Aizza il cane contro il volantino pd meritate di finire sbranati

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Aizza il cane contro il volantino pd meritate di finire sbranati

Una polemica elettorale infiamma Venezia dopo la diffusione su Facebook di un video che scatena reazioni a catena tra schieramenti politici. Nel filmato compare un giovane, senza volto visibile, che incita il proprio cane contro un volantino legato a candidati del Pd alle comunali. Le accuse di violenza verbale, minaccia personale e linguaggio d’odio portano a denunce politiche e all’annuncio di iniziative anche nelle sedi giudiziarie.

video su facebook e polemica politica veneziana

La clip, pubblicata su Facebook, mostra un giovane veneziano la cui identità resta non riconoscibile perché il volto non viene ripreso. Nel video l’autore rivolge espressioni aggressive e accompagna l’azione con l’istigazione dell’animale, nel tentativo di colpire un volantino elettorale dei candidati Pd in vista delle elezioni comunali: Margherita Fonte e Mattia Costantini.

le accuse del centrosinistra e la denuncia politica

Secondo il coordinatore della campagna per Martella Sindaco, Matteo Bellomo, quanto accaduto configura una condotta che viene descritta come minaccia politica e personale e caratterizzata da una violenza esplicita, definita anche “allucinante”. Bellomo esprime solidarietà ai due candidati attaccati e sottolinea l’esistenza di una denuncia politica netta, sostenendo che una parte avversa non avrebbe compreso i principi dichiarati della campagna, come l’idea di un confronto “con il sorriso” e l’impegno a non colpire gli avversari.

Nel quadro delle contestazioni, viene anche criticata la direzione politica che, secondo Bellomo, alimenterebbe una campagna basata su paura, odio e demonizzazione dell’avversario. Viene indicato il candidato di centrodestra Simone Venturini, già assessore nella giunta Brugnaro, al quale viene chiesta una presa di posizione immediata, evitando di sostenere una strategia ritenuta incentrata sulla tensione.

risposta dei candidati attaccati e scelta delle sedi giudiziarie

Margherita Fonte e Mattia Costantini, una volta resa nota la loro posizione, comunicano di aver avviato “le opportune valutazioni” per tutelarsi nelle doverose sedi giudiziarie, includendo anche la possibilità di azioni in sede penale. La loro dichiarazione richiama la gravità dell’accaduto, definito come un episodio che “supera ogni limite accettabile”.

Fonte e Costantini sostengono che il caso rappresenti il risultato di settimane di bombardamento mediatico e del clima di odio descritto come “creato ad arte”. Secondo i due candidati, le campagne elettorali dovrebbero essere basate su idee e contenuti, mentre in questo contesto si sarebbe assistito a aggressioni personali, insulti e minacce. La replica afferma inoltre la volontà di opporsi a una logica “sbagliata e pericolosa” puntando su un confronto civile e democratico.

condanna dal comitato di campagna di venturini

Alla denuncia del centrosinistra segue anche una presa di posizione del comitato organizzatore della campagna di Venturini. Il comitato dichiara di stigmatizzare senza riserve ogni gesto violento, ogni linguaggio d’odio e qualunque forma di intimidazione personale o politica.

Nel comunicato viene ribadito che la campagna elettorale deve restare nei confini del rispetto, del confronto democratico e della responsabilità, senza ambiguità su questi principi.

personaggi citati nella vicenda

  • Matteo Bellomo
  • Margherita Fonte
  • Mattia Costantini
  • Simone Venturini
  • Matteo Bellomo (coordinatore della campagna per Martella Sindaco)
Categorie: PoliticaCronaca

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