva dalle dichiarazioni di Paolo Berlusconi a Firenze, con una vicenda che ruota attorno all’incontro del 14 febbraio 2011. Il confronto in aula segna anche un punto formale decisivo: il collegio del Tribunale, presieduto da Anna Favi, ha disposto che Paolo Berlusconi fosse considerato testimone senza le garanzie previste dall’articolo 199 del codice di procedura penale, con l’obbligo quindi di rendere dichiarazioni. Da qui la ricostruzione pubblica dell’episodio e l’aggancio a ulteriori eventi legati alla diffusione della storia negli anni successivi.

paolo berlusconi testimone a firenze nel processo baiardo

La schermaglia tra legali e pubblici ministeri si è chiusa con una decisione del collegio del Tribunale di Firenze, presieduto da Anna Favi. Paolo Berlusconi è stato considerato testimone senza le tutele dell’articolo 199 cpp, scelta che lo ha posto di fronte all’esigenza di rendere dichiarazioni anche in ragione del rapporto familiare con Silvio Berlusconi, indicato come fratello.

La posizione richiamata rispetto a Silvio Berlusconi riguarda un contesto diverso: Silvio Berlusconi risulta già indagato e poi archiviato nell’inchiesta stragi, mentre nel procedimento proprio sul Baiardo non risulta descritto come indagato o imputato.

ricostruzione dell’incontro con baiardo il 14 febbraio 2011

Paolo Berlusconi ha ricostruito in pubblico l’episodio in cui sarebbe avvenuta la conoscenza con Salvatore Baiardo il 14 febbraio 2011. Secondo quanto esposto, l’ex gelataio si sarebbe presentato a Milano agli agenti della scorta del fratello dell’allora presidente del Consiglio, chiedendo di parlare con Paolo Berlusconi.

ammissione in presenza di Paolo berlusconi nonostante i precedenti

Come ricostruito sulla base delle precedenti udienze, Baiardo fu ammesso dagli agenti della scorta: uno degli agenti ha confermato il punto della presenza davanti a Paolo Berlusconi, con la scelta di far entrare Baiardo da solo. La situazione, secondo l’impostazione descritta, avvenne nonostante Baiardo avesse riferito di avere precedenti e nonostante fosse già stato condannato nel 1997 per favoreggiamento semplice dei boss Giuseppe e Filippo Graviano.

Il racconto lega direttamente Baiardo ai vertici mafiosi: si tratta di capimafia del mandamento di Brancaccio arrestati a Milano il 27 gennaio 1994. Successivamente furono condannati anche per le stragi del 1992, quelle in cui morirono i magistrati Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, insieme alla moglie di Falcone, Francesca Morvillo, e agli agenti della scorta.

contesto delle condanne graviano e indagini su silvio berlusconi e marcello dell’utri

Le condanne richiamate riguardano anche le stragi del 1993 nel centro-nord, in cui persero la vita altre 10 persone tra Firenze e Milano. Rispetto a tali episodi, vengono richiamati Silvio Berlusconi e Marcello Dell’Utri: risultano indagati e poi archiviati su richiesta dei pubblici ministeri, per l’ipotesi di un presunto ruolo come mandanti esterni in concorso con i boss, ipotesi indicata come non riscontrata.

dichiarazioni di paolo berlusconi: interruzione della conversazione

Nel dettaglio narrativo riportato, Paolo Berlusconi ha spiegato che, dopo l’uscita dal ristorante, la scorta gli avrebbe riferito la presenza di una persona intenzionata a parlare di questioni relative a mio fratello. Paolo Berlusconi ha dichiarato di non conoscere la persona e di averla fatta salire nel proprio ufficio, ipotizzando di averla incontrata in un faccia a faccia, con un agente di scorta rimasto fuori dalla porta.

Secondo la sua ricostruzione, Baiardo avrebbe comunicato due elementi: l’intento di contattare il fratello e la volontà di riferire cose spiacevoli. Questa combinazione avrebbe portato Paolo Berlusconi a interrompere la conversazione. Nella versione fornita, non ci sarebbe stato alcun rapporto personale, e l’interlocuzione sarebbe durata pochi minuti: l’esponente avrebbe affermato di non avere abitudini di sottostare a ricatti, dichiarando di non sapere se Baiardo avesse davvero una simile intenzione.

La gestione dell’episodio avrebbe previsto: richiamo dell’agente di scorta, accompagnamento fuori dall’ufficio e contatto con l’avvocato Nicolò Ghedini. Paolo Berlusconi ha aggiunto di aver dimenticato la persona dopo l’incontro, mantenendo però memoria dell’episodio.

Nel passaggio successivo, viene riportata la risposta fornita a un giornalista di un quotidiano nazionale: Paolo Berlusconi avrebbe dichiarato di non conoscere Baiardo perché lo aveva scordato. Nel racconto, l’episodio richiamato riguardava una domanda collegata a una data collegata a San Valentino, con un riferimento attribuito a Marco Lillo del Fatto Quotidiano nel 2018. Paolo Berlusconi avrebbe specificato il 14 febbraio 2011 come data corretta, distinguendola dal 14 febbraio indicato nella ricostruzione del giornalista. L’argomentazione posta è che non si sarebbe trattato di una negazione di un fatto vero, per evitare di essere smentito dalla scorta.

telefonata dopo la trasmissione con baiardo e contenuto del messaggio

Paolo Berlusconi ha poi collegato la vicenda anche a una telefonata successiva a una puntata de La7 con la presenza di Baiardo, nel 2023. Nel racconto dell’episodio, il messaggio inviato a Urbano Cairo (nel febbraio 2023) viene indicato come breve e diretto: “Vergognati”.

La puntata richiamata risulta essere quella condotta da Massimo Giletti in Non è l’arena, con la presenza di Baiardo nella sera precedente. Paolo Berlusconi ha sostenuto che, a suo giudizio, si sarebbe trattato di un moto di impeto, e che la ragione dell’indignazione sarebbe stata il tono generale della trasmissione, orientato contro il fratello su elementi ritenuti infondate. Nel quadro descritto, la motivazione non sarebbe stata legata alla persona di Salvatore Baiardo in sé.

personaggi citati nelle dichiarazioni

Anna Favi, Paolo Berlusconi, Silvio Berlusconi, Salvatore Baiardo, Giovanni Falcone, Paolo Borsellino, Francesca Morvillo, Giuseppe Graviano, Filippo Graviano, Marcello Dell’Utri, Nicolò Ghedini, Massimo Giletti, Urbano Cairo, Marco Lillo.

Paolo Berlusconi: “Incontrai Baiardo, voleva dire cose spiacevoli su mio fratello Silvio e così lo misi alla porta”
Categorie: PoliticaCronaca

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