Agrigento al ballottaggio: richieste di arresto e centrodestra in difficoltà
Ad Agrigento, città dei natali di Luigi Pirandello, la campagna elettorale per il ballottaggio si è trasformata rapidamente in un intreccio teso e rumoroso. Tra inchieste giudiziarie, apparati politici messi in discussione e polemiche legate a una proposta di legge sulla cannabis, le mosse dei candidati si alternano a colpi di scena capaci di cambiare il ritmo della competizione.
richiesta di arresto e indagini: il caso che scuote agrigento
A pochi giorni dal voto arriva il passaggio più delicato: la procura di Caltanissetta ha formulato una richiesta di arresto per il deputato regionale di Forza Italia Riccardo Gallo. L’accusa riguarda corruzione in relazione ad appalti e incarichi, attribuiti alla moglie e a uomini di fiducia, nell’ambito di un’indagine che coinvolge il Cefpas (Centro per la formazione del personale del servizio sanitario).
La notizia produce immediati contraccolpi sul fronte del centrodestra. Il candidato sindaco Dino Alonge, sostenuto da Forza Italia, Fratelli d’Italia e Mpa, si trova a gestire un quadro elettorale già complicato dopo la batosta del primo turno.
altri indagati nel cerchio politico: sponsor e alleati sotto pressione
La vicenda giudiziaria si allarga e interessa figure vicine agli equilibri che hanno sostenuto l’area politica di riferimento. Oltre a Riccardo Gallo, risultano coinvolti altri nomi con procedimenti per reati diversi.
Tra i principali riferimenti emerge che il parlamentare nazionale di Fratelli d’Italia Calogero Pisano è indagato per truffa e peculato, nell’ambito di un’indagine sull’uso di fondi regionali e comunali destinati a eventi culturali. Sul fronte Mpa, il deputato regionale Roberto Di Mauro è invece coinvolto in un’inchiesta della Procura di Agrigento su un giro di tangenti nelle pubbliche forniture, inclusi i lavori per la nuova rete idrica della città.
Nel complesso, il quadro pesa sugli assetti del candidato Alonge, descrivendo un “tridente” politico che viene azzoppato da sviluppi giudiziari.
centrodestra diviso e ballottaggio: il primo tempo si chiude con un rischio
La situazione elettorale, prima della fase decisiva, era già stata definita disastrosa per la leadership principale del centrodestra. Al primo turno, nelle giornate del 24 e 25 maggio, il candidato di riferimento ha corso vicino al colpo del KO. Le liste collegate hanno sfiorato il 60% dei consensi, ma una parte significativa di voti risulta essere stata persa, lasciando Alonge in seconda posizione.
Determinante il voto disgiunto, descritto come particolarmente alto, che ha spinto al ballottaggio Michele Sondano, candidato di ControCorrente con sostegno anche di Pd e M5s.
Nel tentativo di rafforzare la coesione cittadina, Alonge ha puntato sulla ricompattazione del centrodestra. Il tentativo ha coinvolto anche riferimenti interni al campo politico, con Lega e Dc schierate inizialmente per un altro candidato, indicato come Luigi Gentile, ex deputato regionale. L’obiettivo di ricompattamento è però risultato inutile.
mosse di lungo periodo e accordi rapidi: la ricerca di una sintesi politica
Dopo la difficoltà nel ricomporre il fronte, Alonge ha avviato un tentativo di accordo con il candidato civico Giuseppe Di Rosa. Il percorso viene descritto come breve: un corteggiamento iniziale e un successivo divorzio seguiti da un cambiamento di posizione.
Di Rosa, dopo aver attaccato per mesi i partiti che sostenevano Alonge e l’amministrazione uscente, avrebbe modificato la propria linea. È stato delineato un’intesa con l’indicazione di un possibile ruolo: la promessa di essere nominato vicesindaco. La motivazione pubblica sarebbe stata collegata a un rapporto preesistente, sintetizzato in una dichiarazione con un parallelismo calcistico, in cui Di Rosa ha affermato che anche “grandi calciatori di serie A” avrebbero potuto passare “dal Milan all’Inter”.
Nonostante l’inserimento nella lista degli assessori di Alonge, pochi minuti dopo l’ex candidato civico si sarebbe ritirato. La motivazione addotta riguardava presunti insulti ricevuti dal candidato Sodano nei corridoi del Comune. Il testo segnala comunque che il nome di Di Rosa sarebbe rimasto tra quelli della squadra consegnata ufficialmente in Municipio.
attacchi sul tema cannabis: la campagna entra nella dinamica nazionale
Nel passaggio successivo, la campagna locale riceve un impulso “dall’esterno”. A intervenire è il parlamentare nazionale Manlio Messina, descritto come figura pronta a sostenere l’urgenza delle polemiche durante il ballottaggio.
Con un video sui social, Messina attacca in modo esteso Sodano, la sua giunta e il fondatore di ControCorrente, indicato come Ismaele La Vardera. Nel contenuto delle accuse, Messina richiama il fatto che Sodano, quando era deputato, avrebbe presentato una proposta di legge per legalizzare la cannabis in Italia. L’argomentazione prosegue citando l’ipotesi di un legame economico legato all’acquisto di azioni di un’azienda canadese operante nella cannabis sanitaria, con l’obiettivo di contestare un possibile conflitto di interessi.
La campagna accusatoria include anche materiali descritti come creati con intelligenza artificiale: immagini raffiguranti La Vardera in una Valle dei Templi con piante di marijuana. Messina aggiunge inoltre riferimenti a parenti di alcuni assessori designati da Sodano, citando presunti problemi con la giustizia e legami con politici democristiani.
chi è manlio messina e perché interrompe la promessa di rivelazioni
Nel racconto emerge che Messina è stato un deputato nazionale ed ex assessore regionale legato a Nello Musumeci. A fine luglio del 2025 avrebbe lasciato Fratelli d’Italia senza fornire dettagli sulle ragioni. Dopo tale scelta, nell’aprile precedente, aveva annunciato una conferenza stampa con l’idea di spiegare “la verità” sul proprio addio a Giorgia Meloni. L’annuncio, secondo quanto riportato, aveva generato aspettative, ma sarebbe stato annullato, con la motivazione: “niente rivelazioni per non aiutare la sinistra”.
Messina torna quindi a farsi presente nella campagna elettorale di Agrigento.
replica di sodano: proposta sulla cannabis, mafia e autocoltivazione
Michele Sodano risponde alle contestazioni definendole una “macchina del fango ad orologeria” attribuita a Messina. La replica si sviluppa punto per punto, riprendendo anche elementi collegati alla proposta di legge sulla cannabis.
Tra i passaggi richiamati, Sodano sostiene che la propria proposta fosse supportata dalla Direzione Investigativa Antimafia e che prevedesse l’autocoltivazione, ossia la possibilità di coltivare in casa, secondo l’osservazione che questo avvenga in altri Paesi.
La linea difensiva si concentra anche sul tema degli effetti economici: la legge, secondo Sodano, non potrebbe agevolare l’azienda canadese citata nelle accuse. L’affondo conclusivo richiama l’idea di intimidazioni: “Avete provato ad intimidirci, ad aprire i nostri armadi. Se è questo quello che avete trovato, vi apriamo pure i nostri cassetti”.
voto e consiglio comunale: maggioranza al centrodestra e possibile svolta
Il confronto arriva così in un clima carico di polemiche. Lunedì sarà reso noto il nome del nuovo sindaco di Agrigento. La ricostruzione elettorale del primo turno descrive una dinamica definita “a metà”: da un lato una forte spinta al voto disgiunto, dall’altro l’affidamento della maggioranza del consiglio comunale al centrodestra, con 19 consiglieri su 24.
I più votati risultano essere assessori uscenti e attuali consiglieri comunali, protagonisti degli ultimi cinque anni di amministrazione. Resta aperta la lettura del segnale: si attende di capire se l’esito del primo turno porterà all’elezione del primo sindaco di centrosinistra ad Agrigento oppure se il centrodestra manterrà la storica posizione di roccaforte.
Personaggi citati: Riccardo Gallo, Dino Alonge, Calogero Pisano, Roberto Di Mauro, Michele Sondano, Giuseppe Di Rosa, Luigi Gentile, Manlio Messina, Ismaele La Vardera, Nello Musumeci, Giorgia Meloni.
