Ue boccia ddl caccia governo meloni nasconde la lettera

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Ue boccia ddl caccia governo meloni nasconde la lettera

Una nota riservata della Commissione europea è emersa e ha acceso un nuovo confronto politico e istituzionale sul disegno di legge che riforma la caccia. A Bruxelles, tramite la Direzione generale Ambiente, vengono evidenziati rischi di incompatibilità con le norme dell’Unione: con la possibile conseguenza, per l’Italia, di arrivare sotto procedura d’infrazione.

nota della commissione europea sul ddl malan e rischio procedura d’infrazione

La Commissione europea ha scritto al Mase per segnalare che le modifiche proposte potrebbero entrare in conflitto con la normativa Ue. Nel documento vengono richiamate la direttiva habitat e la direttiva uccelli, con rilievi che, in sostanza, indicano la presenza di criticità giuridiche legate al progetto di riforma.

Le osservazioni di Bruxelles sottolineano che le modifiche proposte sollevano preoccupazioni. Questo quadro viene collegato, sul piano nazionale, alla possibilità concreta di un esito sfavorevole sul fronte degli impegni comunitari e al rischio di conseguenze formali per lo Stato italiano.

ddl malan e iter parlamentare: tempi lenti e rinvio al senato

Secondo la ricostruzione che emerge, la riforma sarebbe stata affrontata con lentezza nell’iter legislativo. Il testo, infatti, è destinato a riapprodare nelle commissioni parlamentari il 13 maggio.

Il confronto riguarda anche la percezione del ruolo politico interno: la riforma viene descritta come un progetto collegato alla maggioranza, mentre l’azione dell’Unione viene indicata come un freno al processo decisionale.

approvazioni nelle commissioni ambiente e agricoltura al senato riunite

Nel frattempo, l’iter avrebbe registrato una fase decisiva: la prima approvazione nelle commissioni ambiente e agricoltura al Senato riunite sarebbe avvenuta nella giornata indicata dal testo di riferimento, con la conseguente mancata comunicazione della nota da parte del sottosegretario al ministero dell’Agricoltura Patrizio La Pietra.

contestazioni delle associazioni: punti critici e preoccupazioni su norme e controlli

La contestazione più ampia ruota attorno alle proposte ritenute in contrasto con gli orientamenti europei. Le associazioni chiamate in causa indicano una lunga serie di elementi percepiti come problematici, descrivendo il quadro come una bocciatura sostanziale delle linee principali del provvedimento.

estensione dell’attività venatoria e criticità durante riproduzione e ibernazione

Le osservazioni riportate nel documento europeo riguardano, tra gli altri aspetti, l’estensione dell’attività venatoria oltre i limiti stabiliti per legge, oltre alla presenza di spari nella stagione di riproduzione e ibernazione. La combinazione di tali fattori viene presentata come una delle ragioni di allarme evidenziate da Bruxelles.

controlli e distinzione tra esemplari allevati e catturati in natura

Un’altra area di criticità riguarda la confusione nei controlli per quanto concerne l’avifauna, con riferimento alla distinzione tra esemplari allevati ed esemplari catturati in natura.

ispra e pareri: depotenziamento e trasformazione in ruolo non vincolante

Nel quadro descritto, viene richiamato anche il depotenziamento di Ispra: il parere non sarebbe più vincolante, ma solo consultivo. Questo elemento viene indicato come un passaggio rilevante rispetto al bilanciamento tra decisioni legislative e indicazioni tecnico-scientifiche.

caccia in deroga e contrasto con parere scientifico

Altri rilievi riguardano la caccia in deroga, descritta come possibilità che potrebbe essere adottata anche in contrasto con il parere scientifico. Il punto viene presentato come particolarmente sensibile sul piano della compatibilità con i presupposti di tutela richiamati a livello europeo.

calendari regionali e limiti ai tribunali amministrativi

Viene segnalata anche una trasformazione che inciderebbe sulle garanzie previste sui calendari regionali, con un riferimento all’indebolimento dei tribunali amministrativi rispetto a tale materia.

dispositivi ottici e optoelettronici e liberalizzazione dei richiami vivi

Tra le ulteriori criticità elencate compaiono l’uso di dispositivi ottici e optoelettronici e una possibile liberalizzazione dei richiami vivi. Le conseguenze prospettate riguardano l’aumento del bracconaggio e del traffico illecito di avifauna, indicati come rischi connessi alle modifiche normative.

emendamenti di maggioranza e risposta delle associazioni

Le associazioni citate affermano che, nonostante i rilievi europei, il governo non avrebbe dato evidenza della nota e non avrebbe tenuto conto delle osservazioni. Il testo sottolinea che l’iter è proseguito fino all’approvazione iniziale nelle commissioni.

Vengono inoltre menzionati numerosi emendamenti presentati dalla maggioranza, descritti come finalizzati a fare ulteriori concessioni alle lobby venatorie e a una parte delle associazioni agricole che mirerebbero a valorizzare la caccia anche come leva economica. In parallelo, vengono indicate come respinte le modifiche migliorative avanzate dall’opposizione.

richiesta di stop e cancellazione delle norme censurate

Le associazioni chiedono lo stop immediato del provvedimento e la cancellazione delle norme contestate dalla Commissione europea, prima che il Parlamento approvi una legge considerata illegittima e potenzialmente dannosa.

Nel testo viene richiamata anche la circostanza che l’intervento europeo sarebbe avvenuto prima dell’entrata in vigore della legge, elemento descritto come non usuale e come conferma della gravità delle criticità legate al contenuto del disegno di legge.

In sintesi, il documento richiama la necessità di evitare un percorso legislativo che possa esporre l’Italia a nuove procedure d’infrazione e a costi legati a eventuali sanzioni, con l’ipotesi di ricadute sui cittadini.

associazioni citate: osservazioni e richiesta di intervento

Le associazioni che intervengono nella ricostruzione e nella richiesta di stop al provvedimento sono:

  • Enpa
  • Lac
  • Lav
  • Legambiente
  • Lipu
  • Wwf Italia
Ddl caccia, l’Ue boccia la riforma della destra ma il governo Meloni nasconde la lettera: “Conflitti con direttive comunitarie”
Categorie: PoliticaCronaca

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