Abortisti alla camera dei deputati fontana autorizza e saluta il convegno
Un incontro a Montecitorio ha riunito esponenti della rete antiaborto per denunciare presunte forme di censura legate al dibattito pubblico e per contestare l’impatto di una normativa europea sul mondo digitale. La cornice istituzionale della Sala della Regina è stata utilizzata per dare spazio a interventi e messaggi centrati sulla libertà di espressione, sull’identità familiare e sul rifiuto delle politiche considerate favorevoli all’interruzione di gravidanza.
il grande bavaglio a monte citorio: contesto e obiettivi
L’evento intitolato “il grande bavaglio” si è tenuto il 28 maggio nella Sala della Regina della Camera dei deputati italiana, su invito dell’associazione Pro Vita e Famiglia. All’arrivo dei partecipanti è stato dato il saluto del presidente leghista della Camera Lorenzo Fontana. Lo scopo dichiarato dell’iniziativa è la denuncia di una presunta censura rivolta a chi sostiene che “l’unica famiglia è quella naturale”, che la vita va difesa dal concepimento fino alla morte naturale” e che critica “l’industria abortista”.
Nel corso della manifestazione sono stati presentati anche elementi legati a una critica più ampia alla gestione dei contenuti online, con richiami alla cosiddetta dittatura del politically correct. Il messaggio istituzionale, letto in sala, ha rafforzato l’idea secondo cui le istituzioni debbano assicurare spazi di libertà per l’espressione delle opinioni, inclusa la possibilità di confrontarsi con posizioni diverse.
ospiti e relatori: nomi, ruoli e interventi
La presenza di figure internazionali ha caratterizzato la composizione dell’evento, con interventi che hanno toccato temi di bioetica, diritto e libertà di parola. Tra gli ospiti è stata indicata l’influencer olandese e rappresentante della rete Maga in Europa Eva Vlaardingerbroek. È stata inoltre citata l’attivista pro-life Livia Tossici-Bolt, condannata nel Regno Unito per avere violato la zona cuscinetto vicino alle cliniche per l’aborto. Un ruolo ulteriore è stato attribuito ad Adina Portaru, esponente di Alliance Defending Freedom, nota per campagne contro l’interruzione di gravidanza.
protagonisti politici in sala: interventi e posizioni
Tra i riferimenti politici in sala, l’eurodeputato di Fratelli d’Italia Paolo Inselvini risulta tra i relatori. Ha preso la parola anche la consigliera regionale del Lazio Chiara Iannarelli (Fdi) e l’assessora regionale Simona Baldassarre (Lega). Gli interventi hanno incluso richiami a concetti come la famiglia come fondamento sociale e la difesa della vita dal concepimento fino alla morte naturale, oltre a temi di educazione e identità.
messaggio del presidente della camera letto in sala
Il saluto istituzionale del presidente della Camera, in quanto terza carica dello Stato, è stato letto da Antonio Brandi, presidente di Pro Vita e Famiglia. Nel messaggio si è sottolineato che le istituzioni hanno il compito di garantire adeguati spazi di libertà per esprimere il pensiero senza condizionamenti e che il confronto, soprattutto con opinioni differenti, rappresenta un’opportunità di crescita e arricchimento.
Partecipanti citati:
- Eva Vlaardingerbroek
- Livia Tossici-Bolt
- Adina Portaru
- Paolo Inselvini
- Chiara Iannarelli
- Simona Baldassarre
- Antonio Brandi
- Simona Baldassarre
presidenza della camera: prassi istituzionale e gestione della sala
La presidenza della Camera ha indicato che l’invio di messaggi in occasioni di questo tipo rientra in una prassi istituzionale, mentre non risulterebbero note tutte le persone che avrebbero preso parola nell’evento. È stato inoltre specificato che lo svolgimento dell’incontro non è stato seguito direttamente. È stato richiamato che il presidente non invia messaggi a ogni iniziativa tenuta a Montecitorio e che la concessione della Sala della Regina avviene su autorizzazione dello stesso presidente.
Per quanto riguarda la richiesta di disponibilità della sala, Pro Vita e Famiglia ha dichiarato di avere inoltrato una prenotazione alla presidenza della Camera dei deputati.
fontana e pro vita e famiglia: legami politici e culturali
Lorenzo Fontana era presidente nel 2019 e in quel periodo, allora ministro per la Famiglia, sarebbe stato tra i principali sponsor del Congresso mondiale delle famiglie di Verona. Nel novembre 2022, con la nomina alla presidenza della Camera, Pro Vita e Famiglia aveva espresso apprezzamento collegandolo alle “battaglie politiche e culturali” considerate affini all’associazione.
Nel quadro descritto, la libertà di parola viene richiamata da diverse realtà pro-life e di area politica conservatrice come leva per promuovere pubblicamente posizioni antiabortiste e conservatrici su diritti civili, bioetica e immigrazione. È stato riportato, ad esempio, che Eva Vlaardingerbroek avrebbe evocato Charlie Kirk, ucciso negli Stati Uniti nel 2025, presentandolo come caso legato alla libertà di espressione.
digital services act e libertà di espressione online
Nel mirino dell’incontro è finito anche il Digital Services Act (DSA), normativa dell’Unione Europea sui servizi digitali intermediari. L’obiettivo indicato è rafforzare le responsabilità delle grandi piattaforme e dei motori di ricerca, istituendo un sistema comune di vigilanza e sanzioni. Adina Portaru ha collegato il DSA alla tutela della libertà di espressione online, definendolo come una delle minacce più gravi a tale libertà nel mondo occidentale contemporaneo.
Portaru è stata descritta come senior counsel di Alliance Defending Freedom (ADF), filiale di Alliance Defending Freedom International. L’organizzazione è presentata come conservatrice cristiana e attiva nell’assistenza legale, con campagne volte a limitare l’accesso all’aborto.
alliance defending freedom: roe v. wade, buffer zones e campagne
Nel contesto riportato, ADF avrebbe avuto un ruolo centrale nell’annullamento della sentenza Roe v. Wade, che garantiva negli Stati Uniti un diritto costituzionale all’interruzione volontaria di gravidanza. ADF risulta anche associata alla difesa di Livia Tossici-Bolt, condannata per avere violato le “buffer zones”, cioè zone cuscinetto attorno alle cliniche per aborti, mentre sosteneva una protesta con un cartello con la scritta “Here to talk, if you want”.
Tossici-Bolt fa parte di 40 Days for Life, una campagna internazionale anti-aborto che effettua veglie di preghiera fuori da ospedali e consultori.
temi politici: vita, famiglia, ideologia di genere e transizioni
Nel corso del dibattito, Paolo Inselvini ha sostenuto che sarebbero state “dimenticate le basi della vita”. Secondo quanto riportato, tali basi includono il rispetto della famiglia come prima cellula fondante della società e della civiltà, la difesa della vita dal concepimento fino alla morte naturale, la libertà di educazione e la difesa non solo dell’identità cattolica e cristiana, ma della fede.
Per quanto riguarda la cornice politica internazionale, Inselvini a Bruxelles siede con European Conservatives and Reformists. È stato indicato che il gruppo era promotore del “VII Transatlantic Summit” tenutosi a febbraio nel Parlamento Europeo a Bruxelles. L’evento, secondo quanto riportato, è stato organizzato dalla Political Network for Values (PNfV), descritta come piattaforma di lobbying che collega attori e organizzazioni di estrema destra a livello globale, con agenda orientata a imporre valori cristiano-conservatori.
La PNfV risulta descritta come contraria ai diritti delle persone LGBTQ+, all’aborto e all’eutanasia, e promotrice della teoria complottista della “grande sostituzione”. È stato riportato che Inselvini ha partecipato al summit insieme a Carlo Fidanza.
partecipanti citati al summit: Lucy Akello
Tra i partecipanti al summit viene menzionata Lucy Akello, parlamentare ugandese, indicata come contributrice all’approvazione di una legge che prevede l’ergastolo e la pena di morte come pena massima per l’omosessualità in Uganda.
interventi su scuola e identità: dichiarazioni di iannarelli e baldassarre
Accanto a Inselvini, nel dibattito ha preso la parola Maria Chiara Iannarelli, consigliera regionale del Lazio, che ha parlato di “ideologia gender” e di transizioni di genere pericolose e affrettate che avverrebbero nelle scuole. A sostegno di questa linea si è aggiunta Simona Baldassarre, la quale ha affermato che, se si sostenesse che “i bambini nascono da una mamma e un papà”, si verrebbe accusati di essere politicamente scorretti.
