Frana niscemi, indagati 4 governatori: il caso e le ricostruzioni

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Frana niscemi, indagati 4 governatori: il caso e le ricostruzioni

Il ministro per la Protezione civile Nello Musumeci ha scelto di non rispondere davanti alla Procura di Gela, nell’ambito dell’inchiesta legata alla frana che lo scorso gennaio ha colpito Niscemi. Il cedimento ha causato il crollo di un costone roccioso e ha trascinato a valle abitazioni, mezzi e decine di immobili. Musumeci, già iscritto nel registro degli indagati insieme ad altre dodici persone, ha presentato una memoria difensiva ai magistrati.

La stessa opzione, nei giorni precedenti, era stata adottata anche dall’attuale governatore della Sicilia Renato Schifani e dall’ex presidente Rosario Crocetta. Risulta invece ancora da ascoltare l’altro ex governatore coinvolto nell’indagine, Raffaele Lombardo.

inchiesta sulla frana a niscemi: facoltà di non rispondere e atti difensivi

Nel quadro dell’indagine, l’intervento dei soggetti coinvolti si è concretizzato attraverso la scelta di non rispondere e la consegna di una memoria difensiva. L’atto risulta rilevante anche sotto il profilo procedurale, poiché l’iscrizione nel registro degli indagati consente agli interessati di partecipare agli accertamenti difensivi e di far valere le proprie ragioni nel corso delle indagini.

pm e procuratore di gela: ricostruzione delle omissioni nel tempo

Le attività investigative sono coordinate dal procuratore di Gela Salvatore Vella e dalla pm Maddalena Guglielmini. L’obiettivo è ricostruire una presunta catena di omissioni che, secondo quanto emerge dalla ricostruzione degli inquirenti, si sarebbe protratta per oltre vent’anni.

Oltre ai quattro presidenti della Regione Siciliana che si sono succeduti nel tempo, nell’area degli accertamenti risultano indagati anche dirigenti e funzionari della Protezione civile regionale e dell’amministrazione siciliana, con competenze che avrebbero riguardato, a vario titolo, la gestione del rischio idrogeologico nell’area interessata.

frana gennaio e responsabilità presunte: tre filoni di indagine

opere di mitigazione non realizzate dopo il 1997

La prima fase dell’inchiesta riguarda la mancata realizzazione delle opere di mitigazione previste dopo il grande evento franoso del 1997. Secondo la Procura, tali interventi avrebbero potuto impedire o quantomeno ridurre gli effetti del nuovo cedimento verificatosi a gennaio.

La contestazione si collega a una vicenda amministrativa che risale alla fine degli anni Novanta: nel 1999 era stato sottoscritto un appalto di circa 12 milioni di euro per opere di consolidamento e messa in sicurezza dell’area. Gli investigatori ritengono che i lavori non siano stati eseguiti e che il contratto con l’associazione temporanea di imprese aggiudicataria si sia poi risolto nel 2010 senza che gli interventi fossero completati.

mancato mantenimento dei sistemi di monitoraggio

La Procura contesta anche il mancato mantenimento dei sistemi di monitoraggio, previsti per controllare l’evoluzione del fenomeno franoso, noto da decenni, con finalità di tutela dei residenti della zona.

gestione delle acque e “zona rossa”

La seconda fase di accertamenti riguarda la gestione delle acque meteoriche e delle acque reflue. Gli esperti le considerano tra le principali cause che avrebbero contribuito all’innesco e all’avanzamento del fronte di frana. In tale ambito, gli investigatori dovranno verificare se siano stati adottati gli interventi necessari per la raccolta e la corretta regimentazione delle acque bianche e nere.

Un terzo filone interessa la cosiddetta “zona rossa”: comprende sia l’area già colpita dal dissesto del 1997 sia le zone individuate successivamente come a rischio molto elevato. La Procura mira a valutare eventuali responsabilità collegate ai mancati sgomberi, alle demolizioni non eseguite, al possibile rilascio di autorizzazioni edilizie e alla mancata applicazione dei divieti di costruzione nelle aree considerate pericolose.

documenti e consulenze: verifica di ritardi, omissioni e interventi mai completati

Per gli inquirenti, il crollo avvenuto a gennaio non sarebbe soltanto l’esito di un evento naturale, ma potrebbe rappresentare l’epilogo di una lunga sequenza di ritardi, omissioni e interventi non completati. Il quadro sarà ricostruito attraverso l’acquisizione di documenti, consulenze tecniche e interrogatori.

indagati di rilievo istituzionale

La presenza tra gli indagati degli ultimi quattro presidenti della Regione Siciliana conferisce all’inchiesta una rilevanza istituzionale particolare. L’iscrizione nel registro degli indagati, allo stato, resta un atto destinato a permettere agli interessati di svolgere le proprie difese e prendere parte agli accertamenti.

Personalità indicate nella vicenda:

  • Nello Musumeci
  • Renato Schifani
  • Rosario Crocetta
  • Raffaele Lombardo
  • Salvatore Vella
  • Maddalena Guglielmini
Frana di Niscemi, Musumeci non risponde ai pm: indagati anche Schifani, Crocetta e Lombardo
Categorie: PoliticaCronaca

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