Nuove colonie illegali in Cisgiordania: Netanyahu stanzia centinaia di milioni per l'espansione

• Pubblicato il • 4 min
Nuove colonie illegali in Cisgiordania: Netanyahu stanzia centinaia di milioni per l'espansione

Il governo guidato da Benjamin Netanyahu mira a consolidare, prima del voto fissato entro il 27 ottobre, un percorso già delineato per rafforzare la presenza israeliana nei Territori Occupati. Con l’intensificarsi delle violenze dopo la strage del 7 ottobre, l’attenzione dell’esecutivo si concentra sui dossier percepiti come tra i più osteggiati dalla comunità internazionale. In questo quadro, l’esecutivo ha accelerato l’approvazione di nuove leggi e di stanziamenti destinati a sostenere l’espansione degli insediamenti illegali.

stanziamenti e legalizzazione degli insediamenti illegali oltre la linea del 1967

La direzione politica indicata dall’esecutivo punta a facilitare l’espansione degli insediamenti, in contrasto con gli appelli provenienti dall’Europa e con le sanzioni applicate da un gruppo, per ora limitato, di Paesi. L’iniziativa più rilevante riguarda un’operazione di legalizzazione e finanziamento pubblico di insediamenti illegali collocati oltre i confini del 1967 riconosciuti dall’ONU.

Alcune località considerate rientrano anche in aree descritte come enclave delle aree A e B: zone con controllo esclusivo dell’Autorità Nazionale Palestinese o con gestione mista. Per dare avvio concreto al piano, il Parlamento ha approvato d’urgenza, nelle ultime settimane, lo stanziamento di 100 milioni di shekel (circa 29 milioni di euro), con l’obiettivo di sostenere i passaggi iniziali.

Contestualmente, l’esecutivo sarebbe pronto a imprimere ulteriore accelerazione attraverso un nuovo stanziamento pari a 1 miliardo di shekel (circa 290 milioni di euro). Lo scopo indicato è la creazione e lo sviluppo di avamposti definiti “temporanei” già prima del completamento della loro piena legalizzazione.

corsa contro il tempo e impianto di avamposti non ancora istituiti

L’impostazione descritta delinea una corsa contro il tempo finalizzata alla messa a terra delle fondamenta di un progetto espansionistico e coloniale secondo il diritto internazionale. L’ostilità delle cancellerie europee, almeno sul piano dichiarativo, non sarebbe sufficiente a rallentare l’azione politica, anche perché l’eventuale restituzione di quei territori alla popolazione palestinese richiederebbe, secondo quanto riportato, uno sfollamento di massa difficilmente sostenibile per qualunque esecutivo israeliano.

Nonostante non sia stato pubblicato un elenco ufficiale degli insediamenti interessati, il quotidiano TheMarker avrebbe ricostruito le località che beneficeranno del piano: in totale, 69 siti.

numero di località e criticità amministrative

La ricostruzione evidenzierebbe che molte delle località risultano avamposti non ancora istituiti. In particolare, circa 30 località non disporrebbero del codice speciale assegnato dall’Ufficio Centrale di Statistica una volta approvata la loro istituzione.

Secondo quanto riportato, in complesso, oltre 50 località avrebbero ricevuto l’ok nelle riunioni di gabinetto del 2025 appena sei mesi fa. La bozza prevede anche strumenti di supporto operativi per favorire l’insediamento delle nuove comunità, includendo lo stanziamento di milioni di shekel per i cosiddetti “facilitatori comunitari”, destinati ad accompagnare il gruppo iniziale in ciascuno dei siti temporanei.

altre misure del governo per favorire nuovi insediamenti

La spinta all’espansione illegale non si esaurirebbe negli stanziamenti legati alla legalizzazione e agli avamposti temporanei. In parallelo, nelle settimane precedenti sarebbero stati approvati ulteriori provvedimenti per accelerare la nascita di nuovi insediamenti.

estensione delle agevolazioni fiscali a 58 insediamenti

Tra le misure menzionate figura una legge approvata dalla Knesset che estende le agevolazioni fiscali ad altri 58 insediamenti. Il testo inserirebbe nell’Ordinanza sull’Imposta sui Redditi nuovi criteri pensati per le colonie che si spingono oltre i due chilometri a est della Linea Verde.

L’agevolazione proposta consisterebbe in uno sconto del 7% sull’imposta sul reddito, con un risparmio che potrebbe arrivare fino a 10.000 shekel (circa 2.900 euro) a persona all’anno. Il costo complessivo dell’iniziativa viene indicato in 130 milioni di shekel (circa 38 milioni di euro) ogni anno.

costruzione e pavimentazione di strade di accesso

Un ulteriore passaggio riferito riguarda uno stanziamento approvato a maggio che sarebbe stato pari a 1 miliardo di shekel per la costruzione e la pavimentazione delle strade di accesso ai nuovi insediamenti. L’impostazione descritta evidenzia come l’intervento stradale venga accompagnato da elementi di incentivo, tra cui sgravi fiscali pensati come stimolo all’occupazione.

La costruzione delle infrastrutture viene presentata come parte di un avanzamento del processo legato all’annessione della Cisgiordania, con un’ulteriore funzione di favore verso coloni e sostenitori dell’occupazione in vista delle prossime elezioni.

ruolo di Bezalel Smotrich e obiettivi del governo

Al centro della cornice politica citata compare Bezalel Smotrich, indicato come ministro colono delle Finanze. L’azione dell’esecutivo, sostenuta dalle misure legislative e dagli stanziamenti richiamati, viene collegata all’obiettivo di accelerare lo sviluppo degli insediamenti illegali nei Territori Occupati, anche attraverso strumenti amministrativi e fiscali, con una tempistica legata alla finestra fino al 27 ottobre.

personalità citate

  • Benjamin Netanyahu
  • Bezalel Smotrich
  • TheMarker
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Categorie: PoliticaCronaca

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