Gvir comportamenti inqualificabili verso la flotilla
Il rientro degli attivisti della Global Sumud Flotilla non ha chiuso la vicenda: immagini e testimonianze continuano a circolare a livello internazionale, includendo riferimenti a lividi e maltrattamenti. Le riprese, insieme alle dichiarazioni pubbliche, hanno inoltre innescato nuove reazioni politiche e misure diplomatiche.
francia vieta l’ingresso a ben-gvir dopo il video sugli attivisti
La Francia ha disposto il divieto di ingresso nel proprio territorio per il ministro israeliano della Sicurezza nazionale Itamar Ben-Gvir. La decisione è maturata dopo la diffusione di un video che lo mostrerebbe mentre deride alcuni attivisti della Global Sumud Flotilla, ripresi mentre sono inginocchiati e con le mani legate.
barrot annuncia il provvedimento e richiama cittadini francesi e europei
Il ministro degli Esteri francese Jean-Noel Barrot ha annunciato la misura sulla piattaforma X, collegandola a comportamenti definiti inqualificabili nei confronti di cittadini francesi ed europei presenti tra i passeggeri della flottiglia. Barrot ha anche precisato che l’esecutivo di cui fa parte disapprova l’iniziativa della Flotilla, indicando come motivazioni la mancanza di un effetto utile e l’aggravio dei servizi diplomatici e consolari, richiamando al contempo professionalità e dedizione degli uffici coinvolti.
Nel giustificare il divieto, Barrot ha posto l’accento sul principio secondo cui non può essere tollerato che cittadini francesi vengano minacciati, intimiditi o maltrattati, specie se a farlo è un responsabile pubblico.
richiesta all’unione europea di sanzioni verso ben-gvir
Barrot ha menzionato anche un’iniziativa dell’omologo italiano Antonio Tajani e ha chiesto all’Unione europea l’adozione di sanzioni nei confronti di Ben-Gvir. La spinta alle sanzioni viene riportata come oggetto di critiche da più parti, poiché la posizione risulterebbe limitata e non includerebbe il resto dell’assetto governativo israeliano, compreso Netanyahu.
convoglio fermo in libia: rifiuti dalle autorità e ruolo della mezzaluna rossa
Mentre gli attivisti rientrano, una parte dell’azione continua con un convoglio della Flotilla in viaggio via terra per portare aiuti alla Striscia di Gaza. In un post sui social della delegazione italiana si segnala un arresto delle operazioni con l’informazione che si tratta del settimo giorno di accampamento alle porte di Sirte.
rifiuto alle delegazioni e chiusura del dialogo
Secondo il messaggio, nelle ultime quarantotto ore le delegazioni sarebbero state respinte dalle autorità della Libia dell’Est, con l’effetto di escludere di fatto ogni possibilità di dialogo con la Mezzaluna Rossa. La richiesta rivolta alle persone sul posto sarebbe quella di lasciare gli aiuti senza garanzie e di tornare indietro.
richiesta di garanzie sulla consegna: riferimento al diritto internazionale
La delegazione italiana afferma di opporsi con decisione alla richiesta avanzata dalle autorità di Haftar e di chiedere garanzie affinché gli aiuti vengano consegnati dalla Mezzaluna Rossa alla popolazione di Gaza. Nel testo si lega la richiesta anche alle violentarazioni indicate come subite da compagne e compagni della Flotilla nelle ore di permanenza, chiedendo alla comunità internazionale—istituzioni, media e società civile—di esercitare pressioni per il rispetto del diritto internazionale e per garantire il passaggio degli aiuti destinati alla popolazione, richiamando l’articolo 40 della Convenzione di Ginevra.
italia: vittorio sergi parla delle denunce per le torture e degli esami medici
In Italia, Vittorio Sergi, insegnante di Senigallia (Ancona) che ha partecipato alla Flotilla, riferisce di essere rientrato ad Ancona dopo essere stato sequestrato e fermato dalle autorità israeliane. Sergi ha precisato che il 18 maggio sono state presentate le denunce verso chi solleva dubbi sulle torture denunciate.
referti negli ospedali italiani e contatti con il team legale
Nel corso della conferenza stampa organizzata dal Coordinamento Marche per la Palestina, Sergi ha aggiunto che molti partecipanti si stanno facendo refertare negli ospedali italiani. L’incontro si è svolto insieme a un altro attivista, Marco Montenovi di Ancona.
Montenovi ha dichiarato che nelle giornate successive si terranno audizioni con il team legale, nell’ambito di due fascicoli aperti presso la Procura di Roma relativi alla vicenda.
spese del viaggio e risposta al botta e risposta con consiglieri e eurodeputato
Sergi ha inoltre affermato che il viaggio di andata e ritorno sarebbe stato interamente a carico della Global Sumud Flotilla, specificando che non è stato chiesto nulla al governo italiano.
L’attivista ha poi ripreso il botta e risposta avvenuto a Senigallia con il consigliere regionale Corrado Canafoglia e con l’eurodeputato Carlo Ciccioli (Fdi). Sergi ha concluso sostenendo che il tentativo di farsi pubblicità tramite l’azione umanitaria sarebbe destinato a cadere nel ridicolo.
personaggi e attivisti citati nella vicenda
Itamar Ben-Gvir, Jean-Noel Barrot, Antonio Tajani, Vittorio Sergi, Marco Montenovi, Corrado Canafoglia, Carlo Ciccioli, Netanyahu.
