Ábalos condannato a 24 anni: l’Excel delle mazzette e la villa a Madrid
Dal palcoscenico della politica fino all’ombra di una rete di interessi, la vicenda giudiziaria che ha coinvolto José Luis Ábalos si sviluppa lungo più passaggi: l’ascesa, la caduta e la ricostruzione di presunte dinamiche corruttive legate agli appalti sanitari durante l’emergenza Covid-19. La Corte Suprema spagnola ha pronunciato una condanna severa, delineando un quadro in cui entrano in gioco accuse di associazione a delinquere, corruzione, malversazione e traffico di influenze. Nel centro della ricostruzione emerge anche la figura di un collaboratore storico, insieme a un imprenditore che, secondo quanto riconosciuto dal Tribunale, avrebbe contribuito a svelare il meccanismo.
condanna Ábalos: 24 anni e 3 mesi per corruzione legata al covid
José Luis Ábalos, ex ministro dei Trasporti e figura tra gli artefici del ritorno di Pedro Sánchez alla guida del Psoe nel 2017, è stato condannato a 24 anni e 3 mesi di carcere. Le responsabilità contestate riguardano associazione a delinquere, corruzione, malversazione e traffico di influenze. La sentenza si collega anche alle vicende politiche che hanno preceduto e accompagnato il periodo di governo, tra cui la mozione di sfiducia del 2018 che rovesciò Mariano Rajoy.
condanne nel processo: Koldo García e Víctor de Aldama
Nel quadro sanzionatorio rientra anche Koldo García, indicato come storico collaboratore di Ábalos, condannato a 19 anni e 8 mesi di carcere. La Corte ha inoltre disposto una pena più lieve per Víctor de Aldama, considerato il “faccendiere” del gruppo: per lui la condanna è di 4 anni e mezzo. La differenza di trattamento viene collegata al fatto che l’imprenditore avrebbe deciso di parlare e avrebbe spiegato ai magistrati come funzionasse il sistema delle tangenti.
sentenza e focus documentale: l’excel “mascarillas” come prova chiave
Le motivazioni della Corte Suprema non si limitano a riferire accuse e presunti vantaggi; al centro viene posta la definizione di una “organizzazione criminale” ricostruita in modo dettagliato. Secondo quanto emerge, il documento che più pesa nella decisione giudiziaria è un file Excel chiamato “mascarillas”, rinvenuto nel computer di Aldama e creato il 26 marzo 2020, durante le fasi iniziali dell’emergenza Covid-19 e delle operazioni di acquisto di milioni di mascherine.
“mascarillas” come libro mastro della corruzione
Nel foglio di lavoro, descritto dai giudici come un libro mastro della corruzione, risultano presenti costi logistici, stime di profitto, spese di trasporto e soprattutto le quote da distribuire ai partecipanti dell’operazione. Due voci sono indicate come particolarmente rilevanti per gli investigatori: “EL GRAN 2.000.000” e “GOBLINS 500.000 – CASA”.
nomi in codice identificati e corrispondenze accertate
Durante il processo, Aldama avrebbe spiegato in aula che “El Gran” stava per “el Gran Jefe”, cioè “il Grande capo”, identificato in Ábalos. Per quanto riguarda “Goblins”, la spiegazione collega la dicitura a García. La Corte ritiene credibile questa lettura perché gli altri nomi in codice presenti nel file, tra cui “Israel”, “Juan Carlos” e “Íñigo”, sarebbero stati identificati e ricondotti effettivamente a imprenditori coinvolti nelle operazioni.
accordo corruttivo: prova del patto più che del pagamento
Anche se Aldama avrebbe affermato di aver consegnato nel corso del 2020 ad Ábalos e García oltre 2 milioni di euro in contanti, il Tribunale riconosce che non esistono prove patrimoniali o documentali sufficienti a certificare quel trasferimento. La rilevanza del file, per i giudici, non riguarda soltanto il presunto pagamento: nelle motivazioni viene sostenuto che l’Excel sarebbe la prova dell’esistenza dell’accordo corruttivo, dimostrando la richiesta da parte degli altri due coimputati tramite l’inclusione delle cifre nell’intesa esistente tra i tre.
Secondo la ricostruzione della Corte, il documento non fotografa quindi l’avvenuto pagamento, ma il patto. La sentenza lo interpreta come evidenza della spartizione dei profitti già nelle primissime settimane dell’operazione.
metadati, coerenza economica e riscontro contabile
La Corte dedica diverse pagine per spiegare perché l’Excel non possa essere considerato un appunto casuale o un’invenzione attribuibile ad Aldama. I metadati evidenzierebbero che il file fu creato il 26 marzo 2020 nelle fasi iniziali dell’affare e aggiornato fino a pochi giorni dopo la conclusione dell’ultimo contratto pubblico. Le informazioni sui costi logistici, sui voli cargo, sulle dogane e sui margini di profitto risulterebbero coerenti con la documentazione contabile acquisita e con gli accertamenti fiscali. Anche il volume d’affari stimato, pari a circa 60 milioni di euro, sarebbe compatibile con i dati ricostruiti dagli inquirenti.
La sentenza ritiene provata anche l’esistenza di un flusso costante di denaro destinato alle spese fisse di Ábalos: secondo le motivazioni, Aldama avrebbe versato 10.000 euro al mese per sostenere il gruppo e garantire benefici all’ex ministro.
credito occulto e appartamento di lusso: il caso del Paseo de la Castellana
Uno degli episodi più articolati nella ricostruzione riguarda un appartamento di lusso situato al numero 164 del Paseo de la Castellana, tra i viali più esclusivi di Madrid. Il 24 aprile 2019 Ábalos e Aldama sottoscrivono un contratto di affitto con opzione di acquisto, valido fino al 14 febbraio 2024. L’accordo prevede un canone annuo di 30.000 euro e la possibilità per l’ex ministro di acquistare l’immobile per 750.000 euro, con detrazione dal prezzo delle somme già versate come affitto.
mancato utilizzo e rivalutazione dell’immobile
Secondo la Corte, Ábalos non occupò mai l’appartamento e non pagò nemmeno una rata del canone. Una perizia stimerebbe che nel 2019 il valore dell’immobile era di 1.442.914,68 euro, cioè il doppio del prezzo concordato. Per i giudici, l’operazione risulterebbe costruita per garantire ad Ábalos futuri pagamenti illeciti, come se si trattasse di un credito occulto collegato alle commissioni che l’ex ministro avrebbe ottenuto in cambio dei favori dal ministero dei Trasporti.
assunzione di favore: Jessica Rodríguez e ruolo formale senza attività
La sentenza dedica un capitolo anche a Jessica Rodríguez, compagna di Ábalos all’epoca dei fatti. La Corte descrive quella che ritiene un’assunzione di favore all’interno di società pubbliche dipendenti dal ministero dei Trasporti. La ricostruzione dei giudici è precisa: il 26 febbraio 2019 Rodríguez si presenterebbe a un colloquio, riceverebbe un computer aziendale e verrebbe formalmente assunta. Da quel momento non tornerebbe più in ufficio, continuando però a percepire lo stipendio.
Secondo il Tribunale, non risulterebbe alcuna prova che abbia svolto attività lavorativa. Al contrario, testimoni e documenti interni indicherebbero che la presenza fosse puramente formale e finalizzata a garantire un beneficio economico all’entourage del ministro.
personaggi e figure citate nella ricostruzione
José Luis Ábalos, Koldo García, Víctor de Aldama, Pedro Sánchez, Mariano Rajoy, Jessica Rodríguez, Israel, Juan Carlos, Íñigo.
