Mia nonna magnetica racconta Emanuele Filiberto tra whisky gin e la regina madre d Inghilterra
Un racconto che attraversa ricordi familiari, dettagli quotidiani e snodi storici capaci di restituire il peso delle epoche. L’occasione è la pubblicazione La regina di Maggio. Gli ultimi giorni della Corona, libro in cui Emanuele Filiberto di Savoia raccoglie memorie legate alla sua famiglia e, soprattutto, alla figura della nonna Maria José.
libro “la regina di maggio” ed eredità di famiglia
L’intervista si concentra sull’opera La regina di Maggio. Gli ultimi giorni della Corona: i ricordi di mia nonna sulla fine della Monarchia, presentata come un momento di restituzione e memoria. Emanuele Filiberto precisa che la pubblicazione è dedicata alle proprie figlie, con l’obiettivo di renderle consapevoli della storia della famiglia. Nel contenuto, il filo conduttore resta però la nonna Maria José, descritta attraverso abitudini, atteggiamenti e incontri significativi.
maria josé tra fascino personale e sguardo critico
Maria José viene evocata come una presenza intensa, capace di muovere l’attenzione anche nei gesti più comuni. Tra i tratti ricordati emergono la cura del corpo e dei dettagli, oltre a un modo di pensare energico. Viene raccontata una donna “magnetica”, con mani bellissime, dita lunghe e affusolate, sempre in movimento. Secondo il racconto, tali mani si ritrovavano anche nel gesto quotidiano di intrecciare le dita attorno a una sigaretta, poiché Maria José avrebbe fumato fino alla fine dei suoi giorni.
La narrazione include anche il tempo trascorso con lei: negli incontri nel castello di Merlinge, la domenica o durante l’estate, Emanuele Filiberto ricorda di aver passato molto tempo accanto alla nonna. Quando aveva circa otto anni, iniziò a partecipare a passeggiate dopo pranzo, fino a raggiungere un cottage, descritto come un capanno. Se la nonna era nervosa, si metteva a tagliare la legna; altrimenti sedeva, riposava e si versava un whisky. In alcuni momenti poteva comparire anche un gin, presentato come un vezzo trasmesso da una buona amica, la regina madre del Regno Unito.
maria josé e incontri con figure di rilievo
Nel racconto compare il confronto con personaggi di grande prestigio intellettuale. Emanuele Filiberto afferma che, tra le altre cose, Maria José si confrontava con figure del calibro di Albert Einstein e Marie Curie. Questa dimensione del dialogo rafforza il profilo di una donna che non si limitava alla sfera privata, ma sapeva sostenere il proprio ruolo anche sul piano culturale e mentale.
maria josé e mussolini: il tema della percezione del dissenso
Il ritratto di Maria José include anche l’attenzione riservata da Mussolini. Emanuele Filiberto la descrive come una donna con “una bella testa” e senza timore nell’uso delle proprie opinioni. Viene messo in evidenza il suo senso critico, la capacità di difendere ciò in cui credeva e la determinazione nel portare avanti il proprio punto di vista.
Nel racconto si afferma che Mussolini la ritenne pericolosa fin da subito, al punto da incaricare il capo della polizia di seguirla e intercettarla. A sostenere la ricostruzione, l’episodio narrato mette in scena un momento di disinvoltura e fermezza, che raffigura la nonna mentre entra nell’ufficio del Duce “a passo spedito” senza farsi annunciare.
aneddoti familiari e figura di umberto: dettagli che definiscono un carattere
Accanto agli eventi storici, l’intervista inserisce un aneddoto più intimo legato a una discussione da famiglia. Emanuele Filiberto indica che la storia gli venne raccontata una domenica di settembre, quando aveva 12 anni. Allora, racconta, si ritrovò a discutere con sua madre Marina perché insisteva sull’acquisto di una nuova giacca per l’inizio dell’anno scolastico. Il padre intervenne con la sua opinione, e la nonna pronunciò un giudizio preciso: “Uguale a tuo nonno”.
umberto di savoia e l’ossessione per i dettagli
La figura di Umberto viene descritta attraverso uno stile attento e una ricerca costante dell’unicità. Viene indicato che Umberto era dandy ed esteta, con un’attenzione “spasmodica” per i dettagli. Secondo il racconto, non voleva nulla di già fatto e già visto, compresi i gioielli che, se ereditati, venivano fatti rifare o modificare. Nello stesso spirito, venne raccontato che Umberto aveva deciso di disegnare lui stesso l’abito per la sua sposa.
Tra gli elementi più vividi dell’aneddoto, compare anche la reazione pratica: un abito tanto scomodo avrebbe portato Maria José, secondo quanto riferito, a detestare quella scelta.
dedica e centro del racconto: maria josé
Il libro mantiene una centralità netta su Maria José, presentata come figura capace di unire memoria privata, confronto intellettuale e resistenza di carattere, in un arco di tempo che arriva fino agli ultimi giorni della Corona. La dedica alle figlie rafforza l’idea che la narrazione non sia soltanto ricostruzione storica, ma anche trasmissione di consapevolezza.
Personaggi menzionati:
- Emanuele Filiberto di Savoia
- Maria José
- Marina
- Umberto
- Mussolini
- Albert Einstein
- Marie Curie
- la regina madre del Regno Unito


