Auto strage di capaci, sindacati della penitenziaria sul piede di guerra per il trasloco a palermo
Il trasferimento della teca contenente i resti della Fiat Croma legata alla strage di Capaci ha acceso un acceso confronto tra sindacati del settore. La decisione riguarda l’auto di scorta del giudice siciliano, nota come “Quarto Savona 15”, per la quale il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha annunciato il passaggio dalla Scuola di formazione della Polizia penitenziaria “Giovanni Falcone” di Roma al Museo del Presente di Palermo. Su questa scelta si sono registrate prese di posizione differenti, con richieste di sospensione, motivazioni legate alla memoria e valutazioni di natura istituzionale.
trasferimento teca “Quarto Savona 15” e reazioni sindacali
Il contesto del trasferimento riguarda i resti di un’auto che rappresenta un riferimento storico collegato alla strage di Capaci, in cui persero la vita Giovanni Falcone, Francesca Morvillo e gli uomini della scorta. Il passaggio annunciato sposta la custodia della teca dalla sede formativa di Roma a un luogo museale a Palermo, cambiando quindi la collocazione dell’oggetto e, secondo le diverse letture espresse, anche la sua funzione simbolica e formativa.
posizione Sappe: “scelta profondamente sbagliata”
Il segretario generale del Sappe, Donato Capece, ha contestato la decisione con una lettera al guardasigilli, definendola “profondamente sbagliata”. Capece precisa che l’opposizione non nasce da una rivendicazione corporativa né da uno spirito di appartenenza fine a se stesso, ma da una valutazione sul significato del bene nel luogo in cui è custodito.
Secondo quanto riportato, la teca in quella sede rappresenterebbe un equilibrio “alto e giusto” tra memoria, formazione, sicurezza, gratuità dell’accesso e custodia istituzionale. Lo spostamento, nella ricostruzione del Sappe, rischierebbe di indebolire il valore pubblico del bene e di trasformare una reliquia civile dello Stato in un oggetto espositivo privato dalla sua “cornice naturale”.
La Polizia penitenziaria viene indicata come il soggetto che, in passato, avrebbe svolto il proprio compito: recuperare, custodire e proteggere il relitto, offrendo una “casa istituzionale” a quelle lamiere. In questa prospettiva, la teca costituirebbe uno strumento permanente di educazione alla legalità.
richiesta di sospensione e confronto urgente
Conclude la posizione del Sappe chiedendo che la decisione venga sospesa e che venga aperto un confronto urgente. Nel documento si evidenzia anche l’idea che la stessa Polizia penitenziaria non debba essere considerata “un custode provvisorio”, da ringraziare in silenzio e poi congedare senza spiegazioni.
posizione Sinappe: custodia a roma e valore simbolico
Si esprime anche Sinappe, che richiama la necessità di mantenere i resti dell’auto presso la Scuola di Formazione della Polizia Penitenziaria “Giovanni Falcone” di Roma. Il sindacato sostiene che trasferire il cimelio significherebbe sottrarre alla scuola e all’intero corpo un riferimento simbolico di prestigio.
Secondo Sinappe, quel riferimento avrebbe rafforzato nel tempo il legame tra memoria delle vittime di mafia, formazione professionale e cultura della legalità. La memoria del giudice Falcone, di Francesca Morvillo e degli agenti della scorta, viene indicata come elemento destinato a continuare a “vivere” anche tramite quei resti custoditi nel luogo in cui si formano le donne e gli uomini chiamati a servire la legalità nelle carceri italiane.
Uil Fp e altri sindacati: rispetto per i familiari e valutazioni diverse
Da un’altra angolazione arriva la posizione di Gennarino De Fazio, segretario generale di Uil Fp Polizia penitenziaria. De Fazio afferma di non voler alimentare polemiche e spiega che sarebbe stato preferibile mantenere la teca alla scuola di formazione della Polizia penitenziaria. Nel caso in cui, però, esista una determinazione coerente con una richiesta dei familiari di Falcone, viene sottolineato l’orientamento a mantenere un atteggiamento di rispetto.
no a “casus belli” su una reliquia storica
Il rappresentante Uil Fp dichiara che non si intende fare della vicenda un “casus belli” legato a una reliquia storica considerata testimonianza di una tragedia vissuta dal Paese. Viene evidenziata l’esigenza di pacificazione e di evitare pretesti per alimentare scontri anche su questi temi.
posizione sul valore simbolico a Palermo
In linea con una lettura favorevole al trasferimento interviene anche Aldo Di Giacomo, segretario del Sindacato polizia penitenziaria. Secondo quanto riportato, l’idea sarebbe accettabile, soprattutto dal punto di vista simbolico, con una collocazione che dovrebbe stare a Palermo.
quadro complessivo delle richieste
Il nodo centrale delle posizioni espresse riguarda il significato della teca e la collocazione scelta: da una parte le richieste di sospensione e di mantenimento presso la Scuola di formazione per valorizzare il legame tra memoria e formazione; dall’altra la volontà di evitare lo scontro, richiamando il ruolo dei familiari e, per alcuni, anche il valore simbolico della sede palermitana.
Personaggi e rappresentanti sindacali citati:
- Carlo Nordio
- Donato Capece
- Gennarino De Fazio
- Aldo Di Giacomo
- Giovanni Falcone
- Francesca Morvillo