Caporalato, csm contro lincarico di emiliano in senato e richiesta di rientro in toga

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Caporalato, csm contro lincarico di emiliano in senato e richiesta di rientro in toga

Il futuro professionale di Michele Emiliano torna al centro del dibattito istituzionale: il Consiglio superiore della magistratura è chiamato a decidere se l’ex governatore pugliese potrà assumere un incarico come consulente al Senato in vista di un seggio in Parlamento con il Pd, oppure se dovrà rientrare in magistratura dopo oltre ventidue anni lontano dalla toga. Il passaggio è delicato perché ruota attorno a un’esigenza concreta: stabilire se una collocazione esterna all’ordinamento giudiziario risponda o meno all’interesse dell’amministrazione della giustizia.

michele emiliano e il nodo sul rientro in magistratura

Emiliano è pm in aspettativa dal 2004. La lunga pausa si intreccia con la sua attività politico-istituzionale: prima come sindaco di bari, poi alla guida della regione puglia. La Regione è stata lasciata a gennaio a Antonio Decaro, che però non ha previsto per Emiliano né un posto nel consiglio regionale né un incarico come assessore.

Con la conclusione dell’esperienza politica, per Emiliano si è delineato lo scenario del rientro in magistratura. La legge anti-porte girevoli viene indicata come non applicabile nel suo caso perché sarebbe entrata in vigore dopo l’ultima elezione. Nei tentativi precedenti, il Csm ha già respinto più volte richieste di Decaro volte a includere Emiliano in ambito regionale, ad esempio come consigliere giuridico o collaboratore sul dossier Ilva.

csm e decisione sull’incarico al senato

Lo sbocco attuale nasce da un impulso interno al Parlamento: la commissione d’inchiesta sul lavoro del senato, presieduta da Tino Magni (Avs), ha chiesto di nominare Emiliano consulente per il contrasto al caporalato. La proposta arriva però in una fase in cui il Csm si muove con posizioni non allineate.

terza commissione csm: proposta a favore dell’incarico

All’interno della terza commissione del csm si registrano orientamenti differenti, con due iniziative contrapposte. La prima, sostenuta dai quattro consiglieri togati, punta ad autorizzare l’incarico. La motivazione si fonda sull’idea che l’esperienza in Senato sarebbe coerente con l’interesse della giustizia, come previsto dalla circolare di riferimento, in quanto contribuirebbe all’acquisizione di competenze considerate utili per il lavoro di magistrato.

terza commissione csm: proposta contraria e contestazioni

Di segno opposto risulta la proposta sostenuta da isabella bertolini e daniela bianchini, consigliere laiche in quota FdI. Nel documento presentato come minoranza viene contestato innanzitutto il requisito richiamato per giustificare l’incarico: l’argomentazione sostiene che l’attività non permetterebbe a Emiliano di restituire alla giurisdizione l’esperienza maturata. Il ragionamento si collega anche alla tempistica: alla fine della legislatura, la figura risulterebbe vicina ai settant’anni, indicati come età di pensione obbligatoria per le toghe.

Le contestazioni investono anche la dimensione delle competenze specifiche. Nelle loro valutazioni viene riportato che, nel corso dell’audizione al csm, Emiliano avrebbe dichiarato di non essersi occupato di caporalato durante l’attività di pm. Inoltre viene sottolineato che la commissione parlamentare si avvale già di una consulente magistrato chiamata a svolgere un incarico analogo.

richiesta di respingere l’istanza e ricollocare Emiliano

Alla luce di queste considerazioni, Bertolini e Bianchini chiedono di respinge­re l’istanza, deliberando il ricollocamento in ruolo di Emiliano come giudice del tribunale di benevento, sede che risulterebbe essere stata indicata dallo stesso interessato. Le motivazioni includono l’obiettivo di non compromettere il prestigio dell’ordine giudiziario, richiamando un precedente citato nel merito, quello dell’ex deputata Pd donatella ferranti, rientrata in cassazione dopo due mandati parlamentari.

oggi la parola decisiva del csm

La fase finale è affidata al Csm: l’organo di autogoverno deve scegliere tra le due proposte opposte uscite dalla terza commissione. La decisione riguarda un punto centrale: stabilire se un passaggio come consulente al Senato risulti compatibile con le prescrizioni che richiedono un collegamento reale con l’interesse dell’amministrazione della giustizia oppure se debba prevalere l’ipotesi del ritorno in ruolo in magistratura.

figure coinvolte nel procedimento

Nel quadro istituzionale descritto compaiono diversi protagonisti:

  • Michele Emiliano
  • Antonio Decaro
  • Tino Magni
  • Isabella Bertolini
  • Daniela Bianchini
  • Donatella Ferranti
Consulente al Senato o giudice a Benevento? Il Csm vota sul futuro di Emiliano. E la destra lo rivuole in toga
Categorie: PoliticaCronaca

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