Minaccia Giorgia Meloni : condannato a tre mesi per due post

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Minaccia Giorgia Meloni : condannato a tre mesi per due post

Un uomo di trentuno anni è stato condannato dal Tribunale di Roma a 3 mesi per minacce via social rivolte nel 2020 a Giorgia Meloni, all’epoca parlamentare di Fratelli d’Italia. Il caso prende forma attraverso due contenuti pubblicati dall’imputato, attribuiti all’imputazione formulata dalla procura.

La vicenda si colloca nel quadro delle contestazioni relative a minacce aggravate, con riferimento a post diffusi nel marzo 2020. Giorgia Meloni, successivamente, ha scelto di costituirsi in giudizio come parte civile, sostenuta da un legale incaricato della rappresentanza.

condanna per minacce via social nel 2020

Il Tribunale di Roma ha emesso una condanna a carico di un uomo di 31 anni, fissando la pena in 3 mesi. Le accuse riguardano minacce via social indirizzate a Giorgia Meloni nel 2020, quando ricopriva il ruolo di parlamentare per Fratelli d’Italia.

Secondo quanto contestato, le minacce presentavano un profilo di aggravante e sono state ricondotte a due specifici post pubblicati dall’imputato. La difesa ha indicato come riferimento processuale la circostanza che i contenuti fossero stati diffusi nel marzo 2020.

due post nel marzo 2020: il contenuto delle minacce

Il procedimento ha avuto come base l’analisi di due post riconducibili all’imputato, pubblicati nel marzo 2020. Le frasi riportate contestano direttamente la figura politica e contengono formulazioni minacciose.

Nel primo post veniva testualmente indicato: “Sapete cosa velocizzerebbe questo tempo di quarantena? Giorgia Meloni, Matteo Salvini e Viktor Orban tutt'e tre sullo stesso patibolo”. Nel secondo post, invece, compariva la frase: “Giorgia ti voglio 4ppes4 a testa in giù a sgocciolare per bene insieme all'amico tuo”.

Le parole attribuite all’imputato sono state collocate dalla procura nell’ambito delle minacce aggravate, costituendo il riferimento centrale delle contestazioni.

difesa e parte civile nel procedimento

Nel processo l’imputato è stato difeso dall’avvocato Marco Martorana. La posizione di Giorgia Meloni come parte civile è stata sostenuta dall’avvocato Urbano del Balzo, con costituzione finalizzata a rappresentare gli interessi della parte lesa nel giudizio relativo alle contestazioni.

personaggi coinvolti nel procedimento

  • Giorgia Meloni
  • Marco Martorana
  • Urbano del Balzo
  • Matteo Salvini
  • Viktor Orban
Categorie: PoliticaCronaca

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