Inchiesta complotto per destabilizzare il psoe: cosa è emerso e perché conta

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Inchiesta complotto per destabilizzare il psoe: cosa è emerso e perché conta

La magistratura riaccende i riflettori sul Partito socialista: nuove perquisizioni e una richiesta di documenti hanno portato gli accertamenti nella sede del PSOE a Madrid. La vicenda, gestita nell’ambito di un’indagine su un presunto complotto finalizzato a condizionare procedimenti giudiziari, coinvolge numerosi indagati e ruota attorno a presunti meccanismi di finanziamento e a presunti episodi di corruzione, divulgazione di segreti e traffico di influenze.

perquisizioni nella sede del psoe e richiesta di documenti

Il Tribunale nazionale ha spiegato che il giudice istruttore Santiago Pedraz ha disposto un’azione dell’UCO della Guardia Civil presso la sede del partito, in calle de Ferraz a Madrid. L’unità è stata chiamata a recarsi nella sede del PSOE per richiedere vari documenti e archivi elettronici, nell’ambito di un’indagine su un presunto complotto che mirerebbe a destabilizzare procedimenti giudiziari relativi al Partito socialista o al governo, con l’ipotesi di possibili illeciti finanziari.

indagini e ipotesi di reato nei confronti degli indagati

L’indagine include l’ex segretario all’Organizzazione del PSOE Santos Cerdán, già coinvolto in precedenti presunti fatti di corruzione, insieme alla ex militante socialista María Leire Diez Castro, all’imprenditore Javier Pérez Dolset, all’ex assessore alla Presidenza della Giunta dell’Andalusia Gaspar Zarrías e all’avvocato Ismael Oliver.

Secondo quanto riportato, tra le contestazioni rientrano associazione a delinquere, plurimi reati di corruzione, divulgazione di segreti, istigazione alla falsa testimonianza, falsa accusa, falsità in atto commerciale, traffico di influenze e un reato contro le istituzioni dello Stato.

Risultano inoltre indagati l’avvocato Jacobo Teijelo Casanova e l’agente della Guardia Civil Juan Sanchez Yepes, accusati, sempre in via presuntiva, di divulgazione di segreti, corruzione e atti contro le istituzioni dello Stato.

coinvolgimento ipotizzato di ana maría fuentes pacheco

Nel quadro ricostruito dal giudice istruttore, emerge un possibile coinvolgimento della responsabile della Segreteria all’Organizzazione del PSOE, Ana María Fuentes Pacheco. La magistratura la considera, almeno in termini di complicità e come possibile autrice di falsità in documenti commerciali tramite emissione di fatture false.

nomi emersi nell’indagine: serrano quintana e serrano martínez

L’indagine menziona anche Juan Manuel Serrano Quintana, ex capo di gabinetto della direzione nazionale del PSOE sotto Sanchez ed ex presidente di Poste (Correos), e il deputato socialista Juan Francisco Serrano Martínez. Secondo Pedraz, sarebbero emersi indizi che mostrerebbero una collaborazione con gli indagati nell’esecuzione di atti concreti e isolati a sostegno di un presunto piano illecito.

Il giudice precisa che sarà necessario attendere l’evoluzione delle indagini per definire con precisione la responsabilità penale delle persone coinvolte.

presunti pagamenti mascherati e campagna di disinformazione

Il sospetto degli investigatori è che il PSOE abbia pagato Diez attraverso pagamenti mascherati da fatture false per condurre presunte campagne di disinformazione contro giudici, pubblici ministeri e membri delle forze dell’ordine.

Secondo quanto indicato dal giudice istruttore Pedraz, l’attività ipotizzata sarebbe grave sia per le pene potenzialmente applicabili, sia per l’elevato importo delle transazioni finanziarie oggetto degli accertamenti.

sviluppi a partire dal 2025 e presunti tentativi di screditare investigazioni

Il caso oggetto dell’indagine sarebbe esploso nel 2025, quando sui media spagnoli sono state pubblicate registrazioni audio che sembravano indicare il coinvolgimento di Leire Diez in tentativi di screditare il tenente colonnello della Guardia Civil Antonio Balas. Balas sarebbe stato responsabile di indagini collegate a casi aperti contro il fratello e la moglie del premier Sanchez, oltre che al caso di corruzione noto come “caso Koldo”.

Ulteriori notizie avrebbero collegato Diez a presunti tentativi di influenzare l’operato dei pubblici ministeri. Il Partito socialista ha sostenuto che Díez abbia agito di propria iniziativa. La militante ha lasciato il partito e ha affermato che il proprio operato riguardasse un’attività giornalistica, sostenendo che il materiale trapelato fosse destinato a un libro di inchiesta sul traffico di idrocarburi.

Nel racconto riportato, Diez era stata arrestata a dicembre e successivamente rilasciata.

radici delle perquisizioni: indagine su corruzione e chat “hiruro”

Le richieste di informazioni ai socialisti e le perquisizioni a Zarrías, Cerdán e Dolset sono collegate all’indagine su un presunto schema di corruzione che, a dicembre, ha portato Díez in carcere insieme a Vicente Fernández Guerrero, ex presidente della Società Statale di Partecipazione Industriale (Sepi), e all’imprenditore basco Antxon Alonso, descritto come amico di Cerdán.

Secondo quanto riferito, i soggetti condividevano una chat su WhatsApp chiamata “Hiruro”, termine che in Euskadi significa “noi tre”. Tra il 2021 e il 2023, gli investigatori ritengono che avrebbero riscosso tangenti grazie all’aiuto di alcuni funzionari pubblici, per oltre 750mila euro.

Nel dettaglio, l’attenzione degli investigatori si concentra su cinque transazioni con un valore complessivo di 132,9 milioni di euro in sovvenzioni e appalti.

leire díez e il ruolo al centro delle indagini

Leire Díez è indicata come la figura principale delle indagini. Di origine basca, sarebbe stata militante socialista dagli anni 90, fino alle dimissioni volontarie nel 2025 in seguito all’inchiesta della magistratura. In passato è stata ex dirigente e responsabile della comunicazione dell’azienda pubblica Enusa e, tra 2022 e 2023, avrebbe ricoperto diversi incarichi nelle poste spagnole.

Il suo nome sarebbe diventato di pubblico dominio a livello nazionale dopo la diffusione di registrazioni audio compromettenti. In una di queste, Diez chiedeva all’imprenditore Alejandro Hamlyn informazioni per screditare membri dell’UCO della Guardia Civil e, in particolare, Balas. Hamlyn è descritto come azionista di maggioranza ed ex amministratore delegato del gruppo petrolifero Hafesa (poi rinominato Haxx), collegato a un caso di frode fiscale.

In un’altra registrazione diffusa sui media, Diez si presentava all’ex procuratore anticorruzione Ignacio Stampa come “la persona che il PSOE ha incaricato di scoprire cosa c’è dietro tutto questo” e come “braccio destro” di Santos Cerdán, chiedendo informazioni su questioni delicate riguardanti il procuratore capo anticorruzione Alejandro Luzón. In seguito, sempre secondo quanto riportato, Diez avrebbe incontrato funzionari, guardie civili e avvocati per recuperare informazioni su chi si occupasse delle inchieste, presentandosi come “inviata da Ferraz”, cioè dal partito socialista.

Diez avrebbe dichiarato in modo costante che si trattava di un lavoro di “inchiesta giornalistica” personale, svincolato da richieste del partito. Le indagini mirano ora a chiarire se tale versione corrisponda ai fatti o se, al contrario, l’operato fosse legato a indicazioni dei socialisti.

personaggi e figure nominate nell’ambito delle indagini

Leire Díez; Santos Cerdán; María Leire Diez Castro; Javier Pérez Dolset; Gaspar Zarrías; Ismael Oliver; Jacobo Teijelo Casanova; Juan Sanchez Yepes; Ana María Fuentes Pacheco; Juan Manuel Serrano Quintana; Juan Francisco Serrano Martínez; Antonio Balas; Ignacio Stampa; Alejandro Luzón; Alejandro Hamlyn; Vicente Fernández Guerrero; Antxon Alonso; Santiago Pedraz.

Spagna, chi c’è dietro l’inchiesta sul presunto “complotto” per destabilizzare i processi che riguardano il Psoe e il governo Sanchez
Categorie: PoliticaCronaca

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