Pentagono pronto ad attaccare Cuba: manca solo l ordine di Trump
Una crisi a Cuba sta stringendo sempre più il Paese in una morsa fatta di collasso energetico, tensione sociale e pressione economica. Dopo mesi di blackout, la situazione appare vicina al limite della gestione, mentre Washington valuta scenari di intervento. Le basi operative richiamate dal Pentagono riguarderebbero potenziali azioni che spaziano dalla cattura della leadership cubana fino ad attacchi di precisione, con una possibile valutazione presidenziale in tempi rapidi.
cuba sotto pressione: blackout lunghi, deficit elettrico e impatto sociale
Il quadro emerge da una sequenza di problemi che si alimentano a vicenda. L’Unión Eléctrica cubana ha annunciato un deficit record di 2.147 megawatt, con appena un terzo della domanda nazionale coperta. Diverse infrastrutture sono fuori servizio: la centrale termoelettrica Antonio Guiteras risulta inattiva, mentre altre unità risultano guaste o in manutenzione. Inoltre, la piattaforma galleggiante di Regla, all’Avana, è ferma per mancanza di carburante.
La carenza di elettricità si riflette anche su servizi essenziali: la crisi provoca interruzioni nell’approvvigionamento idrico e difficoltà nella conservazione degli alimenti, peggiorando ulteriormente la situazione economica dell’isola.
manifestazioni popolari e scontri con le autorità
Il prolungarsi dei blackout alimenta proteste in varie aree. Nel quartiere Centro Habana, residenti hanno bloccato Calle Monte con barricate e cassonetti incendiati dopo oltre 14 ore senza corrente. Nei video diffusi sui social compaiono slogan come “Libertad” e “Patria y Vida”. Episodi analoghi vengono segnalati anche a Villa Clara e Guanabacoa.
Secondo organizzazioni indipendenti, in alcuni casi la polizia avrebbe sparato colpi in aria per disperdere i manifestanti.
pattugliamenti e preparativi militari statunitensi: scenari su cuba
Nel contesto di questa instabilità, il Pentagono avrebbe predisposto assetti militari per una gamma di possibili operazioni. La cornice riportata indica il posizionamento di risorse volte a rendere le forze americane pronte per diversi scenari, includendo la cattura della leadership cubana e una serie di attacchi di precisione, nel caso in cui l’ordine giungesse dalla Casa Bianca.
La decisione da parte della presidenza americana dovrebbe essere presa in tempi stretti, anche per un fattore logistico: molte navi schierate si avvicinano al traguardo dei dieci mesi in mare, un periodo superiore ai sei o sette mesi ritenuti più consueti. La prospettiva preoccupa funzionari della difesa per il possibile logoramento degli equipaggi e per la pressione aggiuntiva sulla Marina, già impegnata nel blocco nel Golfo Arabico.
pressione politica di washington: dichiarazioni sul controllo dell’economia cubana
Gli attacchi politici dell’amministrazione statunitense proseguono. Il segretario di Stato Marco Rubio ha indicato che l’economia dell’isola sarebbe controllata per il 70% da Gaesa, conglomerato economico cubano di proprietà e gestione delle Forze Armate Rivoluzionarie. Rubio ha definito Cuba un Paese guidato da comunisti incompetenti, sostenendo che la condizione di Stato fallito a circa 140 chilometri dalle coste statunitensi rappresenterebbe una minaccia alla sicurezza nazionale.
logistica energetica e sanzioni: petroliera russa e attesa prolungata
La crisi energetica non riguarda solo l’elettricità interna ma anche l’arrivo e lo scarico di combustibile. Una petroliera russa, la Universal, con circa 250mila barili di diesel, inizialmente diretta verso l’isola, avrebbe cambiato rotta allontanandosi dai Caraibi verso l’Atlantico meridionale. In base a quanto riportato da analisti energetici, la nave—appartenente alla flotta russa colpita da sanzioni per la guerra in Ucraina—sarebbe rimasta per oltre un mese in attesa senza autorizzazione per scaricare combustibile a Cuba.
limiti dell’intervento: cuba non è un “caso facile” per gli investimenti e la ricostruzione
Secondo un’analisi collegata agli scenari possibili, Cuba viene presentata come un contesto più complesso rispetto ad altri Paesi. L’isola non sarebbe paragonabile a situazioni caratterizzate da risorse petrolifere: Cuba sarebbe invece praticamente senza infrastrutture. Anche sul piano politico, non esisterebbe una figura o un modello di “controparte” riconoscibile per gestire una transizione con la medesima semplicità di altri casi citati come riferimento.
La ricostruzione sarebbe descritta come un processo totale, senza garanzie solide di stabilità politica e giuridica, fattore che inciderebbe sul livello di appetibilità per investitori seri. In particolare, viene riportata la difficoltà a rendere sostenibile l’impiego di capitali in un Paese che, secondo la fonte, richiederebbe interventi strutturali “da zero”.
istanze da imprenditori e ruolo della diaspora
Horacio Garcia Jr., imprenditore cubano-americano residente a Miami e membro del Cuban Liberty Council, ha sostenuto che Cuba avrebbe bisogno di essere ricostruita integralmente: senza infrastrutture per acqua ed elettricità, e con un sistema bancario descritto come non equo. Secondo la stessa impostazione, la ricostruzione richiederebbe una ripartenza completa, mentre l’intero percorso sarebbe gravato dalla storia che include sia la comunità di esuli che cerca di recuperare proprietà confiscate, sia lo smantellamento di decenni di sanzioni statunitensi.
È stato inoltre richiamato il ruolo della diaspora cubano-americana come risorsa indicata per la ricostruzione del Paese. La necessità di cambiamenti politici ed economici prima dell’avvio di iniziative di investimento viene ribadita come condizione centrale.
transizione politica: due strade e ostacoli concreti
Il senatore repubblicano della Florida Rick Scott ha sottolineato che investimenti significativi non avrebbero spazio in presenza di un contesto giudicato rischioso. Secondo la posizione riportata, servirebbero democrazia chiara e stato di diritto affinché il capitale non resti escluso. Da qui deriva l’esigenza di una transizione, indicata tramite due vie: intervento militare tramite un’azione armata con incognite conseguenti, oppure transizione politica al termine di un negoziato politico, anch’esso considerato complesso e pieno di ostacoli.
Personaggi citati:
- Donald Trump
- Marco Rubio
- Horacio Garcia Jr.
- Rick Scott
