Roma artisti e attivisti chiedono stop agli accordi UE Israele

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Roma artisti e attivisti chiedono stop agli accordi UE Israele

Più di un milione di firme puntano a trasformare in provvedimenti concreti la spinta politica verso l’Unione europea: l’obiettivo è rompere gli accordi con Israele, superando i blocchi e le contrarietà segnalati da governi occidentali, con particolare riferimento a quelli che hanno frenato la sospensione dell’intesa. Accanto alla raccolta firme, prende forma una pressione rivolta anche alle istituzioni comunitarie e ai governi dell’area occidentale, con la richiesta di sanzionare l’intero governo di Tel Aviv e non limitare l’attenzione al solo ministro Itamar Ben-Gvir, dopo le violenze e le torture denunciate da attivisti della Flotilla.

raccolta firme ue per rompere gli accordi con israele e rilancio della campagna

Una prima soglia minima richiesta dall’Unione europea risulta già raggiunta, e la campagna legata alla raccolta firme viene rilanciata con ulteriore slancio. Promossa nel gennaio 2026 dallo stesso partito della sinistra europea, la mobilitazione mira a interrompere gli accordi tra Bruxelles e Tel Aviv sul piano politico e commerciale. Il rilancio avviene anche grazie alla partecipazione di intellettuali e volti della cultura e dello spettacolo che scelgono di sostenere l’iniziativa.

evento a roma justice for palestine: organizzazione e partecipazione politica

A Roma, presso la Città dell’Altra economia, si svolge l’evento “Justice for Palestine”, promosso da ELA – European Left Alliance. L’iniziativa vede la partecipazione di Sinistra Italiana/Avs e coinvolge artisti, militanti della Global Sumud e figure della cultura, dello spettacolo e del giornalismo. Tra i partecipanti è citato Alessandro Mantovani, inviato per il Fatto Quotidiano, presente a bordo di una delle imbarcazioni bloccate da Israele.

richieste di sanzioni estese: contro i veti e per la sospensione dell’accordo commerciale

L’impostazione politica dell’evento ruota attorno alla necessità di compiere passi decisivi. Viene richiamato il ruolo di freni e impedimenti: viene indicato che Italia e Germania ostacolano la sospensione dell’accordo commerciale con Israele. Secondo la contestazione riportata, il posizionamento italiano impedirebbe all’Europa di arrivare a una decisione ritenuta “giusta”. La richiesta centrale è che l’accordo venga sospeso, sostenendo che il mancato intervento risulti inaccettabile.

avanti con la linea delle sanzioni: fratoianni contro l’impostazione limitata a ben-gvir

Nel corso dell’iniziativa, Fratoianni rivendica la necessità di andare oltre l’impostazione che ha proposto sanzioni focalizzate sul ministro Itamar Ben-Gvir. L’argomentazione presentata distingue Ben-Gvir come non “eccezione” e lo inquadra come espressione di una linea politica più ampia: lo stesso governo israeliano verrebbe descritto come specchio della leadership di Netanyahu e di una strategia precisa. Sullo sfondo restano i veti attribuiti all’Italia contro sanzioni rivolte all’intero esecutivo di Tel Aviv.

mantovani e il tema delle intese ue: perché l’Italia non dovrebbe restare fuori dalla sospensione

Mantovani sostiene la campagna e richiama il nodo della connessione tra Israele e il sistema occidentale. Viene affermato che Israele non esiste senza l’Europa e senza l’Occidente, e viene indicato che esistono dossier di ong che documenterebbero centinaia di spedizioni e trasporti di materiale dual use impiegato nelle produzioni militari israeliane. Nella stessa impostazione si ricorda che il tema della sospensione degli accordi si trova in discussione in diversi paesi europei, mentre l’Italia non dovrebbe “girarsi dall’altra parte”.

aya ashour e la denuncia sulla situazione a gaza: aiuti, sanità e silenzio

Tra gli interventi riportati figura anche Aya Ashour, giovane giornalista palestinese rifugiata in Italia. Il quadro descritto sostiene che, dopo il cessate il fuoco dello scorso ottobre 2025, non sarebbe cambiato nulla. Viene indicato che, nel periodo menzionato dell’Eid al-Adha, Israele avrebbe ucciso 11 palestinesi nella Striscia di Gaza e che i massacri e le morti per fame continuerebbero ogni giorno.

Nel racconto, l’azione contro i palestinesi viene ricondotta non solo a bombardamenti e armi da fuoco, ma anche alla interruzione di aiuti medici e alimentari. La testimonianza richiama un contrasto tra ciò che Israele mostrerebbe al mondo e ciò di cui la popolazione necessiterebbe realmente: sul territorio, secondo quanto riportato, sarebbero presenti alimenti come cioccolata, patatine e bibite gassate, mentre mancherebbero i beni essenziali richiesti dopo un genocidio.

La stessa voce denuncia il funzionamento del settore sanitario, riferendo che ogni giorno vengano uccisi palestinesi nel silenzio. Viene sottolineato che spesso si nominano Hamas, Israele e vari attori internazionali, ma che l’attenzione reale nei confronti della situazione dei civili a Gaza sarebbe assente. Il silenzio dell’Ue e dei governi occidentali viene descritto come una dinamica non nuova.

supporto alla petizione sulle sanzioni: iacchetti e la richiesta al governo meloni

Iacchetti spiega di condividere la petizione lanciata sulla piattaforma Io Scelgo, collegata alle richieste di sanzioni contro Israele e rivolta al governo Meloni. La posizione illustrata sostiene che le sanzioni rappresenterebbero l’elemento necessario per fermare gli “assassini” citati nel racconto.

Nel quadro delle contestazioni, viene ribadito che Roma continua a dire no alla sospensione dell’Accordo di associazione UE-Israele. Si evidenzia che tale misura colpirebbe settori chiave dell’economia di Tel Aviv. Inoltre viene richiamato un cambio di indirizzo sulle restrizioni alle importazioni di beni provenienti dalle colonie.

avvicinamento tra mobilitazione e accordi: la posizione presentata sull’economia e sulle merci dual use

Nell’argomentazione riportata, la mobilitazione viene considerata necessaria per incidere su dossier e filiere. Il riferimento ai materiali dual use mira a collegare trasporti e spedizioni a impieghi nelle produzioni militari israeliane, con un richiamo alla responsabilità di sistemi e attori europei. La richiesta resta quella di sospendere gli accordi e non accettare una distanza passiva rispetto al tema.

personalità e presenze citate nell’iniziativa

La kermesse riunisce una pluralità di interventi e sostegni, con nomi indicati come parte della partecipazione e della campagna.

  • Alessandro Mantovani
  • Fratoianni
  • Enzo Iacchetti
  • Michele Riondino
  • Kento
  • Luisa Morgantini
  • Francesca Albanese
  • Aya Ashour
  • Itamar Ben-Gvir
  • Antonio Tajani
  • Kaja Kallas
  • Netanyahu
  • Meloni
  • Fratoianni
  • Mantovani
Categorie: PoliticaCronaca

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