È morto il cardinale Ruini: il Ruini della politica italiana
Camillo Ruini viene ricordato come una delle figure più influenti della politica italiana, grazie a un ruolo istituzionale prolungato e a un’impronta riconoscibile nel rapporto tra Chiesa e scelte pubbliche. Teologo e uomo di governo, ha guidato per anni settori decisivi della vita ecclesiale, mantenendo al tempo stesso un’attenzione costante alle questioni etiche e al modo in cui il Paese orienta il voto e il dibattito politico.
camillo ruini: ruoli ecclesiali e centralità pubblica
La traiettoria di Ruini si distingue per una serie di incarichi consolidati nel tempo. Dal 1991 al 2008 è stato vicario generale per la diocesi di Roma e, per periodi ancora più lunghi, ha ricoperto ruoli di primo piano anche a livello nazionale: dal 1991 al 2007 ha presieduto la Conferenza episcopale italiana. A questi compiti si aggiunge la funzione di fondatore e presidente del Progetto culturale della Chiesa italiana, per 16 anni, dal 1997 al 2013.
Descrizioni della sua figura sottolineano una spiccata capacità di interpretare il ruolo ecclesiale anche come leva di orientamento pubblico: Ruini è stato autore di interferenze ritenute pressanti nella vita politica, con un’azione che avrebbe cercato di incidere sulle urne e nelle aule parlamentari.
il ruolo nei conclavi e i rapporti con i pontefici
Durante il conclave del 2005, Ruini risulta tra i grandi elettori di Ratzinger. Il legame con Benedetto XVI viene inoltre raccontato come un rapporto di amicizia e sostegno: Ruini, insieme ad altri porporati vicini al Papa tedesco, avrebbe chiesto più volte di cambiare la guida allora affidata al cardinale segretario di Stato, Tarcisio Bertone. La risposta di Ratzinger non sarebbe mai stata quella auspicata.
Da questa frizione avrebbe preso forma anche un giudizio critico attribuito a Ruini sul pontificato di Benedetto XVI, descritto come insidiato dalla scarsa attitudine a governare, con una preoccupazione estesa anche al futuro.
ruini e il dopo razzinger: preferenze e valutazioni
Dopo le dimissioni di Ratzinger, nel 2013, Ruini si trovava in pensione e non era più elettore. In quel contesto avrebbe espresso il proprio gradimento per il cardinale arcivescovo di New York Timothy Michael Dolan. Le valutazioni su Papa Francesco vengono descritte come negative.
Prima del conclave del 2025, il porporato aveva formulato quattro auspici per il futuro della Chiesa dopo Bergoglio: una Chiesa buona e caritatevole, dottrinalmente sicura, governata a norma del diritto e profondamente unita.
le reazioni per l’elezione di leone xiv
Subito dopo la fumata bianca, Ruini avrebbe scelto Il Fatto per comunicare la propria soddisfazione per Prevost, ritenendo che l’elezione di Leone XIV avesse prodotto in fretta un risultato essenziale: riunificare la Chiesa cattolica. Tra i fattori indicati, Ruini richiamava l’accento sulla fede e sulla preghiera, oltre a elementi legati all’abbigliamento liturgico, come stola e mozzetta.
Un altro passaggio collegava l’elezione a un effetto rassicurante: fedeli che sarebbero stati a disagio per aperture dottrinali, vere o presunte, avrebbero trovato conferme. Ruini avrebbe inoltre richiamato le doti personali attribuite a Papa Leone: umiltà e semplicità, fino a una testimonianza di servizio e amore verso il prossimo, con riferimento al lavoro in Perù per i migranti e alla redenzione delle prostitute.
Nello stesso quadro, Ruini parlava di un clima ecclesiale descritto come di gioia e di pace. La fiducia era rivolta al Papa per la sua saggezza e carità di pastore, con l’indicazione che nessun credente potesse sottrarsi al dovere di contribuire. Il riferimento centrale riguardava il recupero e il consolidamento della volontà di sentirsi figli di Dio e figli della Chiesa, uniti a formare il corpo di Cristo con membra diverse ma una sola identità.
Il 10 giugno 2025 Ruini viene indicato come ricevuto in udienza privata da Prevost.
formazione e carriera di ruini nella gerarchia ecclesiastica
Camillo Ruini nasce a Sassuolo il 19 febbraio 1931. Gli studi si svolgono a Roma, presso la Pontificia Università Gregoriana, dove ottiene la licenza in filosofia e teologia, oltre all’Almo Collegio Capranica. Nel 1954 viene ordinato sacerdote.
Nel 1983, Wojtyla lo nomina vescovo ausiliare di Reggio Emilia-Guastalla. Da lì prende avvio l’ascesa: nel 1986 diventa segretario generale della Conferenza episcopale italiana; nel 1991 assume la carica di vicario generale per la diocesi di Roma, presiede la Cei e riceve anche la nomina a cardinale.
Alla guida della Chiesa italiana resta fino al 2007, quando gli succede Angelo Bagnasco, secondo la volontà di Benedetto XVI. L’anno seguente lascia anche l’incarico di vicario generale per la diocesi di Roma, sostituito da Agostino Vallini. In seguito, Ratzinger, che avrebbe avuto grande stima per Ruini, lo richiama in servizio.
incarichi scientifici e commissioni legate a medjugorje e vaticano
Nel 2010 Ruini riceve la presidenza della Commissione internazionale di inchiesta su Medjugorje, istituita presso la Congregazione per la dottrina della fede. L’incarico termina nel 2014, all’inizio del pontificato di Francesco. Sempre nel 2010 gli viene affidata anche la presidenza del Comitato scientifico della Fondazione Vaticana Joseph Ratzinger-Benedetto XVI; la funzione si conclude nel 2015.
anni da emerito e posizioni sui temi etici
Gli anni da emerito vengono descritti come trascorsi nel Pontificio Seminario Romano Minore, con l’assistenza della sua perpetua, Pierina. Di Ruini restano, secondo quanto riportato, prese di posizione nette e costanti, soprattutto in difesa dei cosiddetti “valori non negoziabili”. Le posizioni vengono associate a un’opposizione durissima verso aborto ed eutanasia.
la vicenda di piergiorgio welby e la negazione delle esequie
Nel 2006 Ruini nega le esequie religiose a Piergiorgio Welby. Welby, da anni ammalato di distrofia muscolare, aveva chiesto pubblicamente la sospensione dell’accanimento terapeutico. Ruini avrebbe spiegato la decisione come sofferta, motivata dal fatto che, fino alla fine, la volontà di porre termine alla propria vita sarebbe stata mantenuta lucidamente e consapevolmente. In quelle condizioni, una decisione differente sarebbe risultata impossibile e contraddittoria per la Chiesa, perché avrebbe legittimato un atteggiamento contrario alla legge di Dio.
La scelta sarebbe stata accompagnata dalla consapevolezza di arrecare dolore e turbamento ai familiari e ad altre persone, anche credenti, guidate dalla pietà e dalla solidarietà verso chi soffre, ma con minore percezione del valore di ogni vita umana, di cui la persona malata non può disporre.
referendum sulla legge 40 e posizione su coppie e unioni
L’anno precedente, Ruini avrebbe condotto una battaglia contro i referendum abrogativi legati alla legge 40 sulla fecondazione medicalmente assistita e alla ricerca scientifica sulle cellule staminali. L’indicazione rivolta ai cattolici era quella di disertare le urne per impedire il raggiungimento del quorum. I referendum sarebbero falliti e Ruini avrebbe espresso soddisfazione per la maturità del popolo italiano.
Netta risulta anche la posizione contro il riconoscimento giuridico delle coppie omosessuali e delle coppie di fatto. La motivazione indicata riguarda il rischio di compromettere valore e funzioni della famiglia fondata sul matrimonio e il rispetto dovuto alla vita umana dal concepimento al suo termine naturale.
dal sostegno a prodi al contrasto sui dico
Nel 1969 Ruini avrebbe celebrato il matrimonio tra Romano Prodi e Flavia Franzoni. Ciononostante, nel 2007 si sarebbe schierato contro il disegno di legge, poi ribattezzato Dico, riferito ai diritti e doveri delle persone stabilmente conviventi, finalizzato a creare uno status giuridico per le coppie omosessuali, definito come una sorta di unione civile. Anni dopo, Ruini avrebbe riconosciuto che Prodi era amico, ma avrebbe specificato che non lo era sulle unioni civili: avrebbe dichiarato di aver fermato il progetto e di aver fatto cadere il governo di Prodi.
rapporto con berlusconi e dialogo con salvini
Ruini risulta indicato come molto vicino a Silvio Berlusconi. Avrebbe invitato la Chiesa a dialogare con Matteo Salvini negli anni in cui Bergoglio non avrebbe voluto incontrarlo per le posizioni sui migranti. La linea attribuita a Francesco risulta proseguita durante il pontificato, mentre il 29 agosto 2025 Salvini viene ricevuto in udienza privata da Leone XIV.
valutazione su giorgia meloni
Infine, la valutazione riportata riguarda la prima premier italiana: Ruini avrebbe definito “Meloni governa bene”.
le figure citate nel racconto politico e religioso
Nel quadro delineato emergono numerosi riferimenti personali legati alle dinamiche ecclesiali e alle scelte pubbliche.
- Camillo Ruini
- san Giovanni Paolo II
- Benedetto XVI
- Tarcisio Bertone
- Papa Francesco
- Timothy Michael Dolan
- Leone XIV
- Prevost
- Piergiorgio Welby
- Pierina
- Wojtyla
- Angelo Bagnasco
- Agostino Vallini
- Joseph Ratzinger
- Joseph Ratzinger-Benedetto XVI
- Romano Prodi
- Flavia Franzoni
- Silvio Berlusconi
- Matteo Salvini
- Giorgia Meloni
