Magistratura, la destra si prende la scuola: presidenza a mauro paladini candidato di mantovano
Quattro giorni prima del referendum, si accende un cambio di rotta dentro la formazione delle toghe. Il risultato elettorale alla Scuola superiore della magistratura disegna un passaggio netto tra due stagioni di gestione, con un voto molto ravvicinato che trasmette una direzione politica e culturale già chiaramente indicata da figure di primo piano.
Scuola superiore della magistratura, elezione Paladini con risultato 6-4
Alla Scuola della magistratura si chiude l’era Sciarra e si apre quella Paladini, sancita da un esito sei a quattro. Sciarra non ritira la scheda e, a chiusura della giornata, lascia anche definitivamente il Comitato direttivo, facendo terminare la sua esperienza al vertice dell’istituzione dedicata alla formazione delle toghe.
Paladini, annunciata la candidatura alle 12, trova consenso presso i rappresentanti sostenuti dai mandati arrivati a Scandicci dal Guardasigilli Carlo Nordio. L’elezione determina una perdita per i togati eletti dal Csm e conferma il coinvolgimento diretto di Paladini in un contesto politico-istituzionale collegato al referendum.
Segnale sul futuro delle toghe e ruolo del referendum sulla separazione delle carriere
Il cambio di vertice viene letto come un segnale rispetto al futuro delle toghe, con riferimento all’ipotesi in cui dovesse prevalere il Sì sulla separazione delle carriere. La scelta di Paladini risulta legata a un’indicazione di orientamento, coerente con il progetto richiamato da Mantovano e con il clima di forte contrapposizione che caratterizza la struttura.
Paladini risulta inoltre parte del Comitato Sì riforma, costruito ad hoc per il referendum da Mantovano. Questa collocazione contribuisce a rafforzare l’idea di una Scuola che si avvia verso un assetto più allineato a quel disegno.
Sciarra bocciata per il rinnovo, dalla presidenza alla fine dell’esperienza
L’ex presidente della Corte costituzionale Sciarra, indicata dal Pd nel 2014, viene bocciata dai giudici e dai laici di destra per il rinnovo della presidenza della Scuola superiore della magistratura, carica ricoperta dopo il voto ottenuto due anni prima.
La sostituzione porta al vertice Paladini, professore di diritto privato a Milano Bicocca. La biografia riportata sul sito della Scuola evidenzia legami e riferimenti utili a ricostruire la rete di sostegno: la città di nascita, Lecce, collegata anche a quella del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano, e l’appartenenza al Centro studi Rosario Livatino, indicata come una delle “creature” di Mantovano.
Impronta ideologica attribuita a Paladini nella gestione dei corsi
Durante i due anni di gestione scolastica, Paladini viene descritto come esponente di un’impronta decisamente conservatrice, con un orientamento che avrebbe caratterizzato i corsi sia per i giovani magistrati in tirocinio sia per quelli già in ruolo. Tra le definizioni che gli vengono attribuite compare il riferimento a interventi su temi legati a nascite tramite utero in affitto, descritti come “corpi di reato”.
Conflittualità nel direttivo e rottura rispetto alle stagioni precedenti
Il voto matura in un contesto di fortissima conflittualità nel direttivo della Scuola. La sostituzione viene presentata anche come rottura rispetto al passato e ai 14 anni di vita della Scuola. Nei periodi in cui si sono avvicendati tre presidenti, Valerio Onida, Gaetano Silvestri e Giorgio Lattanzi—tutti indicati come ex giudici della Consulta e con precedenti presidenziali nella stessa area—non sarebbero emerse tensioni e scontri comparabili.
La gestione tra Meloni e Nordio viene evocata come fattore capace di rendere possibile un assetto più orientato, includendo anche la competizione sulla presidenza di un’istituzione con una capacità economica indicata in circa dieci milioni di euro l’anno e con un ruolo centrale nella formazione dei magistrati.
Cronaca della mattinata: voto alle 12.30 e candidatura ufficiale
La riunione del direttivo dura meno di novanta minuti. Inizia alle 11, mentre alle 12 Paladini ufficializza la sua candidatura alternativa a Sciarra. Alle 12.30 avviene il voto, con l’indicazione che Sciarra non ritira la scheda.
Vincitori e componenti sostenuti: i cinque scelti dal Guardasigilli
Secondo l’esito del voto, risultano eletti tutti e cinque i componenti indicati due anni prima dal Guardasigilli Carlo Nordio, tra cui lo stesso Paladini. Con lui entrano nel quadro anche:
- Ines Maria Luisa Marini, toga in pensione, già presidente della Corte d’Appello di Venezia e indicata come amica di Nordio.
- Federico Vianelli, avvocato, da Treviso.
- Pier Lorenzo Parenti, avvocato, da Firenze.
- Stefano Dorigo, professore di diritto tributario, da Firenze.
La vittoria a Paladini viene completata dal voto di Loredana Nazzicone, toga della Suprema corte in quota Magistratura indipendente. Nel 2024 la stessa Nazzicone risulterebbe stata votata dal Csm tra i sei componenti del direttivo e, in più di un’occasione, avrebbe contestato la gestione Sciarra.
Contrari e assenti: componenti togati scelti dal Csm e il caso Mario Palazzi
Si oppongono all’esito gli altri componenti togati scelti dal Csm, dalla Cassazione, ovvero Gian Andrea Chiesi, Roberto Gianni Conti e Vincenzo Sgubbi, oltre al pm di Firenze Fabio Di Vizio. Il quinto rappresentante non partecipa per rinuncia del procuratore di Viterbo Mario Palazzi, collegata al diniego del Csm rispetto al doppio incarico.
Palazzi risulta indicato come toga della sinistra di Area e presentato con una quota di lavoro per la Scuola pari al 30 per cento. Nonostante fosse rientrato in gioco e fosse stato inserito nel direttivo dalla stessa Sciarra, un ricorso alla giustizia amministrativa avrebbe dato ragione sul punto, ma la situazione si sarebbe comunque chiusa con l’impossibilità di partecipare.
Risulta fuori anche il giudice milanese Roberto Peroni Ranchet, di cui si sarebbe dovuto prendere il posto. La circostanza viene collegata al fatto che Peroni Ranchet sarebbe stato rimesso in ruolo dopo la nomina di Palazzi.
nomi chiave citati nella dinamica elettorale
Nel quadro complessivo della giornata vengono menzionati:
- Giorgia Meloni
- Carlo Nordio
- Alfredo Mantovano
- Sciarra
- Paladini
- Ines Maria Luisa Marini
- Federico Vianelli
- Pier Lorenzo Parenti
- Stefano Dorigo
- Loredana Nazzicone
- Gian Andrea Chiesi
- Roberto Gianni Conti
- Vincenzo Sgubbi
- Fabio Di Vizio
- Mario Palazzi
- Roberto Peroni Ranchet
- Valerio Onida
- Gaetano Silvestri
- Giorgio Lattanzi
