Di Capua referente di Vannacci in Campania condannato per favoreggiamento all’avvocato che minacciò Saviano in aula
La nomina di un avvocato come referente campano di Futuro Nazionale accende un acceso dibattito politico e giudiziario. Il riconoscimento ufficiale è arrivato con un comunicato diffuso giovedì mattina, quando l’avvocato Catello Di Capua è stato eletto referente campano del partito. La procedura elettiva, i numeri dell’assemblea regionale e i precedenti legali tornano a essere centrali proprio mentre il partito guarda alla prossima assemblea costituente nazionale.
catello di capua referente campano di futuro nazionale: elezione e voti
L’elezione dell’avvocato Catello Di Capua a referente campano di Futuro Nazionale si è svolta nell’ambito dell’assemblea regionale. I voti ottenuti hanno consolidato la sua posizione: 105 preferenze, contro le 28 di Carmine Angelino, e le 15 attribuite all’ex presidente della commissione regionale anticamorra Carmela Rescigno.
La nomina si inserisce in vista della prossima assemblea costituente nazionale del partito del generale Vannacci, prevista per 12 e 13 giugno. L’elezione, quindi, diventa un passaggio rilevante nella fase organizzativa che precede l’appuntamento nazionale.
nomina contestata: difese legali nel contesto dei casalesi e condanna per favoreggiamento
La scelta di Di Capua come referente campano è oggetto di discussione a causa dei precedenti professionali e giudiziari richiamati. In passato, l’avvocato è stato indicato come difensore di numerosi pentiti riconducibili al clan dei Casalesi. Tra i nomi menzionati compare Carmine Schiavone, cugino di Francesco, indicato con l’appellativo ‘Sandokan’.
Un ulteriore punto critico riguarda una condanna che, secondo quanto riportato, nel 2014 è divenuta definitiva in Cassazione. La pena indicata è di due anni per favoreggiamento, maturata al termine di un’inchiesta e di un processo in cui l’accusa era collegata alla presunta divulgazione di verbali coperti da segreto a un assistito.
michele santanastaso e le contestazioni su verbali secretati
Nel racconto delle vicende richiamate, l’assistito interessato dall’imputazione sarebbe stato l’avvocato Michele Santanastaso. La contestazione ruoterebbe attorno all’ipotesi che Di Capua abbia “spifferato” alcuni atti secretati, con l’effetto di fornire elementi utili all’obiettivo difensivo o comunque a incidere sulle indagini in corso.
robusto riferimento ai casalesi: saviano e capacchione citati nella cornice delle minacce aggravate
La ricostruzione include anche un passaggio riguardante un nome noto legato al tema delle minacce mafiose. È citata la figura di Roberto Saviano, presentato come destinatario di tutela per le ragioni connesse al contesto criminale. La fonte descrive infatti una condanna definitiva che coinvolgerebbe Roberto Saviano e il boss dei Casalesi Francesco Bidognetti per minacce aggravate dal metodo mafioso.
Nella ricostruzione sono richiamati anche Rosaria Capacchione e la lettura del ‘proclama’ durante la celebrazione del processo di appello ‘Spartacus’. Questo elemento appare collegato alle motivazioni citate nella descrizione dei fatti che coinvolgono Di Capua.
motivazioni della condanna e incarichi difensivi: dichiarazioni di martucci e presunta elusione delle indagini
Le motivazioni della condanna menzionata descrivono un presunto ruolo di Di Capua nel favorire la capacità di un legale, o comunque di un soggetto collegato alla vicenda, di sottrarsi alle verifiche investigative. In particolare, secondo il capo di imputazione riportato, l’avvocato avrebbe aiutato Santanastaso a eludere le indagini della Dda di Napoli.
Il testo riporta che, nel quadro della contestazione, sarebbe stato rivelato a Michele Santanastaso un insieme di elementi: “tempi, modalità di assunzione e contenuto delle dichiarazioni” rese dal collaboratore di giustizia Armando Martucci. Di Capua, indicato nel racconto come difensore, viene descritto come parte attiva in un contesto in cui avrebbe operato anche d’ufficio.
riabilitazione e percorsi amministrativi: riabilitazione nel 2017 e incarichi successivi
Nonostante la condanna richiamata, la ricostruzione segnala che nel 2017 Di Capua avrebbe ottenuto la riabilitazione. Il riferimento descritto nel testo lo collega alla posizione assunta nel tempo, con l’affermazione di essere “vittima di un errore giudiziario” capace di “devastare” lui e la famiglia, accompagnata dall’avvio dell’iter di revisione del processo.
Sul versante politico-amministrativo, nel 2021 Di Capua si sarebbe candidato sindaco ad Agerola con la lista Agerola nel cuore, raccogliendo il 29% dei consensi. Successivamente, risulta che si sia dimesso da consigliere comunale tre anni dopo.
commissione dell’educandato santissima trinità a vico equense: incarico gratuito e reintegro
Nel medesimo periodo, Di Capua sarebbe stato nominato dal ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara commissario dell’ex Educandato della Santissima Trinità nel comune di Vico Equense. L’incarico è indicato come svolto a titolo gratuito. L’anno successivo, l’avvicendamento sarebbe stato disposto, ma Di Capua avrebbe poi vinto un ricorso al Tar e ottenuto il reintegro.
principali nomi citati nella vicenda
- Catello Di Capua
- Carmine Angelino
- Carmela Rescigno
- Vannacci
- Carmine Schiavone
- Francesco ‘Sandokan’
- Michele Santanastaso
- Roberto Saviano
- Rosaria Capacchione
- Francesco Bidognetti
- Armando Martucci
- Giuseppe Valditara
