Accordo con l iran di trump e monito sul nucleare sarà l inferno

• Pubblicato il • 6 min
Accordo con l iran di trump e monito sul nucleare sarà l inferno

Al vertice G7 di Evian, la questione Iran ha acceso il confronto con parole nette e smentite dirette. Il presidente statunitense Donald Trump ha presentato l’intesa con Teheran come un accordo solido, definendo “ridicole” le indiscrezioni che riguarderebbero investimenti fino a 300 miliardi di dollari. A fare da contrappeso, sono arrivati anche avvertimenti al governo iraniano sul nucleare, insieme a indicazioni operative su impianti e rotte marittime.

accordo usa-iran a evian: trump lo definisce “giusto” e replica alle indiscrezioni

Nel corso dell’incontro al G7 di Evian, il presidente americano ha ribadito che l’intesa con l’Iran è un accordo giusto, un buon accordo e un grande accordo. Trump ha inoltre smentito le voci secondo cui Washington sarebbe pronta a investire fino a 300 miliardi di dollari nella Repubblica islamica, qualificando quelle notizie come ridicole.

Trump ha anche dichiarato la volontà di rendere pubblico, entro un paio di giorni, il testo integrale del memorandum. L’intenzione espressa mira a ridurre il rischio di interpretazioni distorte, lasciando intendere che la pubblicazione possa avvenire con un’esposizione diretta davanti alle telecamere.

documento dell’intesa: “cornice formale”, pubblicazione e invio al congresso

Parlando a margine del vertice in Francia durante un incontro con il presidente degli Emirati Arabi Uniti Mohamed bin Zayed Al Nahyan, Trump ha spiegato di voler predisporre una cornice formale per la divulgazione del documento. “Non ho alcun problema a pubblicarlo”, ha affermato, insistendo sul contenuto centrale che, secondo la sua lettura, garantirebbe che l’Iran non avrà mai un’arma nucleare.

Il presidente americano ha inoltre indicato la possibilità di convocare una conferenza stampa per illustrare il testo “parola per parola”. In parallelo, ha annunciato l’invio del documento al Congresso per una revisione.

riapertura di hormuz: senza pedaggi e minacce collegate al passaggio navale

Un’ulteriore indicazione riguarda il controllo dello Stretto di Hormuz. Trump ha annunciato che lo Stretto sarà completamente riaperto a partire da venerdì, giorno previsto per la firma dell’intesa a Ginevra.

Per le navi che attraverseranno la rotta, il presidente ha sottolineato l’assenza di pedaggi. Sul fronte operativo, ha aggiunto che l’Iran sta rimuovendo le mine in quel momento, collegando quindi la riapertura a misure di sicurezza in mare.

monito nucleare a teheran: “tutto l’inferno gli cadrà addosso”

Parallelamente alle rassicurazioni operative su Hormuz, Trump ha rilanciato il messaggio di pressione sul nucleare. Il presidente ha avvertito Teheran con parole di forte intensità: “tutto l’inferno gli cadrà addosso” qualora l’Iran provasse ad avere un’arma nucleare.

Nel chiarire ulteriori ragioni legate alla richiesta statunitense di accesso all’uranio iraniano arricchito, Trump ha parlato di una motivazione definita psicologica. Ha indicato che, secondo quanto sostenuto dagli Stati Uniti, soltanto Cina e Stati Uniti avrebbero le attrezzature necessarie per estrarre il materiale, aggiungendo che “l’intera montagna è crollata”.

Trump ha poi affrontato l’obiezione sulla reale utilità della materia prima, spiegando che, nella sua visione, il desiderio di ottenerla agirebbe anche sul piano delle percezioni.

teheran risponde e segnala: revoca del blocco navale usa

Dal lato iraniano, il vice ministro degli Esteri Majid Takht-Ravanchi ha dichiarato che gli Stati Uniti avrebbero rimosso il blocco navale imposto per circa due mesi sui porti iraniani in vista della firma del memorandum d’intesa. Secondo quanto riportato, la revoca sarebbe avvenuta prima della firma formale.

Takht-Ravanchi ha affermato che la revoca era stata segnalata fin dall’inizio e che il blocco è stato revocato prima dell’accordo formale. Inoltre, i media iraniani avevano già comunicato che tre petroliere e due navi con beni essenziali avevano superato il blocco navale.

libano e cessazione della guerra: messaggi dal principale negoziatore iraniano

Il principale negoziatore iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf, dopo un colloquio con il presidente del Parlamento libanese Nabih Berri, ha richiamato la necessità di far cessare il conflitto su tutti i fronti, includendo il Libano.

Secondo quanto riferito dall’agenzia iraniana Mehr, Nabih Berri avrebbe inoltre chiesto il ritiro delle truppe israeliane dal Libano.

deroghe sanzioni e incentivi economici: petrolio, servizi e limiti sui fondi congelati

La componente economica dell’intesa prevede un allentamento immediato delle misure restrittive legate al commercio. Fonti informate citate dal Wall Street Journal indicano che, dopo la firma, gli Stati Uniti consentiranno all’Iran di riprendere immediatamente le esportazioni di petrolio e carburanti. L’incentivo è presentato come un passaggio rilevante per consolidare la tregua e proseguire i negoziati.

Le deroghe alle sanzioni, secondo le fonti, comprenderebbero anche i servizi necessari a facilitare le esportazioni. Tra questi rientrerebbero operazioni bancarie, assicurative e trasporto marittimo. Il Wsj evidenzia che si tratterebbe di una delle concessioni più significative concesse finora da Washington all’Iran.

Un alto funzionario statunitense ha precisato che l’allentamento immediato riguarderà solo il commercio petrolifero. Un alleggerimento più ampio delle sanzioni dipenderebbe dal rispetto degli impegni richiesti dagli Stati Uniti, inclusa la riapertura di Hormuz e i progressi sul programma nucleare.

Nel quadro descritto, Teheran non avrebbe invece accesso immediato ai miliardi di dollari di fondi congelati all’estero.

segnali operativi: nave iraniana verso golfo dell’oman secondo united against nuclear iran

Un potenziale primo effetto dell’accordo sarebbe emerso nelle ore successive. United Against Nuclear Iran ha riferito che una superpetroliera iraniana carica di greggio ha lasciato il porto di Chabahar e sta navigando nel Golfo dell’Oman con il transponder acceso, circostanza indicata come non verificata dalla partenza del blocco navale statunitense.

timori israeliani: 60 giorni di negoziati e rischio di accelerazione nucleare

Da Israele emergono preoccupazioni legate alla finestra temporale dell’intesa. Secondo le informazioni riferite da Channel 12, citando alti funzionari del governo israeliano, l’Iran potrebbe sfruttare i 60 giorni di negoziati previsti per avanzare sul programma nucleare e puntare verso la costruzione dell’arma.

La valutazione riportata dall’emittente sostiene che il leader supremo Mojtaba Khamenei non intenderebbe raggiungere un accordo finale sul nucleare. Il memorandum di intesa, nella lettura riferita, sarebbe stato approvato principalmente per aprire lo Stretto di Hormuz e alleviare la situazione economica del regime.

Ufficiali della Difesa israeliana avrebbero segnalato che Teheran tenderebbe a trascinare il processo, trasformando i 60 giorni di trattativa in tempi più lunghi. Un’ulteriore fonte ha aggiunto che sarebbe inatteso un approccio in cui l’Iran non usi “tutti i suoi sforzi e trucchi” per accorciare la svolta sul nucleare, impiegando la copertura dei negoziati.

personaggi citati e ruoli istituzionali presenti nella narrazione

  • Donald Trump, presidente degli Stati Uniti
  • Mohamed bin Zayed Al Nahyan, presidente degli Emirati Arabi Uniti
  • Majid Takht-Ravanchi, vice ministro degli Esteri di Teheran
  • Mohammad Bagher Ghalibaf, principale negoziatore iraniano
  • Nabih Berri, presidente del Parlamento libanese
  • Mojtaba Khamenei, leader supremo
Categorie: PoliticaCronaca

Per te