Secret service: spari alla casa bianca, 21enne ucciso durante lintervento
Un pomeriggio segnato dal panico ha attraversato la Casa Bianca: colpi d’arma da fuoco esplosi vicino al perimetro della residenza presidenziale hanno innescato un lockdown immediato e una risposta rapidissima delle forze dell’ordine. L’episodio ha provocato la morte di Nasir Best e ha lasciato ferita anche una persona che si trovava nelle vicinanze, ricoverata in ospedale in condizioni gravi. Le fasi concitate si sono intrecciate con l’assenza del presidente dalle zone esterne, impegnato tutto il giorno con i propri consiglieri sul fronte dell’accordo con l’Iran.
sparatoria alla Casa Bianca: attimi di terrore e lockdown
La segnalazione dell’allarme è arrivata intorno alle 18.10. In quel momento alcuni giornalisti erano in diretta dai giardini della Casa Bianca quando sono stati uditi decine di colpi. Il lockdown è scattato immediatamente e i cronisti sono stati fatti rientrare nella briefing room per trovare riparo.
Dentro il perimetro della residenza, gli agenti del Secret Service hanno avviato senza indugi le procedure di messa in sicurezza e risposta all’emergenza. Contemporaneamente è intervenuta anche l’azione di coordinamento dell’Fbi, con un comunicato riportato dal capo dell’Fbi Kash Patel: “Siamo sul posto e stiamo offrendo aiuto”.
nasir best: pregressi scontri con il secret service e arresti nel 2025
Secondo quanto riportato dai media, l’uomo che ha aperto il fuoco, Nasir Best, presentava disturbi mentali ed era noto alla polizia di Washington. L’arma utilizzata è stata recuperata dalla polizia: un revolver con cui l’aggressore ha colpito.
episodi precedenti vicino alla Casa Bianca nel 2025
Nel giugno 2025 Best avrebbe bloccato una corsia d’accesso alla Casa Bianca. Dopo aver dichiarato di essere “Dio”, sarebbe stato fermato dal Secret Service e ricoverato presso l’Istituto Psichiatrico di Washington per una valutazione, secondo quanto riferito da una fonte.
Nel luglio 2025, Best sarebbe stato arrestato nuovamente dal Secret Service dopo un tentativo di entrare in un vialetto del complesso della Casa Bianca. In quell’occasione, secondo la ricostruzione, un giudice avrebbe emesso un’ordinanza che imponeva al sospettato di tenersi lontano dalla Casa Bianca.
indagini e profili online: dichiarazioni sui social e timori sulla sicurezza
Nel corso delle indagini relative agli episodi dello scorso anno, gli investigatori avrebbero accertato che Best aveva pubblicato diverse dichiarazioni sui social media. Tra queste, l’affermazione di essere “il vero” Osama bin Laden e almeno un post in cui esprimeva il desiderio di nuocere a Trump.
Un elemento emerso dalle ricostruzioni è che, secondo una fonte delle forze dell’ordine, la polizia non avrebbe mai visto il sospettato tenere comportamenti violenti né brandire un’arma.
presidenza e scenario politico: rapporto con l’Iran e nuovi timori per attentati
Le fasi della sparatoria hanno riportato alla ribalta il timore di attentati contro Trump. L’episodio arriva a distanza ravvicinata da precedenti eventi, tra cui l’incidente alla cena dei Corrispondenti all’Hilton di Washington e i due attentati di cui il presidente era stato vittima.
Secondo quanto riferito dalla Casa Bianca, l’incidente non avrebbe creato problemi a Donald Trump, rimasto all’interno dell’edificio mentre era impegnato a lavorare sull’accordo con l’Iran.
Nell’ora precedente all’episodio, il presidente aveva annunciato sul suo social Truth che un accordo con Teheran era a portata di mano e che a breve sarebbero stati resi noti contenuti e dettagli ancora in via di finalizzazione.
vittime e persone coinvolte nella sparatoria
Nel corso della sparatoria è rimasto ucciso Nasir Best. Ferita anche una persona presente nei paraggi per caso, attualmente ricoverata in ospedale in condizioni gravi.
Persone citate nell’evento:
- Nasir Best
- Donald Trump
- Kash Patel
- la persona rimasta ferita durante la sparatoria
