Ispra e ddl caccia: lavoratori in protesta per la nuova normativa

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Ispra e ddl caccia: lavoratori in protesta per la nuova normativa

La guida di un’istituzione scientifica di primo piano torna al centro del dibattito dopo una decisione politica che, secondo i lavoratori, ne ridurrebbe l’autorevolezza. All’attenzione finiscono l’Istituto Superiore per la Protezione Ambientale e le sue funzioni tecniche, con una contestazione che arriva da chi opera direttamente nell’ente e chiede chiarezza pubblica su passaggi ritenuti critici.

ispra e depotenziamento: la protesta dei lavoratori

Un’operazione politica descritta come un depoteziamento dell’Istituto Superiore per la Protezione Ambientale è stata formalizzata dalla maggioranza con un testo che, dopo il via libera delle commissioni competenti, sarebbe pronto per la votazione in Aula. A reagire sono i lavoratori di Ispra, che tramite l’Unione sindacale di base hanno indirizzato una lettera alla presidente Alessandra Gallone e alla direttrice generale Maria Siclari.

La richiesta principale è legata a un rompere il silenzio e a una difesa pubblica dell’istituto rispetto alle scelte che, secondo la protesta, ne ridimensionerebbero il ruolo scientifico.

una lettera europea tenuta nascosta per mesi

Il nodo più contestato riguarda la gestione di una vicenda segnalata come mantenuta riservata per mesi e poi emersa la settimana precedente. Secondo la ricostruzione riportata, la maggioranza avrebbe avviato la discussione di una riforma sulla caccia ritenuta incompatibile con le Direttive europee e con i pareri scientifici su cui tali direttive si fondano.

A dicembre, la Commissione Ue avrebbe inviato una lettera al Ministero dell’Ambiente e all’Ispra, manifestando preoccupazione e contestando, negli aspetti ritenuti fondanti, il testo promosso dal centrodestra. Nonostante ciò, l’iter del disegno di legge sarebbe proseguito senza cambiamenti, fino alla conclusione nelle commissioni Agricoltura e Ambiente del Senato, avvenuta giovedì 14 maggio.

riforma sulla caccia: pareri ispra da vincolanti a consultivi

La contestazione sindacale punta anche su un passaggio normativo indicato come decisivo. Nel disegno di legge, stravolgendo la legge 157/92, sarebbe previsto che i pareri scientifici dell’Ispra non siano più vincolanti, ma consultivi.

I lavoratori richiamano il ruolo svolto dai pareri dell’Istituto, soprattutto nella definizione dei calendari venatori regionali, sostenendo che spesso abbiano contribuito a frenare una deriva filo-venatoria, attribuita a scelte delle Regioni sia di area centrodestra sia centrosinistra. Viene citata, in particolare, la possibilità di estendere l’attività venatoria dopo la prima decade di febbraio.

le osservazioni europee citate dalla usb

Secondo quanto riportato, la lettera dell’Unione sindacale di base richiama direttamente il contenuto della missiva europea. Nel documento sarebbe stata evidenziata la denuncia dello svilimento del ruolo tecnico scientifico dell’Ispra.

Il riferimento viene collegato all’articolo 11 del disegno di legge, quello relativo ai calendari venatori. Viene riportato che la Commissione Ue avrebbe scritto, testualmente, che la modifica “rischia di minare il sistema di protezione previsto dalla Direttiva Uccelli”, poiché deroghe alla caccia potrebbero essere adottate anche in contrasto con il parere scientifico.

La protesta include anche un’ulteriore ricostruzione dell’atteggiamento dell’Ispra. Secondo la lettera sindacale, la Commissione Ue avrebbe inviato la comunicazione il 18 dicembre 2025, ricevendola in copia conoscenza la direttrice generale. Tale documento, secondo quanto affermato, sarebbe rimasto nascosto al pubblico e anche al personale per quasi cinque mesi, mentre il disegno di legge avrebbe continuato il suo iter in Parlamento senza una presa di posizione ufficiale dell’ente.

nessun comunicato e parere ridotto, secondo la contestazione

Nella ricostruzione sindacale vengono indicati elementi concreti: nessun comunicato stampa e assenza di una difesa pubblica dell’autonomia scientifica, pur richiamata nelle comunicazioni istituzionali. Ne deriverebbe, sempre secondo l’impostazione della lettera, che il parere dell’Ispra verrebbe ridotto a un documento senza peso, mentre l’Istituto tace.

contestazioni politiche e richieste di risposta pubblica

La lettera dell’Usb include anche un richiamo a una precedente presa di posizione politica. Viene citato l’attacco del ministro Francesco Lollobrigida nel maggio 2025 alla Fiera nazionale della caccia e del tiro, con l’indicazione che sarebbero state istituzioni considerate faziose e che sarebbe stato affermato che Ispra non sarebbe il detentore delle regole divine.

L’Usb sostiene che si tratterebbe di un disegno mirato a limitare funzioni pubbliche in ambito ambientale e afferma che l’obiettivo sarebbe diventato più chiaro alla luce dell’attuale impostazione del provvedimento.

domande a siclari e appello a gallone

Le richieste rivolte alla direttrice generale Maria Siclari sono formulate come interrogativi diretti. Viene chiesto se il silenzio contestato avrebbe ulteriormente svilito il ruolo dell’Ispra e se svaluti le professionalità del personale, descritto come oggetto di proclami istituzionali ma poi lasciato senza protezione quando si configura, secondo la denuncia, un attacco dal governo.

A Alessandra Gallone viene invece indirizzato un appello esplicito: rompere immediatamente il silenzio e diffondere integralmente la lettera della Commissione europea del 18 dicembre 2025, commentandola pubblicamente e prendendo posizione contro lo svilimento del ruolo scientifico dell’Istituto.

reazioni da lipu: “iniziativa senza precedenti”

La protesta trova eco anche in un commento attribuito al presidente della Lipu, Danilo Selvaggi. Nella ricostruzione viene indicato che l’iniziativa sarebbe “senza precedenti contro il ddl caccia” e che l’intervento sarebbe necessario per fermare quello definito come un “scempio”.

personaggi coinvolti nella vicenda

Le richieste e le contestazioni citate coinvolgono figure istituzionali e rappresentanti di associazioni.

  • Alessandra Gallone
  • Maria Siclari
  • Gianluca Leone
  • Francesco Lollobrigida
  • Danilo Selvaggi

Unione sindacale di base (usb) risulta indicata come soggetto promotore della lettera di contestazione.

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Categorie: PoliticaCronaca

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