Bufera sulla vignetta di nordio che taglia i magistrati con un’ascia

• Pubblicato il • 5 min
Bufera sulla vignetta di nordio che taglia i magistrati con un’ascia

Una polemica accesa in Calabria torna a intrecciare riforme della giustizia, campagna referendaria e linguaggi della satira. A scatenare il confronto sono vignette e contenuti pubblicati da esponenti e associazioni legati al dibattito politico e giuridico, con accuse incrociate sulla presunta natura “violenta” delle immagini e sulla presunta strumentalizzazione del tema.

vignetta con ascia e schizzi: scontro tra partiti e ordini professionali

Al centro della discussione c’è una vignetta che raffigura il ministro della Giustizia Carlo Nordio con un’ascia in mano, dopo aver tagliato in due un corpo, con schizzi di sangue, relativo a un magistrato. La polemica esplode dopo che la vignetta viene pubblicata dalla Camera penale di Cosenza in piena campagna referendaria, spingendo il Partito Democratico a parlare di contenuti oltre il confine della satira.

critiche del pd: immagini violente e delegittimazione della magistratura

Per il senatore del Pd Nicola Irto, la vignetta è una “vignetta violenta” che dimostrerebbe una “delegittimazione della magistratura”. Irto descrive una “deriva inquietante” e definisce “gravi” le raffigurazioni di magistrati simbolicamente colpiti con un’ascia, sostenendo che l’immagine evochi una “violenza istituzionale” non compatibile con il dibattito pubblico di un Paese democratico.

Nella contestazione del Pd, il confronto sulle riforme della giustizia dovrebbe restare su idee, norme e garanzie costituzionali. L’uso di immagini collegate a una eliminazione simbolica di parti della magistratura viene indicato come uno scivolamento oltre la satira e oltre il perimetro della campagna referendaria, giudicato violento, sbagliato e profondamente irresponsabile.

la risposta della camera penale: la vignetta non viene ritirata

La replica arriva dal presidente della Camera penale di Cosenza Roberto Le Pera, insieme al segretario Francesco Santelli e ad alcuni componenti del consiglio direttivo, che si dichiarano indignati per quella che definiscono una strumentalizzazione.

Secondo quanto riportato dai penalisti, la rivista (in)Giustizia avrebbe ospitato un inserto intitolato “Compagni di referendum” con il quale verrebbe espresso rammarico per una presunta “Sinistra del No”, accusata di sfruttare l’occasione referendaria “sulla pelle della giustizia”. La posizione enfatizza la contraddizione attribuita a una parte politica che, a detta dei penalisti, avrebbe in precedenza sostenuto la separazione del giudice dal pubblico ministero, per poi rinnegare storia e identità.

La Camera penale sostiene inoltre che il Pd regionale non risponderebbe nel merito delle riforme, ma sposterebbe il tema verso la presunta lettura della vignetta in calce all’inserto, che rappresenterebbe satiricamente la separazione tra magistratura giudicante e requirente tramite un taglio netto.

da accuse di “violenza” a accuse di “linguaggio da hater”: doppio standard contestato

La discussione si allarga a un parallelo su altri contenuti diffusi sui social. Viene richiamato un fotomontaggio pubblicato dal deputato di Avs Francesco Emilio Borrelli, in cui la presidente del Consiglio Giorgia Meloni viene rappresentata travestita da paziente psichiatrica. Per Fratelli d’Italia, e in particolare per il deputato Antonio Baldelli, quell’immagine non sarebbe “satira” né critica politica, ma definita “linguaggio da hater”.

Il passaggio viene usato come chiave di confronto: mentre un contenuto con bersaglio politico verrebbe bollato come linguaggio ostile, la vignetta con Nordio e l’ascia, secondo una parte della stessa maggioranza parlamentare, verrebbe invece considerata una semplice espressione satirica. In questo quadro, la contrapposizione di valutazioni diverse diventa parte del confronto pubblico.

il nodo del “rapporto fra i poteri dello Stato”

Nelle contestazioni del Pd, l’immagine inciderebbe anche sul rispetto e sul rapporto tra i poteri dello Stato. Da qui la richiesta di un ritiro immediato della vignetta e il richiamo a un ritorno alla responsabilità istituzionale.

Nel contesto della replica dei penalisti, viene invece contestata l’interpretazione secondo cui la caricatura arriverebbe a rappresentare una presunta “eliminazione simbolica” di parti della magistratura e, di conseguenza, toccherebbe i rapporti tra i poteri. La lettura viene considerata, nella risposta, fuori fuoco rispetto alla finalità dichiarata della satira legata alla separazione delle carriere.

comitato “giusto dire no” e penalisti: satira vs linguaggio violento

Alla discussione si aggiunge il comitato “Giusto dire No”, con il presidente Antonio Diella. La posizione afferma che rappresentare un magistrato fatto a pezzi non sarebbe satira, in Calabria come nel resto d’Italia. Il comitato rifiuta l’idea che affermare che bisogna “togliere di mezzo la magistratura” possa essere liquidato come “libertà di espressione”.

inquinamento del dibattito referendario

Secondo Diella, il problema sarebbe l’uso di un linguaggio violento che inquina il dibattito referendario, con il rischio di lasciare conseguenze durature sul rapporto tra le istituzioni del Paese, a prescindere dall’esito del voto.

argomento della satira: immagini forti per rendere percepibile il significato

I penalisti insistono sul perimetro della satira, sostenendo che la satira utilizzi per natura immagini forti, provocatorie e talvolta disturbanti per rendere immediatamente percepibile il significato di una questione pubblica. La satira viene presentata come forma di libera manifestazione del pensiero che, in uno Stato democratico, merit(a) una tutela particolare perché collocata al centro del confronto pubblico, della critica politica e della libertà di espressione.

figure citate nella controversia su vignette e riforme

Il confronto pubblico descrive protagonisti politici e rappresentanti istituzionali citati direttamente nel racconto della polemica:

  • Francesco Emilio Borrelli
  • Giorgia Meloni
  • Antonio Baldelli
  • Carlo Nordio
  • Alfredo Antoniozzi
  • Roberto Le Pera
  • Francesco Santelli
  • Nicola Irto
  • Antonio Diella
Bufera sulla vignetta di Nordio che taglia i magistrati con l’ascia. Pd: “Inquietante”. Fdl: “Espressione di libertà”
Preferirei di NO
Categorie: PoliticaCronaca

Per te