Strage di capaci, fischi e urla contro il governo fuori la mafia stato
Palermo ha dedicato una giornata di memoria intensa alla strage di Capaci e ai suoi tragici protagonisti, ricreando un’atmosfera solenne scandita da silenzi, slogan e partecipazione corale. A 34 anni dall’uccisione di Giovanni Falcone, Francesca Morvillo e degli agenti della scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro, centinaia di persone si sono ritrovate in via Notarbartolo, sotto la magnolia di fronte all’abitazione del giudice, insieme a una presenza che ha richiamato cittadini da ogni parte d’Italia.
memoria a capaci: minuto di silenzio e partecipazione da tutta italia
Il momento centrale della commemorazione è stato segnato da un minuto di silenzio, collocato tra i fischi e le urla, richiamato dal trombettiere della polizia alle 17.55. In quell’intervallo e nei momenti che lo hanno preceduto e seguito, la città ha fatto sentire con forza la richiesta di espellere la criminalità organizzata dallo spazio pubblico, attraverso la frase “Fuori la mafia dallo Stato”.
Un’altra componente della memoria è arrivata dalle letture dei nomi delle vittime della strage di Capaci e di via D’Amelio: a pronunciarli quest’anno sono stati ragazzi. La scelta ha dato continuità al rito collettivo, ponendo l’accento sul ruolo delle nuove generazioni nella trasmissione del ricordo.
corteo e slogan: “fuori la mafia dallo stato” tra polemiche e richieste di unità
Prima e dopo il minuto di silenzio, un corteo organizzato da Agende rosse, Cgil, Casa memoria Felicia e Peppino Impastato, Centro studi Paolo e Rita Borsellino e Our Voice ha attraversato le vie del centro. Durante il percorso, i manifestanti hanno gridato a lungo le stesse parole pronunciate in occasione dei funerali di Falcone e degli uomini della scorta, facendo riecheggiare la richiesta: “Fuori la mafia dallo Stato”.
La presenza nel capoluogo siciliano della presidente della Commissione nazionale antimafia, Chiara Colosimo, e dei ministri dell’Interno Matteo Piantedosi, della Giustizia Carlo Nordio, della Cultura Alessandro Giuli e dello Sport Andrea Abodi ha alimentato una polemica legata ai toni della manifestazione.
striscione e intervento di maria falcone per riportare la calma
Alcuni partecipanti hanno esposto uno striscione con la scritta: “Fuori la mafia dallo Stato fascista”. A stemperare la tensione è intervenuta Maria Falcone, sorella del magistrato, invitando a orientare il momento al ricordo delle vittime. Le sue parole hanno sottolineato che, nel giorno della commemorazione di Giovanni, Francesca e degli uomini della scorta, il clima avrebbe dovuto restare centrato su pianto e preghiera, senza lasciare spazio alle polemiche.
Maria Falcone ha inoltre richiamato l’idea di un’appartenenza collettiva: “Giovanni è nostro” e, secondo quanto riferito nel suo intervento, la memoria rappresenterebbe un riferimento comune per l’intero Paese. Ha poi aggiunto che dietro di sé erano presenti i ragazzi che avevano letto i nomi delle vittime, indicandoli come segno della partecipazione nazionale alle cause considerate fondamentali.
bandiere, gesti e proposte spontanee sul luogo della commemorazione
Sotto l’albero sono state presenti bandiere della Cisl, della Palestina, ragazzi scout e numerose associazioni sportive. Diverse famiglie hanno portato con sé i figli per deporre un disegno, un fiore o un segno come forma di partecipazione silenziosa.
Prima della fine della manifestazione, sul palco sono saliti anche un gruppo di giovani che ha tenuto un comizio spontaneo.
convegno “falcone e borsellino, la verità oltre la mafia” al teatro “massimo”
Nella stessa cornice della memoria cittadina, nel tardo pomeriggio, un’altra parte di Palermo ha partecipato al convegno al teatro “Massimo” dal titolo “Falcone e Borsellino, la verità oltre la mafia”. L’iniziativa è stata organizzata dalla rivista “Antimafia Duemila” con l’obiettivo di ascoltare le testimonianze degli intervenuti.
interventi e temi: segreti delle stragi e “armadi della vergogna”
Nel corso dell’incontro sono intervenuti Salvatore Borsellino, Luigi Li Gotti e Saverio Lodato. Ha preso la parola anche il senatore Roberto Scarpinato, che ha parlato di “armadi della vergogna dove il potere tiene celati i segreti delle stragi”.
personalità citate durante la commemorazione e il convegno
Sono stati menzionati i seguenti nomi, presenti nelle diverse fasi della giornata:
- Giovanni Falcone
- Francesca Morvillo
- Vito Schifani
- Rocco Dicillo
- Antonio Montinaro
- Chiara Colosimo
- Matteo Piantedosi
- Carlo Nordio
- Alessandro Giuli
- Andrea Abodi
- Maria Falcone
- Salvatore Borsellino
- Luigi Li Gotti
- Saverio Lodato
- Roberto Scarpinato
