34 professori del Politecnico di Torino contro la ricerca militare
Al Politecnico di Torino si accende un confronto acceso sul futuro della ricerca e sulla possibilità di estendere eccezioni legate a pubblica amministrazione e Difesa Ue. A farsi promotori dell’appello sono 34 professori e professoresse, che contestano una modifica al regolamento per l’integrità della ricerca e chiedono di mantenere un confine netto tra attività accademica e finalità militari.
politecnico di torino: lettera contro la modifica del regolamento
La richiesta nasce dalla decisione di aggiornare le regole con cui l’ateneo approva i progetti di ricerca. Un anno prima erano state definite nuove condizioni per l’avvio delle attività, imponendo che i progetti fossero finalizzati alla difesa dello Stato italiano. Ora il perimetro viene ampliato, aprendo a un contesto che include l’area europea e, in particolare, l’ambito legato alla Difesa Ue.
Nel sistema di ricerca del Politecnico, una quota significativa dei contratti riguarda temi connessi alla difesa: oltre un contratto su dieci risulta orientato a queste tematiche. Negli anni, docenti e ricercatori hanno collaborato con organizzazioni come Nato e Nazioni Unite e con aziende come Leonardo e Thales Alenia. La novità contestata viene presentata come un adeguamento a uno scenario in cui la sicurezza sarebbe sempre più europea.
ricerca militare: richiesta di stop a progetti con natura esplicitamente bellica
Accanto alle motivazioni legate allo scenario europeo, un gruppo di docenti chiede una direzione opposta: non avviare più ricerche con natura esplicitamente militare. Tra i firmatari figurano anche l’ex presidente dell’Accademia delle Scienze Angelo Raffaele Meo e l’ex preside di architettura Carlo Olmo.
La missiva rivolge una richiesta di presa di distanza sia dalle ragioni considerate alla base della stipula di contratti per la difesa sia dal tema dell’offesa. Nel testo viene richiamato che, se la ricerca possiede natura chiaramente militare secondo titolo o descrizione tecnica, allora al Politecnico non si deve procedere. La posizione dei firmatari prevede inoltre che la ricerca militare possa continuare a essere svolta in modo individuale, a condizione che venga attuata senza usare strutture e risorse dell’ateneo.
università di torino: ruolo dei contratti commerciali e fondo europeo per la difesa
Nel confronto emerge anche una questione pratica legata alla presenza di progetti in ambito aziendale. Per l’ateneo, infatti, risultano attivi diversi rapporti con imprese private, e in tale contesto i docenti sottolineano come, tra i contratti commerciali pubblicati, sia possibile individuare ricerche dal titolo di esplicita natura militare. Viene inoltre indicato che l’ateneo porterebbe avanti progetti nel quadro del Fondo europeo per la Difesa.
studenti e rettore: attacco alle conquiste e replica su voto del senato accademico
La controversia non resta confinata tra docenti e regolamenti. Gli studenti avevano già sollevato la questione tramite il collettivo AlterPolis, che ha segnalato come alcune conquiste del movimento dell’Intifada studentesca sarebbero state messe sotto pressione, denunciando che il Politecnico si collocherebbe all’interno di un “complesso accademico militare e industriale”.
Dal lato dell’amministrazione accademica, il rettore Stefano Corgnati ha risposto ricordando che il Senato Accademico, democraticamente eletto, avrebbe espresso voto favorevole tramite tutte le componenti del corpo docente e del personale tecnico amministrativo. La replica viene presentata come indicazione di un indirizzo coerente con il percorso intrapreso dall’ateneo.
monitoraggio del regolamento: verifica nel primo anno di applicazione
Nel quadro decisionale viene previsto un monitoraggio del nuovo regolamento durante il primo anno di applicazione. Al termine di questa fase potranno essere valutate modifiche migliorative, in base agli esiti della verifica.
figure citate nell’appello e nella risposta
- Angelo Raffaele Meo
- Carlo Olmo
- Stefano Corgnati
- AlterPolis (collettivo studentesco)
