Costa sul ddl caccia, pichetto fratin contrario ma senza spiegazioni

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Costa sul ddl caccia, pichetto fratin contrario ma senza spiegazioni

Sullo sfondo dell’imminente approvazione del disegno di legge Malan, l’opinione espressa da Sergio Costa si concentra su un insieme di aspetti normativi che, a suo avviso, incidono in modo profondo sulla tutela della fauna e sul contrasto alle condotte illegali. Il generale di Corpo d’armata dei carabinieri, che ha maturato un’esperienza pluridecennale nei reati ambientali, collega la riforma a un possibile allontanamento dai principi costituzionali e dalle indicazioni scientifiche, oltre che a un impianto sanzionatorio considerato sbilanciato. Nel confronto politico, il nodo principale diventa quindi il significato della tutela della biodiversità e la compatibilità del testo con le direttive europee sulla conservazione della natura.

sergio costa: “oltre la soglia della legalità” e tutela della biodiversità

Sergio Costa afferma che il provvedimento introdurrebbe un orientamento “oltre la soglia della legalità”, sostenendo che i bracconieri ne trarrebbero vantaggio. Il punto centrale della sua posizione riguarda la convinzione che la tutela della biodiversità non si eserciti uccidendo. Secondo la sua ricostruzione, il ddl introdurrebbe un principio che collega il prelievo venatorio alla tutela della biodiversità, attribuendo ai cacciatori un ruolo operativo dentro questo schema.

articolo 9 della costituzione e ruolo della scienza

Secondo Costa, l’interpretazione proposta dal disegno di legge ribalterebbe il significato costituzionale dell’articolo 9. Il ragionamento presentato parte dall’idea che quel riferimento valoriale e costituzionale sia connesso alle indicazioni della scienza, mentre il testo finirebbe per orientare la disciplina in direzione opposta.

parere scientifico: da vincolante a consultivo

Un passaggio rilevante riguarda la valutazione degli organi scientifici. Costa sostiene che il parere degli scienziati e il parere di ISPRA passerebbero da vincolanti a consultivi. A suo dire, questa scelta comporterebbe un passo indietro verso la componente scientifica e, parallelamente, un avanzamento verso chi pratica l’attività venatoria. Nel quadro descritto, l’impianto risulterebbe quindi incompatibile con l’impostazione che considera la scienza come punto di riferimento.

contrasto al bracconaggio: sanzioni ridotte e deroghe

Nel merito delle misure di contrasto, Costa afferma che il ddl non conterrebbe elementi sostanziali efficaci contro le attività illegali. Il suo giudizio si concentra su un quadro di indulgenza nei confronti del bracconaggio: secondo quanto riportato, le sanzioni sarebbero ridotte in un contesto caratterizzato da continue deroghe all’attività venatoria concesse ogni anno.

sanzioni contro chi protesta e “segnale” politico

Un altro aspetto evidenziato riguarda la previsione di sanzioni per chi protesta. Costa mette in relazione due elementi del testo: la riduzione del rigore verso le condotte di bracconaggio e la risposta punitiva verso chi si oppone alle scelte sulla fauna e sulla natura. L’effetto complessivo, nella lettura proposta, configurerebbe un messaggio chiaro: “buffetto” al bracconiere e “pugno sul mento” a chi difende animali e ambiente.

iniziative contro il ddl: richiesta al presidente e contestazione dell’incostituzionalità

Per rispondere al contrasto sul testo, Costa dichiara di aver attivato una serie di iniziative. Tra le azioni indicate: una richiesta indirizzata al presidente della Repubblica, l’esortazione ai senatori di fermare il ddl e la sollevazione di una questione di incostituzionalità.

Il ragionamento proposto lega la tutela della biodiversità all’analisi scientifica. Nel quadro descritto, quando la scienza viene posta in secondo piano, ne deriverebbe un ritorno a logiche considerate superate, definite come un approdo “al Medioevo”.

procedure d’infrazione: direttiva habitat e direttiva uccelli

Costa sostiene inoltre che l’orientamento del centrodestra avrebbe un impatto diretto sulle principali norme europee per la conservazione della natura. Nel suo racconto, la direttiva Habitat e la direttiva Uccelli rappresenterebbero i riferimenti chiave messi in discussione.

richiamo della commissione europea e possibile apertura di infrazione

Secondo Costa, il governo avrebbe “nascosto” il richiamo della Commissione europea. Se il Parlamento approverà la riforma, l’esito considerato più probabile sarebbe l’apertura di una procedura d’infrazione. Pur riconoscendo che l’iter sarebbe lungo, il focus del ragionamento politico resta sulla scansione temporale e sul possibile vantaggio elettorale legato all’approvazione del testo prima delle fasi successive.

Nella descrizione fornita, nel 2027 si arriverebbe già al voto, con la prospettiva che l’elettorato di riferimento di Lega e Fratelli d’Italia risulterebbe soddisfatto dell’obiettivo raggiunto sulla caccia. Il quadro viene presentato come una costruzione finalizzata a conseguire un risultato politico nel breve periodo.

forza italia, pichetto fratin e livello di opposizione

All’interno della maggioranza, Costa rileva un malumore che coinvolgerebbe in particolare Forza Italia. Il punto evidenziato riguarda una soglia di “tolleranza culturale” che, nella prospettiva riportata, inizierebbe a essere superata. Costa sottolinea che la firma del testo sarebbe attribuita a Fratelli d’Italia, con un forte appoggio della Lega, mentre in Commissione il centrodestra avrebbe votato in modo compatto.

richiesta di voto contrario e “voce” pubblica

Nel ragionamento proposto, se Forza Italia non fosse d’accordo con il testo, emergerebbe il tema della mancanza di un voto contrario o di una presa di posizione pubblica. Costa collega questa circostanza a una spiegazione non resa, sostenendo che, in assenza di dissenso formale, il gruppo risulterebbe parte del percorso deliberativo.

pichetto fratin: richiesta informale di alzare il livello di opposizione

Riguardo al ministro Pichetto Fratin, Costa afferma di sapere che lo stesso avrebbe chiesto, in modo informale, in Senato di alzare il livello di opposizione al disegno di legge. Nel racconto, questa presa d’attenzione nascerebbe dalla consapevolezza che la riforma supererebbe la soglia citata in precedenza. Per Costa, resterebbe però il problema del mancato confronto pubblico sulla contrarietà.

punti della riforma: richiami vivi, aziende faunistico-venatorie e periodi di caccia

Secondo Costa, tutti gli articoli del ddl sarebbero ispirati al principio da lui descritto all’inizio. Tra i punti citati, viene indicata la possibilità di liberalizzare i richiami vivi, con l’idea di permettere la cattura in natura di quantità stabilite in base a scelte del testo, favorendo secondo la sua lettura bracconaggio e traffico illecito di avifauna.

aziende faunistico-venatorie: durata e modalità

Un altro elemento riportato riguarda la possibilità, nelle aziende faunistico-venatorie, di esercitare la caccia per 12 mesi. Costa collega questo aspetto a un insieme di condizioni considerate critiche.

periodi riproduttivi e luoghi della caccia

La riforma, come indicato, consentirebbe anche la possibilità di sparare nei periodi di accoppiamento e nidificazione. Viene poi citata la possibilità di attività venatoria anche in spiagge e parchi. Costa aggiunge che una parte dei cacciatori sarebbe contraria al testo e afferma che, secondo la sua lettura, l’area favorevole risulterebbe composta da una fascia ampia che non includerebbe esclusivamente pratiche regolari, arrivando a includere anche soggetti che definisce bracconieri, i quali con la legge non verrebbero considerati tali.

se il ddl passa: cancellazione al governo e referendum abrogativo

Se la riforma venisse approvata, Costa dichiara che, con un’ipotesi di governo, la priorità sarebbe cancellarla. A suo dire, l’obiettivo non sarebbe demonizzare i cacciatori, ma introdurre misura e limitare quella che definisce come un’iniziativa interpretata come favore elettorale.

Nel quadro futuro prospettato, Costa segnala anche la possibilità che l’approvazione generi una reazione collettiva tramite la raccolta firme per un referendum abrogativo. Per la sua posizione, un eventuale sostegno a tale percorso sarebbe senza esitazioni.

personalità citata

Nel racconto dei fatti e nelle iniziative richiamate compare una sola figura di riferimento:

  • sergio costa
“Ddl caccia? Un’aberrazione che va fermata. Pichetto Fratin è contrario ma tace”: l’intervista all’ex ministro Costa
Categorie: PoliticaCronaca

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