Stambecco a rischio: centrodestra apre alla caccia della specie protetta
Lo stambecco, oggi simbolo del Parco valdostano e specie sopravvissuta grazie a passaggi storici legati ai Savoia e alla creazione di aree protette, torna al centro di un acceso confronto politico. Da elemento quasi estinto nell’Ottocento, lo stambecco è passato a una fase di ripresa numerica, restando però geneticamente fragile. Nel frattempo, il centrodestra unito ha approvato misure che aprono la strada alla possibilità di cacciare anche questa specie, inserendola tra quelle cacciabili nell’ambito di una riforma della normativa sulla fauna selvatica.
stambecco e caccia: la decisione apre la possibilità di abbatterlo
Lo stambecco viene indicato come una specie con una storia di forte recupero: dopo essere stato praticamente estinto già nell’Ottocento, sarebbe stato salvato e rilanciato dal progetto di tutela legato ai Savoia, con un ruolo attribuito sia alla riserva reale istituita nel 1836, sia alla nascita del Parco Nazionale del Gran Paradiso. Da poche decine di esemplari, secondo le ricostruzioni riportate, la popolazione si sarebbe riprodotta fino a raggiungere oggi una consistenza significativa, pur mantenendo un profilo di salute accompagnato da una fragilità genetica.
Nonostante questo quadro, viene richiamata la scelta politica di procedere con modifiche che prevedono l’inclusione dello stambecco tra le specie cacciabili. La mossa viene presentata come un passaggio concreto: tramite l’approvazione di uno degli ultimi emendamenti collegati al ddl Malan, la riforma della legge 157/92 arriverebbe a un passaggio successivo, con l’approdo in Aula previsto dopo il lavoro delle commissioni competenti del Senato, Ambiente e Agricoltura.
ddl malan e riforma della legge 157/92: modifiche approvate e prossimo passaggio in aula
Le decisioni descritte vengono ricondotte a una serie di interventi considerati parte di un pacchetto complessivo collegato al ddl Malan. Il testo, nella ricostruzione riportata, sarebbe composto da ulteriori modifiche oltre all’inserimento dello stambecco tra le specie cacciabili.
Viene inoltre segnalata una posizione critica espressa dalle istituzioni europee. Secondo quanto riportato, la commissione Ue lo scorso dicembre avrebbe inviato una lettera per manifestare preoccupazioni sul provvedimento. La stessa fonte viene associata all’accusa secondo cui il governo Meloni avrebbe tenuto nascosta la comunicazione.
emendamento sullo stambecco: inserimento tra le specie cacciabili
Per quanto riguarda la specifica modifica, viene indicato che nel disegno di legge n.1552, nella versione finale emendata, risulterebbe aggiunta la specie cacciabile stambecco, che fino a quel momento sarebbe stata particolarmente protetta grazie ai passaggi storici collegati ai Savoia e alla costruzione delle aree di tutela.
Nel dettaglio, la ricostruzione riporta un ordine di grandezza per la presenza attuale sul versante italiano delle Alpi: circa 15mila individui. In parallelo, viene richiamata l’esistenza di altre modifiche che riguardano specie protette.
oca selvatica, lupo e quadro delle specie: altre cancellazioni e nuove inclusioni
Oltre allo stambecco, la riforma viene associata anche all’introduzione tra le specie cacciabili della rara oca selvatica, indicata come oggi protetta. Nello stesso contesto viene riportato che il lupo verrebbe cancellato dall’elenco delle specie particolarmente protette.
misure sulla caccia: giorni, luoghi e tecniche ampliano la pressione venatoria
Il pacchetto di interventi non viene descritto come limitato al solo elenco delle specie, ma come un insieme di misure che riguardano modalità, luoghi e strumenti della caccia. Tra gli elementi segnalati figurano l’apertura della caccia nelle foreste demaniali e la presenza dei cacciatori nel demanio marittimo.
Vengono citati anche altri aspetti: la massima mobilità regionale dei cacciatori per le specie migratrici, l’apertura dell’attività venatoria nei valichi montani e sui terreni innevati. La riforma viene inoltre collegata all’introduzione della caccia da natanti a remi e all’autorizzazione dei sistemi di puntamento con modalità di conversione o amplificazione della luce residua, indicati come proibiti dalla Convenzione di Berna.
valutazioni critiche riportate: pressione venatoria considerata insostenibile
Il senso complessivo delle modifiche viene descritto, nella ricostruzione riportata, come un’espansione di giorni, modalità e luoghi destinati alla caccia. L’obiettivo attribuito a questa dinamica sarebbe quello di ottenere un impatto che, secondo la critica riportata, risultarebbe assolutamente insostenibile per gli ecosistemi naturali e agricoli.
La posizione associata alla valutazione critica considera non migliorabile il testo, descrivendolo come uno scenario che non salvaguarderebbe il patrimonio faunistico, con l’indicazione che mammiferi e uccelli selvatici verrebbero messi sotto una pressione considerata eccessiva.
numeri e tutela: lo stambecco come simbolo e come specie al centro della riforma
Il ruolo dello stambecco viene legato alla sua rinascita: la ripresa dopo la fase di quasi estinzione, la trasformazione in simbolo del Parco valdostano e la condizione attuale descritta come buona sul piano della consistenza, ma delicata sul piano genetico. In questo quadro, l’inserimento tra le specie cacciabili rappresenta il punto di frizione principale della proposta.
personaggi e istituzioni citate
- Carlo Felice
- Vittorio Emanuele II
- Meloni
- Lac
- commissione Ue
- Lega
- Fratelli d’Italia
- Forza Italia
- senato
