Liste farlocche: valanga di candidati nei piccoli comuni

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Liste farlocche: valanga di candidati nei piccoli comuni

Con le elezioni sempre più vicine, torna a riaccendersi nei piccoli comuni una pratica che altera il senso della competizione elettorale: la diffusione delle cosiddette liste farlocche. In molti centri sotto una certa soglia demografica, le regole riducono l’impatto di controlli e raccolta firme, creando spazio a campagne caratterizzate da numeri sproporzionati e candidature provenienti da fuori territorio. Il risultato è una scena politica affollata, in cui emergono aspettative retribuite e candidature concentrate soprattutto tra le forze dell’ordine, mentre restano pochi riferimenti locali riconoscibili.

liste farlocche nei piccoli comuni: numeri e meccanismi che amplificano il fenomeno

La questione è legata alle norme che, nei comuni con meno di mille abitanti, non impongono la raccolta firme. Questa condizione, unita alla possibilità per alcuni candidati di ottenere aspettative retribuite, alimenta una “invasione elettorale” che si traduce in liste e candidati ben oltre le dimensioni reali della comunità. A far emergere il paradosso sono anche i dati di contesto: in un borgo con una platea elettorale limitata, la frammentazione delle liste produce un effetto di squilibrio immediatamente visibile.

monteleone di puglia: nove liste, molti candidati, quasi assenti esponenti del territorio

A Monteleone di Puglia, nei Monti Dauni, l’amministrazione in scadenza il 24 e 25 maggio mette in evidenza un caso estremo. Il paese conta 748 elettori e si ritrova con nove liste, nove candidati sindaci e 85 aspiranti consiglieri. Tra le liste, 54 candidati appartengono alle forze dell’ordine e quindi beneficiano dell’aspettativa retribuita. In mezzo a questa densità di candidature, i riferimenti espressione del territorio risultano pochi: solo due candidati sindaco sono legati alla comunità locale.

Dentro il quadro delineato, la competizione centrale viene ricondotta a un confronto tra il sindaco uscente Giovanni Campese e Sebastiano Maraschiello. Le restanti candidature vengono descritte come sintomo di una normativa che, invece di facilitare la partecipazione democratica, rischia di svuotare il significato della scelta elettorale.

molise, abruzzo e irpinia: comuni con liste numerose rispetto alla popolazione

Monteleone viene presentata come una parte di un fenomeno più ampio, già osservabile in diverse aree. In Molise, a Conca Casale (poco più di 160 abitanti), si registrano nove candidati sindaco e altrettante liste, con oltre 40 candidati appartenenti alle forze dell’ordine. A Cercepiccola le liste sono sette e i candidati complessivi risultano 30, tra poliziotti e agenti. A Casalciprano (circa 420 abitanti) si contano cinque liste, con tre collegate al fenomeno; lo stesso scenario viene indicato anche a Roccasicura.

Nell’Irpinia, a Sorboserpico (poco più di 500 abitanti), le liste risultano sette e i candidati che beneficiano dell’aspettativa retribuita vengono stimati attorno a 50.

candidati fantasma e record di voti: quando la candidatura non si traduce in consenso

Al centro della narrazione compare il fenomeno dei candidati fantasma, emerso e consolidato nel tempo in varie realtà. Tra i casi storici richiamati, viene indicato Nicola Barbiero, descritto come poliziotto penitenziario. Barbiero avrebbe accumulato ben 12 candidature alla carica di sindaco, con l’ultima nel 2023. La storia elettorale riportata evidenzia numeri minimi: in 12 elezioni avrebbe raccolto 12 voti complessivi, con quattro tornate in cui non sarebbe giunta nemmeno una preferenza, come nel 2018 a Ripabottoni, nel 2021 a Guardiareggia e a Torrella del Sannio per due elezioni nel 2017 e nel 2022.

Un’altra vicenda citata riguarda Rocco Vizzaccaro, anch’esso indicato come appartenente alla penitenziaria. Anche in questo caso si parla di 12 competizioni consecutive con risultati inferiori alle aspettative, fino a 10 voti totali. Il testo richiama poi un “record” particolare della tornata di Bisegna nella provincia dell’Aquila, dove, con la candidatura a sindaco, sarebbe stato registrato un numero molto elevato di liste: 25 liste per 212 abitanti. In quella sede Vizzaccaro avrebbe ottenuto zero voti, analogamente a Campodimele nel 2023, a Torrella del Sannio nel 2017, a Roccasicura nel 2015 e a Pettoranello del Molise nel 2014. Per alcune altre competizioni vengono citati casi con un solo voto, includendo Civitella Alfedena, Tora e Piccilli, Fontegreca e Acquaviva d’Isernia. In sintesi, il risultato complessivo viene descritto come particolarmente basso, facendo riferimento a un profilo di candidato sindaco meno votato.

sigle, programmi e ricostruzioni: come nascono e si rimescolano alcune liste

Nel quadro descritto compaiono sigle e formazioni che si presentano con programmi ripetuti e contenuti non aderenti alle specificità locali. Una delle denominazioni citate è Progetto Popolare, collegata a Colleferro, con programmi elettorali definiti fotocopia. Tra i dettagli riportati figurerebbe persino l’istituzione della festa della Befana.

Vengono inoltre menzionate liste nate da vicende politiche precedenti. Il testo richiama L’Altra Italia, indicata come forza i cui vertici sarebbero a processo per l’accusa di aver costruito liste con candidati a loro insaputa. Secondo la ricostruzione riportata, sarebbero state impiegate petizioni su problemi locali e documenti raccolti per formare liste in piccoli comuni, includendo persone che non avrebbero saputo di essere state inserite nelle candidature.

Le medesime figure vengono poi ricondotte a un passaggio in un altro movimento: Sovranisti per l’Italia e per la Libertà. Sarebbero state presentate liste in diverse località, incluse Benevello, Castiglione Tinella, Casarano, Isola del Piano, Borgoratto Alessandrino, Sueglio, Esino Lario, San Giovanni Rotondo, Scheggino e ancora Monteleone di Puglia. Nel caso specifico citato per Monteleone di Puglia, il candidato associato viene indicato con il nome “Stripmen”. In quel passaggio, l’obiettivo viene descritto non come aspettativa retribuita, bensì come volontà di costruire un soggetto politico di estrema destra con peso elettorale nazionale.

impatto e richieste di modifica: problemi per elettori e sistema

Le conseguenze descritte riguardano soprattutto la gestione delle schede e la chiarezza dell’espressione del voto. La pratica delle liste farlocche viene collegata a molti problemi per gli anziani, che si ritroverebbero con schede elettorali composte da 9 simboli, in cui la maggior parte delle liste risulterebbe fantasma.

Oltre all’impatto sugli elettori, nel testo viene richiamato anche un effetto organizzativo tra le forze dell’ordine: sarebbe presente malcontento perché la manovra creerebbe una crisi di sistema legata alla mancanza di personale. Nel caso indicato, tra Monteleone e Sorboserpico si ipotizzerebbe la presenza di oltre 70 agenti in aspettativa, e il nodo centrale diventa la possibilità di sostituzione.

anc i puglia e proposta normativa: raccolta firme nei comuni più piccoli

Nel quadro delle richieste, viene citata l’argomentazione di Noè Andreano, vicepresidente di Anci Puglia. Secondo la ricostruzione riportata, la proposta mira ad attivare uno strumento normativo capace di cambiare la legge nei piccoli comuni, prevedendo la raccolta firme anche nei centri più piccoli.

La soluzione indicata viene collegata anche a un disegno di legge già discusso in passato. Viene ricordato che nel 2021 un progetto avrebbe affrontato la questione della raccolta firme, considerata non prevista nei comuni sotto i mille abitanti. Secondo la ricostruzione, a proporre l’introduzione sarebbe stato Luigi Augussori, con un’idea basata su firme in percentuale; il testo precisa che sarebbero sufficienti anche poche firme per arginare il fenomeno.

iter parlamentare fermo: approvazione al senato e blocco alla camera

Viene specificato che dopo l’approvazione in Senato, nel 2024 l’iter si sarebbe fermato alla Camera e che, da tempo, non ci sarebbe stato alcun avanzamento. L’ipotesi riportata è che la proposta, pur indicata come di origine leghista e dichiarata condivisa da tutte le forze politiche, risulti poco interessante o difficilmente comprensibile per l’attuale maggioranza.

massimo bosso e gabriele maestri: studio del fenomeno e racconti delle storture

Il testo richiama Massimo Bosso, descritto come esperto del fenomeno e autore di uno studio sulle competizioni elettorali nei piccoli comuni, basato su dati e circostanze, per lo più definite grottesche nella narrazione. Accanto a questa figura viene citato anche Gabriele Maestri, fondatore di un sito dedicato a raccontare storture nelle campagne elettorali; anche lui collega il blocco dell’iter all’assenza di movimenti concreti.

nomi citati nel contesto delle liste farlocche e delle candidature

Nel racconto compaiono diverse personalità associate al fenomeno, sia come candidati ricorrenti, sia come figure di analisi e rappresentanza istituzionale, sia come riferimento politico per la costruzione delle liste.

  • Giovanni Campese
  • Sebastiano Maraschiello
  • Noè Andreano
  • Massimo Bosso
  • Luigi Augussori
  • Gabriele Maestri
  • Nicola Barbiero
  • Rocco Vizzaccaro
  • “Stripmen”
Ancora “liste farlocche”: valanga di candidati nei piccoli Comuni. Dietro al fenomeno l’aspettativa retribuita per gli appartenenti alle forze dell’ordine
Categorie: PoliticaCronaca

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